Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 18.1907

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(= Collitz-Blass, Griech. Dialekt-Inschriften, III,
5028). Il Blass confronta giustamente arjvfm, ossia,
come pare da leggersi SfyWwfV] di una iscrizione edita
dal Doublet, Bull, de corr. IMI., XII, p. 75 (= Diah-
Inschr., Ili, 5055) ('). Nella iscrizione più antica
ricorre anche la forma dialettale àdtvyióv. Questa
forma ha perfetto riscontro nella grande iscrizione
col. V 18, ove il Comparetti si è troppo affrettato a
correggere àòevtpiai in àóekmai. Del passaggio di X
in v si hanno ormai sufficienti esempì nel dialetto
cretese. Così xav%mi per %alxwi (Halbherr, loc. cit.,
p. 192, v. 4 = Dial.-Inschr., Ili, 5011), snsvdév
(Halbherr, Amer. Journ., XI, 570, v. 5 = Dial.-
Inschr., III, 5138), xax àyoQccv fijvfxs'vav (Halbherr,
Amer. Journ., N. S., I, 206, v. 14 = Dial.-Inschr..
Ili, 4985).

I personaggi menzionati in queste iscrizioni sono
ignoti : Tolemeo d' Alessandria che ottiene qui la pros-
senia non appartiene alla famiglia reale. Suo solo ti-
tolo di nobiltà è l'avere un fratello stratego a Ci-
pro ('-). Se però questo stratego non appartiene alla
famiglia reale, non è possibile identificarlo col To-
lemeo stratego e navarco onorato in una iscrizione di
Salamina in Cipro, il quale è figlio di un re Tolemeo
(Dittenberger, Orienlis Graeci inscriptioneSj 143).
Potrebbe invece identificarsi col Tolemeo à^tcw^a-
xoyvXaì; ed àqxixivrjyog tìglio di Tolemeo xù>v 7iqó>-
xoov (piXmv ed ccQX'^vrrjog anch' esso, che è onorato
dal xoivóv dei Liei in una iscrizione del tempo di
Tolemeo V Epifane (Dittenberger, OGL, 99) e al
tempo stesso col nxoXsfimog ò ini Kv/tqov argaTìjyug
del tempo di Tolemeo VI Filometore ricordato in una
iscrizione (Dittenberger, OGL, 117) e da Polibio,
XXVII, 13. Sembra che costui governasse Cipro tra
il 181 e il 169 o 168 e che in uno di questi ultimi
anni tradisse la causa tolemaica aderendo ad Antioco
Epifane Infatti a lui è stato riferito giustamente da
C. Muller (FIIG., III, 66) il passo del II Macc. 10,

(') Cfr. anche Dial.-Inschr., Ili, 5003 e le citazioni del
Blass nelle add. a questa epigrafe.

(a) È vero del resto che nel III sec. il titolo di re non
si soleva attribuire, a quanto pare, in generale se non ai so-
vrani viventi (cfr. Holleaux, Bull, de corr. Ilell, XXVIII, 1904,
p. 413, n. 3); ma la nostra epigrafe è d'età più avanzata; e
del resto è evidente in essa il proposito di menzionare il ti-
tolo di nobiltà più importante del personaggio onorato.

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12: UxoXf/Liaìog yàq ó xuXov^ievog Maxqcav .... xa-
xrjyoQov/Jisvog vnò xwv (pi'Xcor nqòg xòv Evndioga
(Antioco V) xal nqoóóx>]g nc<q %xavta ccxovcof óià
xò Ttjv Kvtiqov ifiniffxsvdtvxa vnò xov dfiXo/xr'jxoQog
sxXinsìv xal nqòg 'Avxioypv xòv EnKpav^ ài< a^coo^ctcci
xxX. Questo tradimento deve riferirsi alla guerra tra
Antioco e Tolemeo, sulla cui cronologia cfr. Mago nella
Riv. di filologia, XXXII (1904), p. 83 segg., Bouché-
Leclercq, Ilist. des Lagides, II, p. 21, n. 4.

Il nostro decreto pertanto si riferisce probabil-
mente al 181-168 av. Cr. ; e ciò posto si potrebbe
anche pensare ad identificare il Numenio qui menzio-
nato col Gvyysvrjg ed snMfzoXoyoàtpog di Tolemeo Vili
Evergete ricordato appo Strade, Dynastie der Plole-
màer, p. 253 seg., n. 103 c. Ma la cosa rimane in-
certa, il nome essendo abbastanza frequente.

Il blocco portava anticamente una iscrizione bu-
strofedica, della quale non rimane che un piccole
tratto all'angolo inferiore destro, nell'alfabeto stesso
della grande iscrizione, quindi spettante all' incirca al
sec. V (v. p. 304). La maggior parte di questa iscri-
zione fu scalpellata per far posto ai nuovi decreti di
prosseuia. Può leggersi solo :

• • ■ • [Fl£QYaai€c^ celti)a ^<T]£ f-£Q\ya^(ifisvog ò xaxa-

6t\_nevog........|........s^nl xovxoi t^iev

xòv x[_aQjrcó\y oxi òè x^aì^ tGng\_t<x~\z\_ar\......

5 ......||......soy |........o.....svtxvga xxX.

Non può determinarsi la lunghezza delle lacune a
sinistra, e quindi è oscuro il senso preciso. Pare tut-
tavia fuor di dubbio che si tratti del creditore ipo-
tecario il quale viene autorizzato, probabilmente in
caso di mancato pagamento del frutto del suo credito,
a fare a proprio profitto il raccolto nel campo ipote-
cato. Probabilmente apparteneva allo stesso corpo di
leggi, se non alla stessa iscrizione, a cui appartiene
l'altro frammento relativo a pignoramenti trovato
in un blocco dello stesso edificio e pubblicato dallo
Halbherr, Amer. Journ., I, p. 211 seg. (= Dial.-
Inschr., Ili, 4986). 'Eanoàxxai sarebbe per ixnqàxxrj,
come ha congetturato il Comparetti nel frammento
edito nei Mon. ani., Ili, 156, col. II (= Dial.-Ischr.,
Ili, 4992).

24. Blocco di pietra inserito nel muro meridionale
della basilica verso l'angolo col muro dell'abside.
Alt. m. 0,51; largii. 1,185; prof. 0,27. Superiormente

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