Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 18.1907

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ED I SUOI MONUMENTI PREISTORICI

il corridoio d'accesso ; ricordiamo come attorno al-
l'edificio si ebbero molti resti di ossidiana, di stoviglie
nuragiche e due teste di mazza con foro, in roccia verde
porfiroide, spezzate, della consueta forma irregolare, che
si trova nelle stazioni all'aperto dell'isola e che non
mancano quasi mai attorno ai nuraghi (').

Col N. Murtas siamo alle falde, anzi sui fianchi
del M. Maiori ; prima però di salirvi, esaminiamo ra-
pidamente la disposizione dei nuraghi di tutto l'ampio
vallone della Tramatzera, tra la pendice della Giara
e la dorsale ora percorsa.

Alla testa del vallone, proprio sotto alla sella
occupata dal borgo di Genoni, presso all'ultima pen-
dice del Monte S. Antine e sul versante settentrio-
nale della vallata, sta annidato presso un dicco di
granito ed alla purissima fontana detta di Pobulus,
il nuraghe di questo nome. Presso ad esso passa la
nuova strada da Genoni ad Assolo, alla quale il monu-
mento ha prestato non poca parte del suo materiale.
Costrutto in grandi blocchi di granito non lavorato,
ha specialmente nella parte inferiore il carattere
di struttura poliedro-megalitica fra le più arcaiche;
solo i blocchi dell'architrave e della scalinata furono
rozzamente lavorati. Lo stato di grande ruina dell'im-
ponente edificio non permise di prendere rilievi; si
distinse però assai bene un contrafforte robustissimo
che ne sorreggeva il lato verso la valle ; la volta
della cella è crollata, come anche una parte del pa-
ramento verso la fronte del cono, che lascia scorgere
parte della scala, con i gradoni incassati nella mu-
raglia; cosicché il P. Centurione aveva supposto che
il nuraghe presentasse un raro esempio di scala
esterna, supposizione che però noi non possiamo con-
fermare. Notevole anche la prossimità della fontana,
abbondante così da servire a concia delle pelli, donde
il nome di Bau e Peddis, che trovasi anche dato
a questo nuraghe.

(') Le teste di mazza, di varia forma, ma per lo più di
fattura molto rozza, veri strumenti d'uso, si trovano con gran-
dissima frequenza nelle stazioni all'aperto come quelle stu-
diate dal sig. Mannai e dal Loddo {Bull. Pai. It. 1902, p. 195);
se ne ebbero insieme a macinelli, pestelli, lisciatoi, mulini a na-
vicella ecc., attorno ai nuraghi più recentemente esplorati; ri-
cordiamo quelli di Settimo e di Fortesa Beccia, presso Quartu,
nel Campidano; ma si può dire che ogni esplorazione attorno
ai nuraghi abbia dato di tali strumenti o armi, di cui è im-
possibile negare ormai la connessione con questa classe di
monumenti primitivi.

Monumenti Antichi — Voi. XVIII.

Se il Pobulus guarda il piede della sella di Ge-
noni, il vicino nuraghe Buidduru, posto su uno spe-
rone della costiera, dove si incontrano il vallone della
Tramatzera con il vallone di Giuru, che scende dalla
Giara, ha la vigilanza sulla via che degrada dall'al-
tipiano, scorgendo i vari sentieri che accedono alle
scale Pisanu, Scocca Baddicchi ecc. che vedemmo,
danno accesso alla fronte nord-est della Giara.

Il Buidduru, di 400 metri distante dal Pobulus,
è costrutto di massi di calcare regolare e rinforzato
da un contrafforte o muro di sostegno, verso la sua
fronte settentrionale, ad impedire il franamento del
suolo assai scosceso; rimangono solo i corsi della base
che danno un diametro di 8 m., che è comune ai più
piccoli nuraghi della regione.

La parte centrale della piccola vallata della Tra-
matzera è occupata, da una piccola dorsale collinosa,
allineata lungo il corso del fiume ; sopra di esso, do-
minanti le vie naturali che seguono l'andamento della
valle, ai due lati del colle stanno i due nuraghi Cìxius
e Corte è Sassuni, a un chilometro l'uno dall'altro,
ed entrambi abbattuti e sconvolti.

Più basso, sul fiume, ai piedi del nuraghe Pa-
ranza, è il Tresbias. Benché esso sia al punto più
basso della valle, dov' è un guado sul fiume, già ab-
stanza largo e ricco delle acque fluenti dal s. Antine
e dalla Giara, esso si trova però su un mammellone
che lo solleva sopra ogni pericolo per parte del fiume e
gli permette di vegliare le strade verso Nureci e verso
Assolo. Dal gran cumulo di massi accatastati sotto
una selva di rovi, nulla si potè desumere sulla forma
dell'edificio solo si può indovinare le traccie di un cono,
con cella di costruzione poderosa, come quella di tutti
i nuraghi delle posizioni basse.

Scarse reliquie sopravanzano del poco lontano N.
Oghiazzanu, al confine tra l'agro di Genoni a di As-
solo, anch'esso, come il Tresbias, fi ancheggi ante il
fiume sul lato settentrionale, sopra una leggiera dor-
sale, mentre sul lato opposto, tutto intorno alle falde
del M. Giuerru ed allineati in modo da sorvegliare
la via che lungheggia la valle della Tramatzera ed i
sentieri che da questa muovono verso la scala traente
alla Giara, dominata dal Pranu Omus, stanno vari
nuraghi, dei quali oramai non resta troppo più che il
nome, e che formano come una linea traversale e sbar-
rante la valle ad impedire un accesso dal vallone di

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