Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 18.1907

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263 NUOVI STUDI! E S

hocco forma due sgonfi, e sotto discende con un bel
ricasco fino a terminare in punta nel lembo libero che
è tenuto disteso da un piombino. La parte inferiore
del peplo cade fino a terra in rigide pieghe verticali
sotto le quali nulla a intravede della gamba destra,
precisamente come nella Parthenos, laddove la gamba
sinistra si disegna nettamente sotto la stoffa che ne
segue il movimento come per es. nelle Cariatidi del-
l' Erechtheion ed in altre sculture contemporanee. Sul
fianco destro il peplo è aperto e fa, per mezzo degli
orli ricadenti, un giuoco di pieghe a zig-zag similis-
simo a quello della Parthenos, con questa differenza
tuttavia, che, mentre lì le linee curve dei due orli
hanno un'andatura parallela, qui invece sono rispetti-
vamente divergenti e convergenti sì da formare quasi
dei rombi.

Dietro le spalle della statua penzola liberamente
una specie di mantellina, fatta di un pezzo quadran-
golare di stoffa apparentemente più pesante e raddop-
piata in guisa, che uno degli orli giunge poco sotto
la cintura con pieghe simmetriche a zig-zag, l'altro
fin circa alla metà delle cosce con pieghe a festone
nel mezzo, restando invece l'orlo poco mosso. Codesta
mantellina che non è visibile nella nostra figura ad
eccezione di "un piccolo lembo dietro il braccio sinistro,
doveva essere fissata sulle spalle (ora scheggiate, come
si è detto) come nella Eirene di Cefisodoto. Il braccio
sinistro è abbassato, e così pare che fosse anche il
destro, poiché la parte del peplo che è sotto l'ascella
destra non è ben rifinita come nel lato sinistro, dove
la stoffa si potè lisciare bene, perchè non vi era
l'impedimento dell'avambraccio che fu aggiunto dopo.

Questa statuetta è assai pregevole non solo perchè,
come ognuno vede, ha in sè tutti i connotati dello
stile proprio alla scuola di Fidia (anche la qualità del
marmo ne indica la provenienza), ma anche perchè
vi si trova tanta freschezza di esecuzione da potere
essere considerata come un'opera originale nel senso
dato dal Furtwàngler a questa parola ('). Anche po-
steriormente il marmo è lavorato con cura, il che non
è solito nelle copie. Il nudo, specialmente nel piede
sinistro, è eseguito con grande finezza ; e il panneg-
giamento è condotto con molta delicatezza e con sfu-
mature dolci, specialmente apprezzabili nelle pieghe

(') Cfr. Griechische Originalstatuen in Venedig.

IRTE IN GORTYNA 264

leggiere che stanno sopra e attorno alla gamba sinistra,
e in quelle altre che increspano variamente il rimbocco
sì che ne nasce un contrasto tra la morbidezza e il
movimento di queste parti e la durezza e la mono-
tonia del rimanente. Da una parte si manifesta la
spigliatezza di uno stile più progredito e più libero,
quello proprio dello scorcio del secolo V a. C. dal-
l'altra vi è ancora troppa fedeltà all'ideale, ancora
un po' arcaico, della Parthenos di Fidia.

Una figura molto affine, ma non uguale, a questa
è una statua colossale nel Museo di Eleusi, che fu
pubblicata, in modo insufficiente, dal Furtwàngler ('),
e che rappresenta probabilmente Demeter. Questo
nome non sembra adattarsi alla nostra statuetta non
solo a causa del luogo ove si rinvenne, ma anche perchè
il suo corpo slanciato e di forme discrete conviene piut-
tosto ad una vergine. Esclusa Athena per l'assenza dei
suoi caratteristici attributi, io credo che per una statua
sì fatta, ritrovata in un santuario di Apollo, il nome
che primo abbia ragione di essere preso in considera-
zione sia quello della sorella di lui, Artemis. Il suo
aspetto, che in questo caso diversifica notevolmente da
quelli a lei dati dall'arte posteriore, è infatti bene in
armonia con gì' ideali fidiaci (2).

9 (10). Statua di Afrodite in marmo pario (fig. 38)
frammentata sotto le ginocchia e priva della testa, di
quasi tutto l'avambraccio destro e di metà dell'avam-
braccio sinistro; inoltre è tutta scheggiata, sembra a
colpi violenti, nella gamba sinistra. La statua era
grande quasi al vero : altezza del frammento m. 0,98.

La dea è vestita di un chiton ionico di stoffa
leggiera cinto ai fianchi, ed aprentesi nello scollo in
guisa da lasciar vedere la spalla sinistra e parte del
petto; inoltre ha ravvolto attorno alle gambe un
ampio himation, che dai fianchi e da sotto agli sgonfi
del chiton scende come a festone sul grembo ed è
poi ripreso in gran parte sopra un pilastro che è co-
perto davanti dalle ricche falde dell'himation so-
vr'esso deposto. Col braccio sinistro ella si appoggia
con dplce abbandono sul pilastro stesso. Le gambe
erano un poco incrociate e messe in modo che la de-
stra servisse di sostegno, la sinistra fosse del tutto

(') Op. cit. p. 280.

(s) Cfr. la figura di Artemis (non Peitho) nel fregio del Par-
tenone, nella statua Lansdowne (Clarac, Mus. d. se. tav 564 A,
n. 1213 A) e nel cratere di Orvieto (Moti. d. Inst., XI, tav. XL).
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