Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 18.1907

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nuovi studii è scoperte in gortyna

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che ricordare la chiesa di S. Maria in Cosmedin a
Roma, dove le navate sono divise da colonne alter-
nate di tre in tre « con larghe pilastrate che assu-
mono tutta l'apparenza d'un muro » (').

La prothesis e il diakonikon della nostra basilica
vanno, a mio avviso, cercati, come d'ordinario, attorno
all'abside. Fu constatato che il muro longitudinale
sinistro si prolunga in direzione di est oltre il suo
incontro con l'abside. Inoltre nella parete orientale
della chiesa, al fondo della navata destra si constatò
a circa m. 1,50 dall'angolo sud-est della chiesa una
porta larga circa un metro. Non è da escludere che
una porta corrispondente fosse anche al fondo della
navata sinistra, ma non si potè constatare perchè, da
quel lato, del muro orientale non rimanevano in piedi
per la massima parte altro che le fondamenta. Ad
ogni modo, a circa m. 0,48 di distanza dalla porta
detta si nota un muro in cui di fronte alla porta
della chiesa si apre una porta di poco più stretta,
che appare chiusa per altro da un rozzo muro. La
corrispondenza delle due porte mostra che si tratta
di un edifizio in relazione con la chiesa (qualunque
sia la ragione per cui poi una delle porte è stata
murata) ; e nell' interstizio tra i due muri si può sup-
porre forse che esistesse qualche scala. Ma rilevato
il piano della basilica, credetti che avrei oltrepassato
il còmpito affidatomi proseguendo nella esplorazione
delle costruzioni secondarie attorno all'abside: esplo-
razione la quale, mentre sarebbe stata dispendiosa
per le ragioni già accennate, non dava speranza di
grandi risultati per lo stato di distruzione in cui
quelle costruzioni apparivano, e perchè non sembrava
probabile che vi si fossero adoperati i grossi blocchi
iscritti utilizzati talora nei muri della chiesa.

Per compiere la descrizione della basilica giova
notare che all'angolo nord-est ed all'angolo nord-ovest
di essa si rinvennero probabilmente in posto due basi di
colonna, per cui rimando alla descrizione che dei resti
architettonici dà qui appresso il prof. Savignoni. Qua e
là si potè inoltre constatare che le pareti erano rivestite
di un intonaco in calcestruzzo, dello spessore di circa

(') V. Cattaneo, L'architettura in Italia dal sec. VI al
Mille circa, p. 145.

6 cm., nascosto alla sua volta da lastre di marmo di
spessore variabile da cm. 2 a cm. 5 circa. Nei muri
della chiesa furono impiegati talora grossi blocchi
iscritti tolti alle pareti di qualche edificio più antico.
Nella massima parte però quelli furono rinvenuti in
uno stato deplorevole di distruzione, tanto che non
ne erano conservate se non le fondamenta.

All'esterno della chiesa, a un metro circa di di-
stanza dal muro meridionale verso l'angolo ovest si
trovò una giarra in terracotta ben conservata, alta
m. 0,74.rj e del diametro di m. 0,275 alla bocca, con la
iscrizione AnAKVPIC (lettere alte m. 0,015-0,035)
nello spazio tra le anse: forse fu adoperata per seppel-
lirvi un bambino, ma stupisce l'assenza di qualsiasi si
mbolo religioso (').

Pure all'esterno dello stesso muro, in corrispon-
denza con l'angolo ovest dell'ala destra della cro-
ciera, a m. 0,27 di distanza dal muro, si scoperse
una tomba larga m. 0,51, rivestita di lastre di pietra
schistosa grigio-turchiniccia, che, esplorata parzial-
mente, diede soltanto ossa senza alcuna suppellettile.
Un'altra fossa lunga all'interno m. 2,25, larga 0,845,
si trovò nell'ala sinistra della crociera, aderente al
muro trasversale interno; mancava però il rivestimento
superiore, e non vi si rinvenne che terra.

Dello stato di conservazione dei muri può dare
un' idea sufficiente la tav. V, dove a sinistra si vede (da
ovest) l'angolo nord-est della basilica con la base di
colonna e con una delle pietre iscritte, il mio n. 4,
ancora in posto, a destra si vede (da est) un altro
tratto del muro settentrionale, sino al pilastro che
chiude ad ovest l'ala sinistra della crociera. Nel piano
della basilica dato qui sopra (fig. 44) ho portato in
pianta anche la parte esplorata dal prof. Halbherr
valendomi della figura da lui data nella Mem. cit.,
p. 71.

Gaetano De Sanctis.

(') Fors'anche potrebbe trattarsi del nome del proprietario ;
in questo caso, come mi suggerisce il dott. Taribeni, nelle tre
prime lettere sarebbe forse da riconoscere ànu, il titolo che in
Egitto si dava ad ecclesiastici e laici di vita santa, di che ve-
dansi esempì epigrafici in greco e in copto presso Cabrol, Di-
ctionnaire d'arch. chrélienne, fase. IX, p. 2494 segg.

Monumenti Antichi — Vol. XVIII.

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