Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 18.1907

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lotta di cranio impigliata nelle incrostazioni calcaree
che eransi fatte come le stallatati. Un altro cranio,
pure rotto, era presso all'entrata nella terra sabbiosa
che riempiva la tomba: ed un quarto pure rotto, stava
colle ossa che riempivano la parte centrale. Tutti
questi crani erano dolicocefali. La forma della tomba
è quadrata cogli angoli smussati e tondi. Il dia-
metro antero posteriore dal punto dove finiscono i
gradini, è solo m. 0,97 ; trasversalmente misura
m. 1,60; altezza m. 1,20.

La forma stessa del sepolcro attesta che trattasi
di una tomba meno antica delle precedenti. Troviamo
in Sicilia quanto vedesi a Creta, che cioè le tombe di
forma quadrata succedono alla tholos rotonda. Un
altro fatto caratteristico nell'evoluzione dei luoghi pel
seppellimento è che questi diventano più spaziosi
nelle epoche meno remote, mentre sono relativamente
ristretti i più antichi.

3. — I primi ritrovamenti fatti a Caldare.

Riferisco un brano della Memoria scritta dal
prof. Orsi, per far conoscere un'altra forma di tombe
che credo posteriore alle precedenti (').

« Nell'aprile del 1896 sul monte S. Vincenzo,
presso Caldare, alcuni zolfatai disoccupati si imbat-
terono a caso in un sepolcro scavato nella roccia con-
chiglifera calcare-terziaria, il cui contenuto intatto
essi si affrettarono a portare a Girgenti. Fu ventura
che della scoperta venisse tosto informato il prof. Rizzo...
Era una grande camera irregolarmente circolare, cui
dava accesso un corridoio lungo m. 1,80, largo m. 0,80 ;
le dimensioni della cella devono essere state straor-
dinarie, cioè con un diametro fra i 3 e i 4 metri ; nel
lato destro della parete erano aperte due nicchie se-
micircolari; completamente crollata la volta. Bastano
questi dati per riconoscere la tomba siccome spet-
tante al 2° periodo ; il prof. Rizzo vide ancora fra le
terre di riempimento le ossa di almeno quattro sche-
letri. Ma ciò che conferisce una eccezionale impor-
tanza a questo sepolcro è il suo contenuto. Due grandi
anfore alte cm. 32 e 45, plasmate di una creta bigia
nell'una, rossastra nell'altra, non tornite, però ben

(') P. Orsi, Bullettino paletti, ital, XXIII, 1897, p. 8.

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cotte, con timbro quasi metallico, presentano, dove
la superficie è meglio conservata, traccie di una di-
ligente ingubbiatura a stralucido, bruna e rossastra »
Un'olla cuoriforme di creta rossastra granulosa e mal
depurata, con una ingubbiatura di creta bigia decan-
tata, uno dei tipi più ovvii e caratteristici così del 2°
come del 3° periodo; una scodella ad alta ansa, si-
mile a quella da me trovata, che rappresentai colla
fig. 9.

11 monte S. Vincenzo trovasi lontano circa un chi-
lometro dalla necropoli che ho descritto; anche questa
tomba, come la precedente, è di età micenea, come
lo provano le due daghe di bronzo, lunghe m. 0,40
e m. 0,42, che si trovarono in questa grande tomba
insieme con due vasi di bronzo. L'Orsi esclude che
questi due vasi siano di origine fenicia, e dopo aver
dimostrato che tali vasi non sono di fattura indigena
conclude : « Non resta come plausibile che la deriva-
zione dei nostri due bacini da fabbriche egeo-micenee ».
Questa ipotesi è anzitutto corroborata dalla circostanza
che nelle necropoli del 2° periodo si hanno d'ordi-
nario vasi, spade, e fìbule introdotte dalla Grecia
micenea ».

La quarta tomba dell'Acropoli di Micene ha dato
dei lebeti a calotta, in tutto simili al nostro esem-
plare. Anche in Creta vi sono lebeti simili che ri-
salgono all'età minoica: che tali bacini derivino da
fabbriche dell'Egeo è importante; perchè possiamo sta-
bilire con sufficiente esattezza che le tombe meno
antiche del villaggio di Caldare giungono all'epoca
micenea.

II.

Le capanne preistoriche di Caldare.

Mezzo chilometro distante dalle tombe ora de-
scritte trovasi verso mezzogiorno una cava di marmo
e vi passa vicino la strada che conduce alle case che
si vedono nello sfondo della fotografia fig. 4, tav. II.
Perlustrando il terreno trovai un pezzo di bronzo con
bella patina, lungo 35 mm., spesso 7 min, che for-
mava probabilmente il bordo di un vaso del diametro
di 10 o 12 centimetri, ed è probabilmente un pezzo
di suppellettile di tombe che andarono disperse. Nei
campi che stanno fra la stazione di Caldare e questa
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