Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 18.1907

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RICERCHE NEL LUOGO DELL'ANTICA ADULIS

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uno spazio rettangolare lastricato più alto di 20 erri,
circa sul piano dell'atrio, e in cui si potrà riconoscere
il presbiterio. In fondo ad esso sono meschini avanzi
di un'abside larga e poco profonda, sì da segnare un
arco minore di un semicerchio. A sinistra dell'abside
la prothesis è costituita da un camerino rettangolare
non lastricato ; a destra neWapodosis è accomodato
un bacino circolare, in cui si poteva discendere per
due gradini e risalire per altri due opposti : eviden-
temente un battistero per il battesimo ad immersione.
Conservato per pochissima altezza, il labbro del bat-
tistero era uniformemente ricoperto di intonaco colorito
in rosso; nelle parti superiori mancanti e nelle pa-
reti della camera l'intonaco avrà forse avuto iscri-
zioni o pitture, ma per quanta attenzione vi si pose,
di questa parte superiore non si riuscì a recuperare
che qualche scarso frammento pure uniformemente colo-
rito di rosso. Il fondo del bacino, costituito da un bat-
tuto di terra e sassi ricoperto di coccio pesto, era stato
spezzato, e in gran parte tolto via da tardi ricercatori di
tesori, che dalla singolare conformazione di questo luogo
dovevano aver concepito chi sa quali liete speranze.

Non è facile trovare raftronti con questo singolare
tipo di chiesa. Un pozzo circolare di m. 0,90 di dia-
metro nella camera a destra dell'abside si trova nella
basilica dello xenodochion di Pammachio a Porto
della fine del secolo IV; ma non risulta dalla rela-
zione degli scavi di queir insigne monumento, che
esso abbia potuto servire di battistero, e sembra più
possibile sia da riconoscervi un semplice pozzo
Un battistero a vasca rettangolare era nella camera
a sinistra dell'abside nella chiesa di Der Abu-Hennis
presso Autinoe (2). Più generalmente il battistero è
in un edificio annesso alla chiesa, perchè ben presto
si sente per esso la necessità di un luogo chiuso ad
esso specialmente distaccato (3). Così si osserva nel-
l'insigne santuario egiziano di S. Menna recentemente
scavato; presso la chiesa principale è un edificio ad
di battistero, con bacino circolare simile al nostro for-
nito di scalette por l'immersione (*).

(>) Laudani in Bull. Ardi. Crist., 1866, p. 100.

(2) Butler, The ancient coptic church.es ofEgypt, I, fìg. 29,
cfr. Cabrol, Dict. d'arch. chret. s. v. Antinoe, p. 2342.

(3) Schultze, Arch. der altchristl. Kunst, p. 75.

(*) Kaufmann, Neue Funde in der Menas-Stadt in Róm.
Quartalschrift, 1906, p. 191 e 197, pianta n. 57.

Monumenti Antichi — Vol. XVIII.

Anche questa chiesa non è gettata di pianta su
uri suolo vergine. Approfondendo le trincee sui lati
est nord e sud di essa (nel lato di ovest non si potè
approfondire per non guastare il lastricato, che è di-
nanzi alle tre porte) si trovarono i lati di un gran-
dioso edificio rettangolare di costruzione affatto simile
a quello su cui è fondata l'altra chiesa minore
(cfr. p. 463). Anche in essa i lati lunghi presentano
due tratti di muro rientranti e tre sporgenti, e il
lato breve di est ha in mezzo un tratto rientrante.

Il muro è costruito con molta regolarità, a massi
di basalte poroso, tagliati non a poligoni ma spesso
a forma quasi parallelepipeda, interotti al solito da
lastre d'arenaria che segnano a intervalli uguali di
m. 0,50 — 0,55 le riseghe. Ciascuna di queste rientra
sulla più bassa di cinque o sei centimetri, precisamente
come nell'altro edificio. Anche qui per la parte sca-
vata non si ritrovarono tracce di porte, e si osservò,
che al bello e robusto muro si attaccano in varie di-
rezioni delle costruzioncelle più misere. Tutte le appa-
renze pertanto lascerebbero credere, che abbiamo qui
una ripetizione in maggiori proporzioni dell'ara al
Sole con le sue casette parassite e con la chiesa
cresciutagli poi sopra. Però si deve tener presente,
che per mancanza di tempo e di mezzi questo scavo
fu soltanto tracciato, non si pose completamente in
luce che la chiesa ; e le trincee laterali, tenute piut-
tosto strette, solo in un punto nell'angolo S W furono
spinte sino a m. 2,08 sotto il piano di campagna,
alla quale profondità sembra, che il muro non venga
ancora a cessare.

Se non possiamo per incompletezza di scavo esporre
le vicende edilizie precedenti alla costruzione della
chiesa, abbiamo però tracce di rimaneggiamenti in
questa. In un certo tempo fu chiusa la porta mediana
che dall'esterno immette nello spazio rettangolare che
abbiamo chiamato narthex, e un muro di pessima
costruzione fu condotto dal mezzo di quella chiusura
allo spigolo nord della grande porta centrale del-
l'atrio ('). In tal modo il narthex fu diviso in due
ambienti dei quali l'occidentale rimaneva probabil-
mente accessibile solo dall'atrio, e poteva servire forse
di abitazione all'ecclesiastico che aveva in custodia
la chiesa.

(') Nell'abbozzo provvisorio di pianta dato in fìg. 50 non
abbiamo tenuto conto di questo muro.

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