Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 18.1907

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(303 VILLAGGI PREIS

in basso sono rappresentate alcune di queste ossa
appuntate per servire come arme o strumento. L'osso
del perone, lungo e sottile, fatto di materia ossea
durissima e che facilmente si può rompere o lavorare
in modo da renderlo aguzzo, deve certo essere stato
una delle armi primitive.

Un pezzo di osso I lavorato come un triangolo
termina in una punta aguzza e potrebbe aver servito
come la cuspide di una frecia. Le costole adopera-
vansi per fare le stecche piatte: tali sono i pezzi B, C
i quali servivano probabilmente per lisciare la cera-
mica. Alcune di tali stecche sono ottuse, levigate con
molta cura e bene arrotondate ad una estremità, mentre
dall'altra sono aguzze come queste.

Le selci lavorate sono scarse, e ciò si è verificato
anche in altre abitazioni preistoriche della Sicilia,
Nella tav. Ili, sono rappresentati alcuni campioni delle
selci che trovai a Caldare e che sono pel maggior nu-
mero rifiuti di lavorazione ; non un solo esemplare dei
coltelli sottili che abbondano nel continente venne
fuori. Le grandi scheggie adoperavansi come coltelli,
come si vede in parecchie dai piccoli denti prodotti
dall'uso. Altre scheggie di selce si adoprarono come
raschiatoi. Invece abbondano i ciottoli che servirono
come martelli. Di ascie ne trovai duo sole, fatte con
selce bruna, infrante e non molto belle.

Qui doveva esservi un gruppo di abitazioni con-
siderevole, perchè troviamo altri frammenti di macine
e di conche calcaree per triturare semi. Non sappiamo
se esistesse di già il frumento; spesso ho analizzato
la terra con un microscopio semplice formato da due
lenti sovrapposte, e mai sono riuscito a trovare noc-
ciuoli o semi, o nodi di paglia, che potessero indi-
care le piante coltivate.

Contemporaneamente a questi scavi di Cannatello
e Caldare, il prof. Orsi trovava un altro villaggio si-
culo del primo periodo a Camarina, dalla parte di
Ragusa, lungo la costa del mare. Sopra una spiaggia
ora deserta, fra lo sbocco dell'Erminio e quello del
Durillo, nel periodo preellenico sorgevano numerosi
villaggi in vista del mare. L'area del villaggio di
Branco Grande che fu messa allo scoperto dalle vio-
lentissime pioggie dello scorso inverno, era cospersa
da centinaia di selci e da numerosi cocci, i quali si
addensavano in certi punti ove la terra nera ed uli-
ginosa assumeva forma lenticolare, ed erano fondi di

[CI DI CALDARE Qq^

capanne che distinguevansi in mezzo alle gialle sabbie
vicine. « Di sole tre delle quali rimasero orme sicure
erano elittiche, con assi di metri 3,70 a 4,20, cinte
da un modesto muricciuolo ». Dall'esame di quanto
potè raccogliere, il prof. Orsi (') desume che tale vil-
laggio appartenga al primo periodo.

IV.

Raffronto della necropoli di Caldare
con altre della Sicilia e di Creta.

La Sicilia, mercè l'opera assidua dell'Orsi, è ora
nell'Europa il paese dove si ammirano le necropoli
più grandiose (2) per il numero delle tombe e pei
sepolcri più antichi che conosciamo dopo quelli di
Creta. La necropoli del Finocchito (3) e di Cassibile
sono grandi, ma quella di Pantalica con circa cinque
mila sepolcri supera tutte le altre. Nella tavola XII,
pubblicata dall'Orsi, a corredo della monografia su
Cassibile, si vede la tomba dentro la quale egli dor-
miva, dal marzo al giugno del 1897, mentre con do-
dici operai studiava uno ad uno questi sepolcri che
trovò in gran parte frugati dai contadini che cercano
tesori (4). È un paese deserto e malsano dove il pro-
fessor Orsi fece due campagne nel 1895 e 1897,

Ammirai il suo valore di alpinista, perchè nessun
archeologo che soffra le vertigini può tentare l'esplo-
razione di quelle tombe, aperte nelle roccie a picco
alte 10 o 12 metri. Disgraziatamente la conquista
della gloria e l'audacia giovanile di scegliere le tombe
come sua dimora, il passaggio rapido dal sole alle
tenebre, dal caldo al freddo, dall'aria secca a quella
umida, furono più forti del suo organismo robusto, e
n'ebbe danno la salute, dopo le campagne che com-
piva con tanta pertinacia e successo.

La caratteristica delle tombe di Caldare è che sono
molto piccole, e rassomigliano a quelle di Cava di

(i) Orsi, Bullettino di paletn. ital, XXXIII, 1907, p. 45.
(») Orsi, Bullettino paletn. Udì, XVIII, pp. 1 e 67.

(3) Bullettino paletn. ital, XXIII, 1897.

(4) Non poche fra le scoperte più importanti dell'Orsi ven-
nero fatte nelle necropoli sicule, e ricordo come esempio, lo
schema di classificazione della civiltà sicula da lui proposto. Non
ripeto qui le citazioni degli scritti numerosi dell'Orsi su questo
argomento; tali dati li raccolse il prof. Colini (*).

(•) Bulla, paletn. ital., XXX, p. 169.
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