Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 18.1907

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RICERCHE NEL LUOGO DELL ANTICA ADULIS

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l'ingresso, e da esso si sarebbe discesi al piano interno
della casa con una scala di legno.

Case simili non sono del tutto ignote nella storia
dell'umanità (') e ammettendone l'uso anche quaggiù,
troveremo forse anche una ragione, perchè a questo
tratto di costa africana i goografi greci dessero il
nome di Troglodytice.

T piccoli travamenti.

Ceramica nera lucida con decorazioni graffite.
— Negli strati più profondi della fossa n. 1 tro-
vammo resti abbondanti di vasi d'impasto nero, mal
cotto, lucidato e ornato con graffiti, descritti a p. 448 e
tavv. III-VI. Questa singolare ceramica non manca di
riscontri nel mondo antico. Tralascio che quelli possono
ritenersi qnasi certamente come casuali, per es., le
somiglianze, sia pure grandissime, coi così detti buc-
cheri italici o vasi d'impasto nero dei periodi proto-
storici italiani; ma non credo fuori di luogo ricor-
dare, che una ceramica nera lucente con decorazioni
incise o graffite si estende con un aspetto notevole
di parentela in un'ampia regione dal Mediterraneo
orieniale all'Alto Egitto. Ne danno esempi l'Egeo, e
specialmente l'isola di Creta neolitica (2) le necro-
poli libiche d'Egitto ne mostrano l'uso persistente in
età più vicine a noi, sino alla XVIII dinastia (3).
E come è noto, le più recenti indagini avvalorano

(') L'esemplificazione pel mondo antico sarebbe molto ab-
bondante, sebbene naturalmente non si pretende affatto con
questo istituire dei ravvicinamenti. Semisepolte erano in età
remotissima le capanne dei neolitici di tutta Europa. Brizio,
Introduzione, alla Storia d'Italia scritta da una società di pro-
fessori, p. XXV; Modestov, Introduclion à Vhistoire romaine,
p. 36; di periodi alquanto più vicini si trovarono camere senza
porte a Micene (Perrot-Chipiez, Ilist de Vart., VI, p, 353), in
età classica in capanne semisepolte abitavano gli Armeni (Xe-
noph. Anabasis, IV, 5-25) e i Frigi (Vitruv., II, 1-5). Anche
ai nostri giorni si hanno in Grecia e altrove esempi di case
con un piano superiore di abitazione accessibile mediante una
scala esterna, e con dei vani inferiori chiusi ai quali si discende
per botole (Perrot-Chipiez, loc. cit.).

(2) Mackenzie, The pottery of Knossos in Journ. of Ilell.
St., 1903, p. 158.

(3) Necropoli del Fayum: Flinders Petrie, in Journ. Ilell.
St., XI, p. 276, di Khatana; Ridgeway, Early Age, I. p. 65,
di Naqada; Flinders Petrie, Naqada and Ballas, p. 13, 38, di
Kahun e di Teli el Yahadiyehj Flinders Petrie, Kahun tav. XIX,
n. 199-202; Illahun, Kahun and Gurob tav. I; Teli el Yaudi-
ijeh tav. XIX, n. 15-17 etc.

l'ipotesi , che gli abitanii preistorici dall'Egeo ab-
biano avuto origine comune con i Libi d'Egitto.

La nostra ceramica non è certo antichissima,
perchè vi trovammo insieme e bronzo e vetro (p. 450)
non abbiamo però nessun elemento per datarla, e solo
possiamo dire che è più antica dello strato pagano,
tolemaico di Adulis. È forse audace pensare, che essa
si riattacchi alla famiglia egeo-libica, e ne formi una
lontana persistenza ? Non mancano, è vero, in que-
st'angolo di mare Eritreo, altri fatti che sembrano
accennare a singolari e lontanissime persistenze; tali
l'ara al Sole (p. 463) e le figurine steatopigiche (p. 563).
Ma ciò non ostante, non oso allo stato attuale degli
scavi, proporre un vero raffronto di questa ceramica
con la egeo-libica, tanto più che da una parte essa
può esser sorta indipendentemente, come è probabil-
mente sorta altrove, e dall'altra, alcuni motivi deco-
rativi somigliano (riscontro anche questo quasi certa-
mente casuale) con ceramica remotissima della Me-
sopotamia (cfr. fig. 1).

Ceramica grezza di fattura locale. — Pei vasi
più umili, e che richiedevano minore resistenza, si
trova usato un rozzo impasto di terra non depurata,
cotto incompletamente a fuoco libero, a superficie
nerastra o bruna, superficialmente levigata a spatola.
Si aggiungono delle decorazioni geometriche a graf-
fito di pessima fattura, irregolari, senza gusto nè
uguaglianza di tratto a fasci di linee verticali e oriz-
zontali, sistemi di triangoli più o meno complicati,
spesso ripieni di linee parallele a uno dei lati (cfr. fi-
gura 40). Di esemplari interi si trovarono quasi esclu-
sivamente pignatte a corpo tondeggiante più o meno
schiacciato, fondo non piano, ansette canaliculate, op-
pure un solco sotto il collo con quattro bugnette per
ritenere al posto una cordicella.

Non v'è dubbio, che questo genere di vasi si fab-
bricasse proprio sul luogo, perchè, data la loro fragi-
lità, è assolutamente impossibile pensare, che potessero
viaggiare; non crederemmo però, che come ora avviene,
ciascuna donna se li fabbricasse da sè ; gli esemplari
rimasti hanno una certa uniformità di struttura, e
sembrano fatti al tornio. Doveva perciò esistere una
modesta industria paesana, la quale del resto conti-
nuava in una forma assai più rozza e povera la tra-
dizione dell'antichissima ceramica anch'essa indigena
con ornamenti graffiti.
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