Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 18.1907

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nuovi STUDII E SCOPERTE IN GORTYNA

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molto corrosa; le lettere, poco leggibili, sono piccole,
eleganti, e si direbbero di buona età.

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Non ostante il misero stato del frammento, si può
supporre, cbe esso abbia appartenuto a un'iscrizione
importante. Si tratta di prescrizioni, di ordini, come
mostra il air et col gerundivo di linea 11, e forse lo
NTO di linea 4, cbe può essere la finale di una terza
plurale dell'imperativo. Forse è un rescritto imperiale,
come fa supporre l'AVG di lin. 1. Supplire il nome
dell'Augusto cbe finiva in NVS, è un problema a troppe
soluzioni. Dalle linee meno disastrosamente mutilate
si può ricavare quanto segue:

lin. 3. . .. andam cibrei (cfr. lin 11).
lin. 9. ... terunt otio ... solus
lin. 11. ...uendum (oppure . . . vendum) curet
quod., .

lin. 12. (sexto) k(alendas) lulias is qui ...

lin. 13. ... qui laetitia ...

lin. 14. ... si hanc .. .

lin. 15. ... ex aere conduci ...

4. Trovato fra le rovine della chiesa di S. Giorgio.
Blocco di pietra calcare larg. m. 0,30 alt. 0,29. Let-

tere molto irregolari, alte nella lin. la m. 0,10 nelle
altre due 0,005-0,06. Si conserva ora nella casa di
Ilias lliakis ad Haghii Deka. Copia e fotografìa del
dott. Pernier.

iov

Eùdsjiovg Evc~\v%ovq 2£jìcc(ì\j:ov
A~\vxoxQàio\_qog

Incerte sono le due ultime lettere della prima
linea ; se si dovranno leggere, come è possibile. Is,
potrebbe venirne il supplemento 2smiiC\i(jv Zt^flì'^ov.

5. Blocco di pietra calcare largo m. 0,43 alto 0,17
murato nel bastioue occidentale delle fortificazioni bi-
zantine dell'acropoli di Gortyna, con le lettere nasco-
ste nella commessura superiore ; fu scoperto e messo in
luce da Zaccaria lliakis. Lettere alte lin. la: in. 0,03,
lin. 2a: 0,035. Copia e fotografia del dott. Pernier.
È citata in una nota dal dott. Gerola nel suo bel
volume: Monumenti veneziani dell'isola di Creta, I,
p. 70, n. 1.

I (Lv/PtO-lNAV.vMO
. éi vSTIS SACF

e~]t clupeo inaurato
A~]ugustis sacrum dedic{avit)

Per clupeus inauratus devesi intendere uno di
quegli scudi non d'uso, ma d'onore, cbe erano per
lo più riccamente ornati con le figure delle divinità o
dei personaggi a cui si dedicavano, e che erano esposti
nei templi o in luoghi pubblici. Il più illustre di tali
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