Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 18.1907

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NUOVI STUDI! E SCOPERTE IN GORTYNA

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ima grandiosa statua parimenti in Berlino ('), da una
terza in Napoli (2) - tutte, in quanto sono conservate,
coli' himation sul capo - e infine dal gruppo di scul-
ture cui spetta anche la nostra col capo svelato (3).
Questa nostra, anzi, insieme con una di Smirne ed
un'altra d'ignota ubicazione (4) per il motivo del par-
ziale denudamento del petto (che manca nelle altre
simili) ci rappresenta ancora una nuova variante nel
gruppo stesso. 11 che ci prova che questo tipo, sia
pure sorto nella scuola di Fidia, ha tuttavia tentato
ripetutamente con la sua grazia gli artisti, e quindi
per molto tempo e più volte è stato ripreso e rifatto.
Perciò io non mi meraviglierei, se tale elaborazione
scendesse giù fino al IV sec. a. C. Se non m'inganno,
il panneggiamento della copia di Gortyna ha già
troppo perduto della severità anteriore e specialmente
il lembo del manto, che si rabbuffa e si gualcisce
addosso al pilastro, risente già del modo prassitelico
di rappresentarci la stoffa.

10 (13). Statuetta rappresentante un Tritone (fig.39).
È di marmo bianco a piccoli cristalli ed è alta m. 0,30.
Manca la parte della faccia sotto il naso (ad ecce-
zione della guancia sin.), quasi tutto il braccio destro e
parte delle due spire estreme della coda. Botta in
tre pezzi con fratture alla clavicola e là dove prin-
cipiano le forme di pesce.

11 Tritone si erge sopra una piccola base fram-
mentaria alla quale aderisce colla radice della coda
che s'innalza dietro con bell'effetto avvolgendosi in
quattro spire decrescenti fin sopra la testa. La radice
della coda è circondata da un doppio ordine di pinne
attorno ai fianchi, lo quali coprono felicemente l'in-
nesto dell'organismo umano con quello del pesce. Il
Tritone sollevava il braccio destro guardando in su
dalla parte di questo, invece il braccio sinistro è ab-
bassato con la mano al fianco; ì suoi capelli gittati
indietro scendono in massa abbondante sul dorso. È
di lavoro decorativo ma buono, con diligente model-

(') Kekule, Gewandstatue aus der Werkstatt der Parthe-
nongiebelfiguren.

(a) Amelung, loc. cit., tav. VII; Clarac, tav. 498 c, n. 1019 a.

(3) Enumerate presso Arndt-Amelung, Einzel-Aufnahmen
n. 512 seg. La mancanza del velo sarebbe accertata da una re-
plica nel Louvre, in cui la testa è forse antica, e poi anche da
questa di Gortyna che non presenta traccia di velo sulle spalle.

(4) L'una in Bull. corr. hell, V, 1881, tav. XIII, l'altra
presso Clarac, tav. 515, n. 1011 c.

latura del nudo ; anche la parte animalesca è eseguita
con cura. Assai somigliante a questa è una statua del
Museo di Berlino ('), ed anche i due Tritoni com-
pagni, che sono l'uno nella « Galleria delle statue *
l'altro nella « Galloria Lapidaria » del Vaticano (2)
offrono con questa non poche somiglianze. Anche qui,
come nelle predette, non manca l'espressione pa-
tetica della fisionomia; ed al pari di esse può an-
che questa riportarsi con ragione all'arte ellenistica,
anzi alla pergamena. Una statua mutila trovata a
Pergamo (3) e, meglio ancora, la figura di Tritone ri-

Fig. 39. — Statuetta di Tritone.

levata nella grande Ara di Eumene (4) ci provano
con le loro analogie che tutte codeste opere furono
prodotte da una stessa corrente artistica.

Quanto all'uso della nostra statuina, che già ho
detto avere carattere decorativo, si può supporre che
essa stesse a riscontro con un'altra simile a lato di
una figura o di un oggetto, come sembra stessero i
due Tritoni del Vaticano e due altri che sono nel
Campidoglio (5), o più probabilmente stesse come
figura accessoria accanto ad una statua di maggiori
proporzioni, come si vede in alcuni casi (c).

(') Beschreibung der Skulpluren, n. 286 ; Clarac, tav. 749 A,
n. 1806 A.

(2) Helbig, Fuhrer2, n. 191 ; Amelung, Sculpturen des Val.
Mus., I, 2, n. 105.

(3) Collignon e Pontremoli, Pergamo, p. 64; Keinach, Ré-
pertoire de la statuaire, III, p. 123, 2.

(4) Beschreibung der Skulpturen aus Pergamori1, p. 39.
(*) Helbig, Fìihrer2, un. 574-6.

(6) Cfr. p. es. l'Athena Rospigliosi: Clarac, tav. 462F,
848 B.
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