Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 18.1907

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RICERCHE NEL LUOGO DELL'ANTICA ADULIS

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dormente da una foglia d'edera (fig. 29). Lunghezza sull'alto dell'ara fu costruita una chiesetta (cfr. pianta

m. 0,20; alt. m. 0,035. leti P, tav. XI, n. 1).

Accanto ai laceri avanzi del muro occidentale fu È noto, che le chiese cristiane non si adattarono

poi rinvenuto un vasetto di terra cotta a forma per- nei templi e nei luoghi di culto precristiani che in

fetta di sfera, chiuso da tutte le parti, salvo una fes- epoca relativamente tarda. Non solo le esigenze del

sura rettilinea, intorno alla quale erano impresse culto cristiano non si accordavano con la disposizione

quattro croci. Era evidentemente fabbricato a bella del tempio pagano ('), ma uno scrupolo religioso non

posta per servire di salvadanaro, ed infatti conte- permetteva, che l'adorazione del vero Dio dovesse com-

neva trentatrè monete d'oro. L'uso di vasetti di terra piersi nelle case dei demoni.

chiusi, atti a ricevere e a conservare le monete, è In Roma appena nel VII secolo la chiesa di
noto in età classiche sì in Grecia che in Italia ('). Non s. Maria ad Martyres fu accomodata entro il Pan-
ne conosco invece esemplari dei primi tempi cristiani. theon; è vero però, che per l'Egitto la trasformazione
Si vede però dal nostro oggetto, che i cristiani con- del santuario di Saturno in chiesa di s. Michele in
titillavano a porre l'atto del risparmio sotto la prò- Alessandria sarebbe attribuita al patriarca Alessandro

Pig. 29. — Vaso di bronzo (1:2).

tezione della divinità; infatti intorno alla fessura di
immissione è ripetutamente raffigurata la croce, come
negli esemplari pagani è rappresentata la Fortuna 0
il Dio del guadagno Mercurio (2).

Le monete, disgraziatamente tutte uguali, sono di
Israel re di Axum, e ci insegnano, che la catastrofe
sofferta dalla città cristiana di Adulis, in seguito alla
quale gli abitanti abbandonarono precipitosamente le
loro case, lasciandovi dentro le cose preziose, fu poste-
riore a questo re.

La camera più a sud, il cui muro orientale con-
serva tracce di una porta poi chiusa, diede travamenti
scarsi e insignificanti; da ricordare un frammento di
grossa lastra di alabastro con fascia liscia, listello
incavato e rozza foglia appena accennata con bassis-
simo rilievo.

Dopo il disastro che produsse, come vedemmo, la
rovina delle case cristiane e la fuga improvvisa degli
abitanti, rialzatosi per le rovine il livello del luogo,

(') Deubner, lifipìog xQrm&rmv, in Ath. Mitth. 1906,
p. 231; Graeven, Sparbùchse im Altertum, in Jahrbuch des
Inst. 1901, p. 160.

(2) Cfr. gli esempii raccolti dal Graeven, loc. cit.

Monumenti Antichi — Vol. XVIII.

(a. 313-326), ma la notizia dovrebbe essere forse va-
gliata (2).

La prova che la nostra chiesetta debba ritenersi
posteriore alla catastrofe che rovinò le case ora de-
scritte, è nel fatto, che il piano delle case è molto
più basso, e che manca ogni accesso per salire da
esse al piano della chiesa.

Essa ha la forma classica basilicale col narihex,
per segregare il quale si è profittato di uno di quei
grandi muri irregolari, che attraversano il materiale
di riempimento dell'antica ara (cfr. p. 468) con tre
piccole navate sostenute da due colonne, le cui basi
sono in posto e di cui, appena rimuovendo la terra, si
trovarono cinque tamburi, e con la parte sopraelevata
riservata alla schola cantorum, e al presbiterio, di cui
restano due gradini centrali e parti del recinto ai due
lati. In fondo è una modesta absidina a forma di ferro
di cavallo, i cui muri restano in piedi per un'altezza
di poco superiore ai cinquanta centimetri, tranne nella
parte più interna quasi interamente crollata. L'abside

(') Il disaccordo doveva essere massimo poi nel nostro
caso speciale; cfr. del resto Kraus, Gesckichte der christlichen
Kunst, I, p. 277.

(*) Cabrol, Dict. d'arch. chret. s. v. Alexandrie, p. 1107.

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