Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 13.1903

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tombe greche arcaiche ecc.

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Straberne (') che forse attinse a Timeo (*), completati
a vicenda, ci hanno, come è noto, conservata questa
tradizione.

La quale però non ebbe fra gli storici e gli ar-
cheologi più recenti quell'accoglienza che a me sembra
per tante ragioni spettarle. Lo Helbig, che vide così
addentro nella questione cronologica della fondazione di
Cuma, vi sorvolò sopra, sospettando della sincerità di
Eforo cumano nel riferire un falto che troppo da vi-
cino interessava la sua patria (3). Il Beloch, partendo
da uno stesso punto di vista, volle vedervi una leg-
genda sorta posteriormente a cagione della identità del
nome delle due Cume — scambio analogo a quello
per cui si potè credere Cuma italica fondata nel se-
colo XI a. C. (4) — e fece dipendere il nome di questa
da un oscuro villaggio dell' Eubea, ricordato da Ste-

(') P. 243. KvfXT], Xalxifiéwv xcd Kv^icdmv nalmóxaxov
xxioua • nttawf ydg èaxi nQeojìvxdir] xuiv re Xlxs'Aixwv xaì xùv
'lTcd/.iwTÌdoii\ ol dé xòi' arÓAov ùyóvxeg, 'innoxkfjg 6 KvfiaTog
xaì Meyaa&évìjg o XttXxidevg, àiw^io't.oyrfiuvxo nqòg acfdg avxovg,
xtòv uèv xr\v dnoixLav elvai, xwv Ss xrtv ènwvo^iiav. 69iv vvv
fièv TiQoaayoQtvsiui KvfArj, xxLacu (f avxrjv XaXxitìeig doxovai.

(2) Cf. Beloch, Campanien, p. 147 ; Helbig (Hom. Epos 2,
p. 432) propende invece per Eforo.

(3) Hom. Epos \ p. 432.

(4) Cf. a questo proposito Duncker, Gesch. d. Alt., V, p. 485;
Kuhl, Jahrb. f. Kl. Phil, 1888, p. 340.

fano di Bisanzio ('). Solo, per quanto io mi sappia, il
Boehlau, esaminando alcuni elementi della civiltà etni-
sca negli strati paralleli ai nostri di Cuma, vide la pos-
sibilità di una conferma da darsi a quella tradizione
in base ai monumenti (2).

Le nostre scoperte del fondo Artiaco ci danno
appunto, se non m'inganno, questa conferma, e ci
permettono di gettare uno sguardo più sicuro non solo
sulla storia primitiva della colonia cumana, ma al-
tresì su tutto lo svolgimento della civiltà etnisca ed
italica nel momento in cui, venuta a più intimo con-
tatto con la civiltà greca, sopratutto greco-orientale,
subisce una trasformazione così profonda e nello stesso
tempo così feconda (3).

Giuseppe Pellegrini.

(') Campanien2 1. c. e p. 439.

(2) Jahrb. d. Inst., 1900, p. 164.

(3) Non posso a meno di chiudere questa relazione senza
raccomandare pubblicamente l'esplorazione dell'acropoli di
Cuma, secondo un progetto già ventilato nel tempo della mia
residenza a Napoli, non che l'esecuzione di qualche saggio di
scavi nell'isola d'Ischia. Con questi lavori e con la pubblica-
zione scientifica dei taccuini e del materiale componente la col-
lezione Stevens, la quistione cumana sarà forse definitivamente
risolta e la scienza acquisterà elementi di prim' ordine per lo
studio di alcuni dei più gravi problemi dell'archeologia na-
zionale.
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