Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 19.1908

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NUOVE ANTICHITÀ DI GELA

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tate dall'archeologo (Orsi, Gela, p. 731 e segg.). La
gran penuria dei bronzi antichi in Sicilia viene per
una volta tanto compensata dal ricupero di due eccel-
lenti campioni; l'uno di arte calcidese; attico, pro-
babilmente, l'altro. Ma sono sempre i vasi fittili che
tengono il primato in Gela. Accanto ad un raro saggio
della pittura corinzia ed a due coppe attiche non co-
muni, ho la fortuna di far conoscere un maestro nuovo
con una rara figurazione, ed un nuovo « Liblingsname ».
Ho aggiunto in fine due modestissime opere di scul-
tura, gli unici saggi che sin qui possediamo della
plastica marmorea gelese.

Come la mitica Fenice, Gela miracolosamente ri-
sorge a strappi dalle sue ceneri, dalle mine e dai
sepolcri ; ed i documenti di questa felice naXiyysvsaia,
adunati nella sala gelese di Siracusa, sono testimoni
della passata sua gloria e fortuna.

I.

Patera geometrica di arte locale.

Il grande frammento di patera a fig. I misura
un diametro massimo di mm. 155, ed è stato donato
al Museo dal cav. Giacomo Navarra-Bresmes, il quale,
circa la provenienza, non seppe dare che la vaga
indicazione : dalle contrade di Capo Soprano. Il fondo
ne è bianco sporco, la decorazione bruna, meno in
qualche piccolo tratto, dove per imperfetta cottura è
rimasta rossa. Nella convessità esteriore i motivi or-
namentali constano di serpentine alternate con rette
che avvolgono la periferia; nel cavo invece una on-
dulata al margine con fascia piena, e poi dei motivi
geometrico-floreali disposti attorno ad un disco cen-
trale, ove è inscritta una clepsidra.

L'aspetto del vaso, la forma dell'ansa, il colore
del fondo, nonché l'insieme del sistema decorativo ci
lasciano alquanto perplessi circa l'assegnazione di
questo modesto articolo ceramico. Esclusa assoluta-
mente l'Attica ed il ciclo dell'arte corinzia, s'incline-
rebbe alle fabbriche c. d. asiatico-insulari. Ma nella
incertezza che ancora domina fra i ceramografi su
tale materia, non riesce di trovare riscontri diretti e
precisi. A Thera sono in gran voga i piatti alquanto
profondi, simili a coppe, col doppio manico affiancato

da prominenze mammiformi ('). 11 sistema di riem-
pimento a punteggio lo si vede applicato ad un motivo
floreale in un raro frammento, forse di fabbrica orien-
tale, della necropoli gelese (•). In fine i lobi inscritti
in angoli aperti si hanno in vasi rinvenuti a Thera,
ma attribuiti ad Eubea (3). D'altro canto però man-
cano tutti quelli elementi secondari e di riempimento,
che sono veramente specifici al gruppo delle ceramiche
insulari.

Il motivo centrale a clepsidra ci richiama ai
grandi ossuari arcaici del Fusco {Notizie 1895, p. 185)
appartenenti ad un geometrico locale non ancora ben
definito ; ma esso è del paro ovvio in altri geometrici
di "regioni diverse.

L'incertezza, l'ibridismo ed il poco sviluppo delle
forme decorative di questo vaso, aggiunti all'assenza
completa di ogni elemento decisamente insulare, con-
sigliano a ritenerlo un prodotto locale del sec. VII
a VI, derivato in parte dalla ceramica d'importazione
greco-orientale.

II.

Grande vaso a colonnette corinzio.

L'importazione di vasellame corinzio in Italia nei
secoli VII e VI si effettuò su larghissima scala non
solo, ma determinò ben anco delle industrie locali di
imitazione. Le necropoli greche di questo periodo sono
riboccanti di skyphoi, e dei c. d. bombylioi ed ary-
balloi, vasi unguentari di carattere se non esclusiva-
mente certo prevalentemente funebre, e precursori
della lekythos attica. Invece i vasi corinzi di grandi
dimensioni ed in particolare i crateri a colonnette
difettano assai, e delle parecchie migliaia di sepolcri
gelesi, siracusani e megaresi ormai metodicamente
esplorati, un unico esemplare intatto, che io sappia,
è a noi pervenuto (4). Nell'area della necropoli gelese
arcaica del Borgo si ebbero in assai scarso numero

(') Dragendorff, Theraeische Graeber, pp. 22, 47, 184;
Pfuhl, Athen. Mittheil. 1903, Beilage, XIV, 4.
(a) Orsi, Gela, fig. 112.

(3) I'fuhl, op, cit, Beilage, XXIX, 1, 2; XXX, 1.
(') Cavallari, Vasi orientali rinvenuti in Siracusa e Megara
Hybl, tav. V.
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