Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 18.1907

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ED I SUOI MONUMENTI PREISTORICI

superiore da un cumulo di rovine di tutta la strut-
tura elevata, ha alla base ima forma poligonale ad
enormi pietroni, stratificati alla meglio, con una rim-
boccatura di scheggioni, mentre verso l'alto e nell'in-
terno della cella i blocchi appaiono sbozzati, come lo
permette la durezza del basalto, più piccoli e meglio
disposti. La cella, molto interrata, è conservata sino
a due terzi dell'altezza.

Eestano, a destra di chi entra nel difficile varco
della porta, le traccie della scala di accesso o al piano
superiore o al terrazzo ; contro al cono, dal lato del-

A--

l'arrivo della scala, sta un contrafforte che racchiude
un cortiletto innanzi al nuraghe di pianta ellittica ed
abbastanza conservato, costrutto con enormi massi, non
lavorati, accatastati senza stratificazione regolare; at-
traverso ad esso sono visibili due feritoie che accen-
nano a difendere la porta di questo contrafforte, ora
interrata tra i massi. Questo edificio ha l'aspetto ana-
logo a quello del prossimo TV. Mummuzmla che si in-
contra più ad ovest. Come nel Corragsu, questa difesa
appare aggiunta al nucleo centrale primitivo, ma la
tecnica della lavorazione si mostra la stessa per i due
momenti della costruzione.

Poco oltre al N. Pranu Omus il ciglio dell'alti-
piano piega verso nord, avanzandosi per un tratto in
questa direzione, accostandosi al ricordato contrafforte
del Giuerru ; in questo tratto del ciglione sale la Scala
Mar giani ed al suo sbocco sull'alto sono i resti del
nuraghe Cuili Frughesu, non segnati sulla carta dello
Stato Maggiore ; sotto i rovi e la foresta di elei che

ammanta tutta quanta la pendice della Giara e la
sella che la congiunge allo sprone contrastante del
Giuerru, è appena distinto il cumulo circolare dello
pietre della base. Dopo Scala Mar giani la fronte del
ciglione, ripreso il suo corso da est ad ovest, è bru-
scamente incisa da una forra, o burrone, da cui scen-
dono verso Rio Imbessa, col nome di Bili Tramatzu,
le acque scolanti dai vari paduli della parte centrale
e settentrionale dell'altipiano.

Di fronte a questo punto si eleva, dicemmo, lo spe-
rone isolato del Monte Giuerru, che manda verso Seuis

ed Assolo le sue falde boscosee sulle due cime Giu-
erni Mannu (m. 516) e Giuerreddu (m. 523), porta
due nuraghi formanti una vedetta avanzata dell'alti-
piano, vigilandone la fronte settentrionale, degradante
verso Assolo, e gli accessi dal riu Imbessa e dal val-
lone di Nureci.

Nuraghi del Monte Giuerri.

Del nuraghe piantato sulla vetta più meridionale
e prossima alla Giara, detta Giuerri mannu, non re-
stano che pochi avanzi; l'edificio non doveva essere
che una piccola torricella, ma la posizione era impor-
tante, come ampia la veduta, giacché dominando tutto
il vallone della Tramatzera e la fronte settentrionale
della Giara, sorvegliava la via lungo il solco del Riu
Pardu, verso Nureci ed il distretto di Laconi, for-
mando così una vedetta avanzata, difesa dal ripido
pendio del monte, mentre ai piedi di esso, attraverso
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