Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 18.1907

Page: 153
DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/monant1907/0084
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
153

anathemata di una città sicula-gReca ecc.

154

FlG. 10.

Monumenti Antichi — Vol. XVIII.

rullo?) da sotto in su, e non certo a martello libero;
nei margini lunghi si notano pochi forellini molto
spaziati, in taluno dei quali è ancora inserito un
chiodino di sottil filo di rame ritorto, per fare aderire
la striscia metallica ad una di cuojo o di altra grossa
sostanza tessile, piuttosto che ad un fondo di legno.

Grazie agli studi del Wolters, del De Kidder e
del Thiersch ('), noi siamo in grado di conoscere oggi
esattamente il carattere artistico di codeste lamine,
la più parte decorate di figurazioni mitologiche, in-
quadrate in campi metopiformi, la loro diffusione (2),
ed il luogo di fabbricazione. Esse sono dovute all'in-
dustria argivo-corinzia, ed alcune propriamente ad
Argo, come si desume dalle iscrizioni onde vanno ac-
compagnate. Quanto all'uso varie sono le interpreta-
zioni proposte; si è pensato a rivestimenti di foderi
di spade, attraente ipotosi alla quale contraddice però
la doppia palmetta terminale; poi a rivestimenti di
mobili ed utensili di legno; recentissimamente il
Thiersch, scartate queste ipotesi, si è pronunciato per
il rivestimento di cassette, xiléma, ricordate negli
inventari dei templi. Ma a me sembra che nemmeno
questa versione abbia ad essere definitiva e soddisfa-
cente; l'estrema sottigliezza e la flessibilità della la-
mina fa credere che essa venisse applicata ad una
striscia pure flessibile, cuoio o tessuto, piuttosto che
ad una sostanza rigida come il legno; di più la cur-
vatura del chiodino, anzi direi meglio dello spillo,
ammette una parete non più spessa di mm. 3, la
quale è al tutto insufficiente per una cassetta di legno.
Ed allora io arrivo alla conclusione che non un mo-
bile rivestissero codeste strisele, ma una cintura di
cuojo, una £à>vr], o più probabilmente dei telamoni.
Cinture vediamo adottato per serrare il chitone ai
fianchi in parecchie statue dell'Acropoli (Lechat, op. cit.,
figg. 1, 17, 18, 19), ma non sono decorate; per i tela-
moni soccorrono le rappresentanze vascolari. Per cin-
ture decorate intervengono invece testimonianze lette-
rarie (3), ed in prima linea i luoghi dell'Odissea, V,

(') Wolters, Bronzereliefs von der Akropolis zu Athen in
Athen. Mittheil. 1895, p. 173 e segg.; De Ridder, De ectypis
quibusdam aeneis quae falso vocabantur corinthiaca (Paris
1896); Thiersch, in Aegina. Das Heiligthum des Aphaia, p. 392
e segg.

(') I luoghi di scoperta sono tutti santuari e precisamente :
Olimpia, Dodona, lo Ptoi'on, Acropoli di Atene, Egina.

(3) Hermann-Bliimner, Griech. Privatalterthiimer, p. 192.

11
loading ...