Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 18.1907

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ANATHEMATA DI UNA CITTÀ SICULA-GRECA ECC.

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TORSO EFEBICO DI LEONTINI

Il magnifico torso riprodotto nel davanti e nel
rovescio alla tav. VI proviene dalla campagna di
Leontinoi ; si assicura fosse stato messo allo scoperto
dalle grandi alluvioni del 1902, ma poi giacque pa-
recchio tempo abbandonato in una fattoria, finché
venne raccolto dal marchese Corrado del Castelluccio,
amatore di cose d'arte, che per onesto prezzo lo ce-
dette al Museo di Siracusa, resistendo a maggiori
offerte che da altri gli venivano ; di che gli va fatta
meritata lode.

Kicavato da un blocco di marmo a grana grossa,
(pario), rappresenta un corpo giovanile grande al vero
o poco più, conservato dall'attacco inferiore del collo
sino al terzo inferiore della coscia d. ; l'altezza mas-
sima fra questi due punti è di m. 1,03, la massima
largh. delle spalle cm. 53. Le forme sono quelle del
pieno sviluppo della giovinezza, ma irrobustite dal
lungo esercizio muscolare; lo schema fondamentale il
consueto alla serie dei così detti tipi efebici od apol-
linei, cioè in piena frontalità colla massa sorretta
sulla gamba d., rigida e di puntello, la sinistra inerte,
spinta lievemente avanti, e forse toccante il suolo
colla sola punta del piede. Le braccia, incollate al
torace superiore e tronche fino all'inizio del tricipite,
erano verticali ma libere, e non accostate al corpo,
mancando qualunque traccia di attacco o puntello
sulle coscie. Il torace conforme la tradizione è dato
in piena inspirazione coi grandi pettorali sollevati, ai
quali sta in antitesi la depressione del ventre.

Lo scultore, pur seguendo le norme dominanti
nella plastica del suo tempo, ha trasfuso nell'opera
sua un grande ed amoroso studio di anatomia. Accu-
rata ma piuttosto sommaria e senza troppi dettagli
la modellatura generale ; l'ampiezza poderosa quasi
brutale delle spalle e del torace contrasta coll'an-
gustia della vita, derivante dal moto di inspirazione ;

Monumenti Antichi — Vol. XVIII.

l'attenuazione delle costole invisibili, la forma del-
l'ombelico ad occhio, l'intersezione dell'addome im-
percettibile, i grandi obliqui addominali a contorno
molto rilevato, le pieghe inguinali e l'arcata crurale
accentuate, l'assenza del pube e dei capezzoli, il pene
di riporto, sono tutti segni di arcaismo progredito, il
quale assurge ad uno studio più preciso e delicato
nel basso ventre e nell'attacco delle coscie. Poderose
ed abbondanti all'eccesso, sono quali si addicono ad
un tarchiato efebo dal corpo fatto robusto nei continui
esercizi della palestra, ma sopra tutto della corsa
(Gtàdiov, diavlog). Le quali caratteristiche si rilevano
in pari misura nei glutei massosi e sporgenti.

Nel rovescio modellato a larghi piani è bene e
profondamente indicato il solco spinale ed il contorno
inferiore del gran dorsale ; ed anche i due grandi tra-
pezi rilevati sopra le scapole rispondono all'atto di
una larga inspirazione; ma i contorni di tutte queste
parti conservano ancora qualche cosa di geometrico e
e di piatto.

All'ultimo finire del sec. VI, chè a tale epoca ri-
monta la statua, lo scultore, non più un semplice
« routinier », pur continuando sulle orme canoniche
dei predecessori e della vecchia moda, tende sempre
più a far risaltare la bellezza corporea e la verità
anatomica, e quanto manca ancora nell'espressione e
nel movimento egli compensa coli'amorosa osserva-
zione del corpo, collo studio accurato ma non ancora
perfetto della modellatura. Le braccia appena scostate
dal corpo non avevano più bisogno di puntelli, nè dice
la situazione dei pettorali e delle clavicole che esse
fossero soverchiamente spinte in avanti. Ma la linea
delle spalle ed una quasi impercettibile dissimetria
fra la d. e la sin. accennano ad un lieve movimento
dell'avambraccio sin., che sarà stato proteso per reg-
gere qualche oggetto simbolico. Con tutto ciò l'ac-

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