Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 19.1908

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IL SARCOFAGO DIPINTO DI HAGHIA TRI ADA

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deposti con la mummia, dovevano assicurare al ka un nodo le zampe ('). In età classica abbiamo esempì

il nutrimento di carne bovina per l'eternità ; alcuni di buoi legati ed uccisi in questo modo nei rilievi

di questi sembra cbe debbano risalire ad epoca pre- dell'heroon di Ghiólbasci-Trysa (2). In essi (fig. 14) e

dinastica ('). L'esempio che ho fatto riprodurre (tì- nelle rappresentazioni egizie il bue è sempre raffigurato

gura 13), e che ho scelto, perchè uno dei più an- come giacente a terra. Invece in monumenti assiri e

tichi (2), mostra il sacrifizio già compiuto, e gli nell'heroon di Ghiolbasci già citato, si compie su una

uomini intenti a scuoiare e squartare le vittime ; tavola il sacrifizio di animali minori, come ad esempio

per questo uno dei piedi è stato già sciolto. Non arieti (3).

mancano però rappresentazioni in cui il toro giace Anche il genere di ferita che si fa all' animale

Fig. 13. — Il sacrificio del toro in monumenti egiziani.
(Da Annales du Mus. Guimet, XXIX, tav. 44).

a terra con i quattro piedi legati in un fascio, preci- (il taglio della gola) è quello usato per i sacrifici in
samente come il nostro (3). Questa specie di legatura in Egitto (4) particolare non privo d'interesse, se si

Fig. 14. — Il sacrificio del toro in Licia.

(Da Benndorf, Giólbaschi-Trysa, tav. XXI).

si praticava in Egitto, anche quando si marcavano i
buoi (4), e i rilievi di alcune tombe della V dinastia
e della XII ci mostrano anche, in che modo si pro-
cedeva per far cadere l'animale, e stringergli poi in

(') Capart, Les debuts de V art en Egypte, p. 182; per
esempi più recenti, vedi Maspero, Guide du Musée du Caire
(ediz. 1902), p. 190.

(') E tolto dalla tomba di Ti a Saqqarah che appartiene
alla V dinastia; cfr. Loret, Le tombeau d'un ancien egyptien,
in Ann. du Mus. Guimet, X, p. 519.

(") Per esempio: Lepsius, Denkmiìler, IV, tav. 128; Virey,
Tombeau de Rekhmara, in Mera, de la Miss. arch. au Caire,
V, tav. XIX.

(*) Cfr. Erman, Aegypten, II, p. 589; Wilkinson Birch,
Manners and Customs, II, p. 84, fig. 349.

consideri, che anticamente i semiti, ed anche ora i
musulmani hanno norme fisse per macellare gli ani-
mali, e vi si attengono, specialmente nell'Africa Orien-
tale, con lo scrupolo più rigoroso (5).

(') Lepsius, Denkmàler, III, tav. 71 e tav. 129.
(') Benndorf, Das Heroon von Giolbaschi Trysa, p. 159,
tav. XVI.

(*) Benndorf, 1. e, p. 167, che cita anche i rilievi assiri,
e ne riproduce uno a fig. 146. Anche una gemma micenea ci
presenta un animale (un cinghiale ?) disteso su una tavola, con
le zampe in aria e scuoiato da un uomo. Perrot e Chipiez,
Hirt. de VArt, VI, fig. 28, n. 15.

(*) Maspero, Lectures historiques, p. 71.

(*) Nessuno dei musulmani del mar Eosso oserebbe man-
giare la carne di una bestia, cui non sia stata tagliata la gola,
pronunciando la fataha del Corano.
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