Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 18.1907

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643 VILLAGGI PRE(S

vissero come collane, perchè sulla spiaggia del mare
poco distante trovansi comuni le conchiglie di Pec-
taitculus e di Cardium che hanno un foro identico.

Le corna votive sono comuni in Sicilia, e l'Orsi ne
trovò sette a Castelluccio fra intere e rotte; le vedemmo
pure a Calciare; ma qui pel fatto di trovarne tre
sovrapposte in uri luogo sacro, come si vede- nella

CI DI CALDARE §44,

mincia una incavazione rotonda come un segmento di
sfera (').

Poco lontano trovossi un corno di cervo che si
ruppe col piccone nello scavarlo, ma che può ricosti-
tuirsi, perchè ne manca solo un pezzo di due centi-
metri sotto la punta e questa fu conservata. Calco-
lando la parte che manca, esso è lungo da 9 a 10 cm.,

Fig. 33. — Piastra di terracotta in forma di settore della tavola di libazione precedente C/3 circa del vero).

tìg. 9, tav. V, esse acquistano un significato caratte-
ristico e diverso da quello che si era loro attribuito
dagli archeologi che ne avevano parlato prima. Queste
corna rassomigliano a quelle di Caldare. Sono di terra
ben cotta ed eguali per la forma alle corna di un
toro giovane. Sopra alcune di esse si vedono leggere
strie longitudinali fatte nella creta prima di cuocerla.
In altro luogo trovammo una base di terra cotta che
ha la sagoma dei piedistalli per le corna, come si
adoperano ancora adesso. Le due più piccole sono alte
90 mm., il più grosso ha la punta rotta. La base del mi-
nore ha il diametro di 67 mm.; il medio il diametro di
70 mm. Il maggiore, 87 mm. Non sono perfettamente
coniche ma leggermente appiattite, così che guardan-
dole dal lato dove si vede la curva, appaiono alquanto
più sottili che non di fronte. Alla distanza di quasi
un centimetro dal bordo della superficie inferiore co-

col diametro alla base di 17 mm. Questo pezzo di
corno era un'imagine votiva, perchè nel fondo fu leg-
germente incavato come le corna fìttili. Il che prova
che oltre alle corna votive di ceramica ; si adopera-
vano per lo stesso uso anche quelle naturali di cervo,
lisciate e incavate nella base come quelle fittili.

A destra delle corna, nel luogo segnato dalla fo-
tografia, si trovò l'ansa di un vaso di ceramica gialla
e fina. È un manico elegante che appartenne pro-
babilmente ad una coppa. Di esso dò la fotografia
fig. 35 A) visto di fronte, e un disegno (fig. 35 B)
che lo fa vedere di fianco.

(') Ho già parlato di queste corna in altro mio scritto,
ricordando come siansi trovate corna simili nelle palafitte della
Svizzera (*).

(") Idoli femminili dell'età neolitica. Memorie R. Accademia delle scienie
di Torino Maggio 1907.
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