Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 18.1907

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NUOVI STUDI! E SCOPERTE IN GORTYNA

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mide ('). Altri resti antichi non si vedono in quei din-
torni, sicché è probabile, che questo tempietto sorgesse
fuori di un centro abitato, come anche ora la chiesetta,
che al tempio è successa, della Panaghia.

Un notevole riscontro offre questo blocco iscritto con
gli altri simili e forniti di iscrizioni analoghe, che si ri-
trovano tra le pietre da costruzione del vicino villaggio
jtyiog Fah'jvijg, e dei quali diedero notizie e copie il
Doublet (2), l'Halbherr (3) e il De Sanctis (4). Prin-
cipalmente per la presenza di queste iscrizioni l'Halb-
herr, che vide anche scavare da quei contadini gli
avanzi di un tempio, e il De Sanctis accolgono V ipo-
tesi del Pashley che pone ad rÀyiog ralrjviqg la città
di Sulia, posta dallo Stadiasmo tra Matala e Psy-
chion.

La città da cui il tempio di Artemide a Kamilari
dipendeva, era, almeno per il tempo in cui furono
graffiti i proscinemi, probabilmente Gortyna, la me-
tropoli romana dell' isola, sotto la cui n^oaraaCa do-
veva essere anche Matala, 1' èmvsiov di Phaestos. Più
vicina sarebbe Phaestos, ma per quanto gli ultimi
scavi abbiano mostrato, che sulla collina festia si abi-
tava ancora in età romana (5), è pur sempre certo,
che dopo la distruzione per opera dei Gortinii nel se-
condo secolo a. Cr., la città non risorse più, e non do-
vettero sostituirla, che poveri gruppi di case.

Ini (Arcades?)

13. Frammento di stele marmorea opistografa.
Lungh. m. 0,25, largh. mass. 0,16, spessore 0,10;
lett. alte 0,07. È in casa di IIsTQog MatOiovdàx^g
Copia e calco (f>). Sulla parte, che dalle caratteri-

stiche grafiche si rileva subito essere la più antica, si

legge :

(') Mi dissero, che la testa era stata prosa dal vescovo di
Arcadi, e che era passata poi in possesso del metropolita di
Candia. Il prof. Halbherr ebbe la cortesia di fare per me delle
ricerche presso il metropolita, ma non trovò che tre bruttissime
teste virili in marmo probabilmente di statue onorarie o sepol-
crali o di età romana.

(2) Bull. Gorr. IMI. 1889, p. 74.

(3) Museo Hai., Ili, p. 737; Amerio. Journal, 1806,
p. 593.

(4) Mon. Lìncei, XI, p. 535.

(5) Pernier in Mon. Lincei, XII, p. 22.

(c) Ringrazio il prof. Halbherr che nella revisione del
testo sul calco mi prestò valido aiuto.

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NKAnOAAfiW

Si tratta quasi certamente dei frammenti di due
iscrizioni, alla prima delle quali apparterrebbero le
prime quattro linee, alla seconda il resto. Dalle prime
linee dell'iscrizione incisa dall'altra parte della pietra
a grandi caratteri, linee che sono molto mancanti,
si rileva, che anche il nostro testo deve mancare per
la più gran parte. Che la prima linea del presente
frammento possa essere stata la prima dell' intera
iscrizione, non credo, perchè, sebbene l'orlo superiore
sia esattamente tagliato, e l'iscrizione incisa sull'altra
faccia cominci appunto lassù con la prima linea, si
può ritenere, o che la pietra sia stata regolarmente
segata prima di incidervi l'iscrizione sul rovescio, o
che abbia fatto parte del rivestimento marmoreo di
un edificio, nel qual caso il resto della prima iscri-
zione avrebbe potuto trovarsi sul blocco superiore.

Per quanto il testo delle due iscrizioni di questa
faccia sia molto mutilo, si rileva abbastanza sicura-
mente, che si tratta di due decreti, il secondo dei
quali riguarda il rinnovamento di un trattato. Tra i
decreti cretesi conservati, quelli relativi al riconosci-
mento dell'asilo nel tempio di Dioniso a Teos (')

(') Tutti riuniti in Collitz, Dialektinschriften 5165-5187.
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