Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 18.1907

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RICERCHE NÉL LUOGO DELL.'ANTICA AD0LIS

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man mano che con la pax romana crescono e si esten-
dono i commerci (')•

La costa occidentale, benché più squallida e im-
portuosa, già sotto i Tolemei si coprì di stazioni de-
stinate principalmente al commercio dell'oro, dell'avorio
e degli elefanti vivi. L'iscrizione ricopiata da Cosma e
la testimonianza di Diodoro attribuiscono specialmente
a Tolemeo Filadelfo lo sviluppo della caccia agli ele-
fanti (8).

Queste stazioni non pare abbiano fatto parte vera
e propria dell'impero tolemaico; erano semplici fat-
torie commerciali, che i re indigeni si erano probabil-
mente con patti impegnati di rispettare e di favorire (3).

Il Dillmann (4) pel fatto che Adulis non è ricor-
data dai più antichi scrittori che parlano del Mar
Bosso, e perchè il Periplus che è il primo a parlarne,
la dà già distante venti stadii dal mare, pensa che
essa possa aver succeduto ad un porto tolemaico, forse
a Berenice nàyxQvaog, e che in questa fosse stata
eretta l'iscrizione tolemaica poi trasportata in Aduli,
ove Cosma la copiò.

In ogni modo, se anche per qualche tempo tole-
maica, dovette ben presto tornare dai re d'Egitto indipen-
dente. A partire da Tolemeo IV Filopatore, cominciano
a perdersi tutti i dominii stranieri dell'Egitto che ave-
vano raggiunto la massima estensione sotto Tolemeo III
Euergete (5). Tra i luoghi dovuti abbandonare dev'es-
sere stata Adulis, ma non subito ai primi rovesci su-
biti dall'indolente Filopatore: perchè anzi la sua auto-
rità è tanto vigorosa in Etiopia da imporvi e sostenervi
un re Ergamenes probabilmente un indigeno elle-
nizzato (c).

Schafer, in Zeitschr. fùr Etimologie 1906, p. 896. Certo gli
Egizii non hanno navigato molto: 71qót8qoi> tG>v Alyvmiwv fla-
aiksìg àyanmvxsg oig eì%ov xtà oò nàvv éniaitxrwv óeóuevoi ri-
ferisce anche il buon Strabene (XVII, p. 792), e solo sotto
i Tolemei alcuni mercanti osano percorrere il Mar Rosso (Strab.
II, 118).

(') Al tempo di Strabone (67 a G. — 19, p. C. circa) atóXoi
fj-syqXot aréXloixai (jé%Qi xfjg 'ivStxfji xui idìv (Ìxquiv xB>v
AìSiónuv. Cfr. Jurien de la Gravière, La marine des Ptole-
mées et des Romains II, p. 18.

(2) C. I. G., 5127, Diod., I, 37.

(3) Beloch, Die auswàrtige Besitzungen der Ptolemàer
in Archiv fùr Papyrusforschung, II, p. 253.

(4) Anfànge des axum. Reichs in Abhandl. Berlin Akad.,
1878, p. 189.

(5) Beloch, 1. e, p. 259 sgg.

(6) Diod., Ili, 6-3; Rosellini, Monumenti dell'Egitto, II,
p. 321; Niese, Geschichte, II, p. 115, n. 2.

Certamente, quando l'Egitto cadde in potere dei
Romani, una signoria egizia sulle coste occidentali
del Mar Rosso doveva essere cessata da tempo, altri-
menti il dominio romano non avrebbe mancato di so-
stituirla. Ora che Adulis abbia anche per breve tempo
appartenuto all'impero romano, non credo possa so-
stenersi. In ogni modo Adulis dipese sempre commer-
cialmente dall'Egitto greco-romano, e specialmente da
Alessandria ifiTiÓQiov rrji; oìxovaévrjg, e da esso prese
solenne impronta.

Le merci alessandrine potevano giungere nel Mar
Rosso sia per via di terra attraverso l'istmo nel sinus
Iferoopoliticus, sia per Yamnis Augustus grande ca-
nale cominciato a cavare da Ramses II, tra il Nilo
circa all'altezza di Heliopolis e il mare ('), sia final-
mente per una delle molte strade che attraversavano
la catena orientale del Nilo e il tratto di deserto li-
toraneo assai più frequentato in antico, che non ai
nostri giorni (2).

A questo tempo di attive relazioni commerciali,
prima della predicazione cristiana, appartengono e
l'ara del Sole e probabilmente gli avanzi delle più
antiche case trovate nello scavo sulla riva dello Haddàs.
Adulis appartenne allora a un regno di Axum che pare
fosse costituito nel primo sec. dell' impero (3).

Già in età precristiana cominciarono quei re a
batter moneta di bronzo, di argento e d'oro (4).

(') Kiepert, Lehrbuch der alien Geografie, p. 199; Wil-
kinson, Manners and customs of anc. Egyptians I, p. 47, 110.

(a) Cfr. Schiaparelli, La catena orientale dell'Egitto, pas-
sim; Lumbroso, L'Egitto dei Greci e dei Romani, 2a ediz,
pp. 32, 50.

(3) Ludolph, Histor. Aethiop., II-4 Dillman, Zur Anfànge
des axumitischen Reichs, in Abhandlungen der Berlin. Aka-
demie, 1878, p. 177.

(4) Lo studio completo del materiale numismatico da noi
raccolto seguirà tra breve per cura del prof. Gallina. E però
necessario, che io mostri brevemente, come la presenza di quel
materiale non si opponga alle conclusioni che dagli altri fatti
archeologici sembra di dover trarre. Un passo di un antico
autore ha potuto far credere ad alcuni dotti, che gli stati sia
pure indipendenti, ma che avevano commercio con l'impero
romano accettassero moneta romana, e che non avessero perciò
coniazione propria specialmente d'oro (cfr. Hultsch Metrologie
p. 329). Il passo ha per noi speciale importanza, perche è
di Cosma Indicopleuste il commerciante alessandrino che visito
Adulis u eteqov arjfxelov dvvaareiag tOv 'Puficdmv S «iroi;
xe/àgiarai ó 0sóg, Uym <f« ori in no vouiaixau aìntòr éuno-
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