Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 18.1907

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RICERCHE NEL, LUOGO DEM. ANTICA ADUI.IS

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ponneso, per conservare il vino (1). Che in Etiopia si
facesse uso di vino appare da un'iscrizione di Axum,
in cui il re Aeizanas riferisce tra le altre cose di
aver nutrito i suoi prigionieri £vd-o) xcà ol'vm (2). Che
questo vino poi venisse da Alessandria ad Adulis, è
detto espressamente nel « Periplus » (3). Alcune di
queste anfore hanno dei contrassegni dipinti in color
rosso che riproduciamo a flg. 59. Come si vede, in
alcune è il segno cristiano della croce. L'interpre-

Ceramica a superficie rossa lucida. — Numerosi
frammenti apparvero dovunque di questa hella cera-
mica. Appartengono tutti a vasi di non grandi dimen-
sioni, il più spesso a forma di bacinelle, o coppe, o
piatti. Si ebbe un vasetto a forma di alta e stretta
tazza, frammenti di vasetti tondeggianti a beccuccio
obliquo o di pignattini con ansette verticali o cana-
liculate e dei piedi, forse di calici. L'argilla è in
essi ben depurata, la cottura perfetta. La superficie

Fig. 59. — Marche dipinte in rosso su anfore.

fazione di questi monogrammi è impresa ad un
tempo ardua e sterile, chè in genere come avviene
nei bolli di piombo, potrà aspettarsene solo qualche
nome proprio (4).

(1) Ct'r. nota 1 a p. 450.

(2) CI. G. 5128; cfr. le redazioni sabea ed etiopica della
iscrizione stessa, in Littman Krencker, Vorbericht der deuts.
Aksumexpedition, in Abhandl. der kónigl. preuss. Akad. der
IVissensch. 1906, p. 8 dell'estratto.

(3) Periplus. 6, nqo^iOQei ds stg roig xónovg rovrovg —■
oh'og Audixrjvòg xcà 'irahxòg ov noktig. Sulla produzione del
vino nell'antico Egitto cfr. Wilkinson, Manners and customs
of ancient Egyptians, I, p. 389.

(*) Cfr. sulla difficoltà di decifrare i monogrammi dei
piombi: Schlumberger, Sigillographie de l'empire byzantin,
p. 84.

reca una bella vernice rossa lucida che [talora so-
miglia completamente a quella dei vasi aretini, tal
altra è leggermente più pallida o più giallastra. Alle
volte i frammenti di coppe portano delle leggere bac-
cellature ottimamente eseguite; o sul fondo dei cer-
cini concentrici, più raramente dei globetti rilevati sul
labbro, due frammenti (p. 493) hanno anche delle
fasce di piccoli rosoni in rilievo, come si vedono ap-
punto nella ceramica aretina.

Frequentissimamente questi frammenti portano
delle croci impresse a stampo, per lo più sugli orli
o sui piedi, talora con le croci si alternano delle co-
rone di sette punti, più raramente delle palmette;
un piatto aveva la figura di un leone che divora un
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