Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 18.1907

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NUOVI STUDII E SCOPERTE IN GORTYNA

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Tirinto e di Micene. A questi due tipi trovansi
infatti esatto corrispondenze templari, pel primo nel
già citato tempio di Lebena, pel secondo nel tempio
parimenti ricordato del Capo Sunio. La prima ana-
logia potrebbe sembrare, nel caso presente, più per-
suasiva, pel fatto che essa s'incontra sul suolo stesso
di Creta e in una città succursale di Gortyna e ap-
punto in un tempio, che, per quanto rifatto pur
esso nell'epoca romana, conserva inalterati i caratteri
del tipo preistorico: della sua pianta dicemmo di
già, delle sue due colonne interne, visibili dal di
fuori per mancanza della parete anteriore, il riscontro
più eloquente sta precisamente in un edificio sacro
dell'epoca minoia, cioè nel sacello che è rappresentato
in un affresco di Cnossos ('). Ma forse le dimensioni
considerevoli della cella del Pythion richiedevano quat-
tro colonne piuttosto che due. Del resto sì per l'uno
che per l'altro caso vi erano dei precedenti nell'archit-
tura egiziana, con la quale io credo che debba colle-
garsi la cretese per molti particolari, fra cui l'uso e
il numero delle colonne sorreggenti un soffitto piano,
la pianta più larga che profonda del tempio, la man-
canza della parete di facciata e infine la stessa tri-
partitura dello spazio che ci è rappresentata nell'af-
fresco di Cnossos e nelle lamelle d'oro di Micene (2).

Questa analogia ci autorizza più che mai ad am-
mettere ciò che già di per sè si raccomandava a ri-
guardo di un tempio che tanti addentellati ci rivela
coli'architettura minoia e micenea, vale a dire che
la sua copertura in origine sia stata orizzontale e piatta,
come le terrazze di legno e argilla proteggenti gli edificii
propri all'architettura medesima, o tutt'al più legger-
mente convessa, come in alcuni modelli di casette
in porcellana di Cnossos, nel Thetideion e nella Krene
del Vaso Francois e poi anche in alcuni tabernacoli

(') Evans in Journal of Hell. Studies,XXI, 1901, tav. V.
Noack, op. cit., p. 77 sg., fig. 12, il quale giustamente ripudia
la fantastica ricostruzione di R. Zahn, e conclude che l'edificio
è da immaginarsi fatto di tre celle adiacenti come appunto fu
rappresentato dal pittore. Anche le note piastrine di oro di Mi-
cene rappresentano un tempio simile aperto davanti.

(2) Cfr. Perrot-Chipiez, op. cit., I, p. 239, fìg. 202 (tempio
dello Sfinge) ; p. 373, fig. 224, (t. di Abydos) ; fig. 234-6 (speos).
La mancanza della parete di facciata ha i suoi riscontri p. es.
nei chioschi egiziani (cfr. Maspcro, Hìstoire anc. des peuples
de VOrient classique, I, pp. 189 e 194) e nel tabernacolo fenicio
di Amrith (Perrot-Chipiez, op. cit., Ili, figg. 40 e 185 a 187;
cfr. 188 e 189, e voi. I, fig. 211). Per le analogie egizie nella
pianta cfr. anche Noack, op. cit., p. 27 segg.

dell'Egitto ('). Un tetto orizzontale, secondo il Dorp-
feld copriva originariamente anche lo Heraeon di
Olimpia prima che questo fosse trasformato in tetto
con frontone (2) ; e con più forte ragione lo stesso
deve ammettersi pel Tesoro di Gela, (di cui diremo
più tardi, e che ha la pianta simile al Pythion) perchè
soltanto con la preesistenza di una copertura spianata
si spiega, credo io, l'aggiunta singolare, che lì solo si
vede, di una sima orizzontale nel campo del frontone
già protetto da una sima obliqua. Vale a dire, la prima
sarebbe un ricordo o meglio una sopravvivenza della
copertura primitiva ; questa sparve, sì, quando fu sosti-
tuita da un tetto a doppia pendenza, ma non del
tutto, perchè se ne conservò come a dire l'orlatura (3).

A causa della forma del tetto e della pianta bi-
slunga della cella, il tempio di Gortyna in origine
doveva somigliare molto, anche esteriormente, ad un
magaron cretese ed apparire quindi molto basso in
proporzione dell'ampiezza del fronte ; doveva cioè avere
un aspetto press'a poco simile a quello del tempio
già ricordato sul Monte Odia e, mutalis mntanclis,
di qualcuna delle su ricordate casette di Cnossos, forse
non senza le finestre. Questo suo carattere non scom-
parve nemmeno quando per le modificazioni posteriori
il tetto fu rifatto con doppia pendenza e, per conse-
guenza, rialzato, come bene si vede nella ricostruzione
della facciata alla fig. 8. Onde avvenne che questa
restò, per le dimensioni, relativamente troppo larga,

(') Cfr. pel tetto orizzontale e convesso Dorpfeld presso
Tsountas-Manatt, Mycenaean Age, p. XXVII segg.; Perrot-Chi-
piez, Hist. de l'art, VI, p. 681 segg., VII, p. 96 e 368; Durm,
Baukunst der Griechcn-., p. 114 con fig. 87 e p. 139 (vaso
Francois, fig. 69). V. pure Pernier, Mon. aut., XII, p. 74. La
riduzione della linea curva del tetto nel vaso Francois in due
linee ad angolo ottuso e la conseguente trasformazione in tetto
a frontone (proposta da Furtwangler-Eeichhold, Gr. Vasenma-
lerei tav. I segg., e accettata da Perrot-Chipiez, op. cit. Vili,
p. 58 segg.) è affatto arbitraria. Le casette di Cnossos in Annual
cit., Vili, p. 14 segg., figg. 8 e 9. Pei tabernacoli egiziani cfr.
Perrot-Chipiez, I, p. 361, fig. 211.

(a) Olympia, III, p. 36 seg. Ciò è stato recentemente con-
tradetto dal Furtwangler in lilùnch. Sitsungsber, 1906, fase. Ili,
p. 474 segg., Das Alter des Heraion ecc. Ma se anche il tempio
non fosse così antico quanto opinò il Dorpfeld, ciò non esclude
che il tetto possa essere stato fatto due volte. Cfr. anche
Perrot-Chipiez, op. cit., VII, p. 383, nota.

(3) Essa può considerarsi come un compromesso ed una
combinazione dei due metodi di copertura da paragonarsi con
quello che è avvenuto nel così detto sarcofago delle Addolorate.
Cfr. il mio articolo : Di una sima ionica di Creta in Róm. Mitt-,
XXI, 1906, p. 64 segg.
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