Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Hrsg.]
Monumenti antichi — 18.1907

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RICERCHE NEL LUOGO DELL'ANTICA ADULIS

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affatto simili sono state ripetutamente trovate in Ales-
sandria (') d'altra parte anche le anfore cordonate sono
proprie dell'Egitto greco-romano, e la corrispondenza
perfetta di una delle nostre marche adulitane con una
delle alessandrine (cfr. appresso p. 522) ci persuade,
che ci troviamo induhbiamente di fronte a una im-
portazione alessandrina.

Lungo il muro esterno a sud di queste due ca-
mere oltre i grandi vasi ricordati sopra, si rinvenne:
Un frammento di piatto a superfìcie rossa lucida con
impressa una croce e una palmetta.

Una pentola d'impasto rozzissimo, poco cotta a
corpo ovoidale, fondo non piano, con un solco profondo
sotto il collo, e in esso quattro ansette forate desti-
nate a trattenere una funicella immessa nel solco.

Fig. 3. — Scarabeo di pasta vitrea (l : l).

Un'altra pignatta di rozza terra rossa con ventre
largo e schiacciato, stretto collo, barbari ornati a
festoni e a reticolato graffiti sul ventre.

Uno scarabeo di pasta vitrea verdognola sul ventre
del quale sembra incisa una nave (fig. 3). L'incisione
danneggiata è assai rozza, e l'oggetto è certo di epoca
molto tarda.

Un grano di collana in corniola.

Parte di un tappo d'anfora in gesso con una E
e una palmetta ; altro (fig. 4) con complicato mono-
gramma sopra al quale si vede la croce (2).

Lungo il muro esterno di nord delle stesse camere si
trovarono molti cocci del solito tipo; due fondi di an-
fore cordonate con resti abbondanti di catrame, usato

(M Smith, Ampkora stopping from Alexandria in Journal
of fieli. Stud., 1883, p. 158; Botti, Catalogne du musée d'A-
lexandrie, p 487; Strzygowski, Koptische Kunst, pp. 233, 249.

(a). La croco adoperata col semplice valore di marca di fab-
brica non sembrava una sconvenienza, ed era, come vedremo,
comune. In uno dei tappi d'Alessandria è impressa la mistica
parola iJxeYC : Smith, 1. c. nella nota precedente.

come si sa dagli antichi per conservare il vino; (')
una moneta di bronzo del regno axumita; una lama
di coltello in ferro ricurva a punta tondeggiante col
taglio dalla parte convessa (lungh. m. 0,15).

Lo scavo dello spazio che abbiamo chiamato cor-
tile, fu quasi completamente negativo, degno di me-
moria solo un frammento di vaso a vernice rossa con
croce impressa. A ridosso del lungo muro che va in
direzione N-S, due pezzi di alabastro liscio e un rozzo
piattello di basalte frammentato. Presso l'incontro di
due lunghi e brutti muri verso ponente un orlo di

Fig. 4. — Tappo d'anfora in gesso con monogramma (2:3).

vaso sottile di marmo bianco, e frammenti di un
piatto e di una tazza a superficie rossa con croci im-
presse. Lungo il muro che a sud dei due ambienti
si dirige verso il grande edificio da noi scavato più
ad est (pianta n. 13) un orlo e un piede di due
vasi a superficie rossa con croce, e frammento di
grande vaso in pietra verdognola tenera (steatite) con
rozzo appoggiamano orizzontale, usato poi come li-
sciatoio. Nel resto dello spazio segnato in pianta,
scavato, come si è detto, a poca profondità sono degni
di ricordo cinque frammenti di vasi a superficie rossa
lucida con croci impresse, e due dischetti ricavati dalle
pareti di grandi vasi cordonati e provvisti di un foro
centrale, forse adoperati come amuleti (2).

(') Cfr. sui vina picala e resinata Marquardt-Mau, Privatle-
len der Rómer, II ed., p. 457.

(a) Pezzetti di vasi fittili forati da portarsi al collo come
amuleti si sono trovati in necropoli predinastiche dell'Egitto.
De Morgan, Recherch.es sur les origines de VÉgypte, I, p. 164.
Esemplari nel Museo Preistorico di Roma (dalla necropoli di
El Hammamiye) num. d'inventario, 74558-74566.
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