Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 19.1908

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NUOVE ANTICHITÀ DI GELA

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resta e coperto di grande scudo, tutto raccolto in sono indicati con grossi ma sicuri graffiti alcuni par-
attesa dell'assalto. L'impresa dello scudo è una testa ticolari anatomici e della bardatura; lo stesso pro-
equina delineata a puro graffito, qui indubbiamente cesso tecnico serve a completare le figurine dei ca-
di mero carattere araldico ('). Questo del guerriero è valieri, giovani nudi di fattura corrente. Tra un
uno dei tanti motivi ornamentali dei medaglioni delle cavaliere e l'altro vola un uccello, il quale è una
cappe attiche nere. reminiscenza del corinzio e di altri stili orientali.

Fig. 6.

B) In una delle due facce, tranquilla sfilata di C) Accanto al soggetto di genere testé descritto

cinque cavalieri, uno dei quali ha invaso col retro- si svolge nel lato opposto una strana rappresentanza

Fig. 8.

mitologica. Otto giovani nudi, tutti nello stesso schema,
corrono da sin. a d., con un braccio elevato ed uno
abbassato; anche qui alcuni particolari interni delle
figure sono resi a graffito. L'ultimo dei giovani tra-
scina per la testa, quasi affrettando il movimento di
fuga, un altro compagno, il quale col corpo orizzon-
tale supino è attaccato al ventre di una sfinge dalle
ampie ali, che procede a passo lento, forse per il
peso di cui è aggravata. Certamente è qui rappre-
sentata più che una corsa una fuga, ed il pensiero

corpo del cavallo anche lo spazio fra le due imposte
dell'ansa. I cavalli spinti al piccolo trotto hanno cri-
niera pavonazza, e sulla massa nera non uniforme

(') Stille teste equine isolate nelle anfore attico-arcaiche
veggansi gli studi di Loeschcke, Jahrbuch, 1887, p. 276, e di
Hackl, ibidem, 1907, p. 83 e segg. ; riconosciuto il carattere
funebre di quelle anfore, non è improbabile che la testa equina
fosse una espressione ridotta e convenzionale del defunto ero-
izzato; la quale interpretazione non si adatta però affatto al
caso nostro.
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