Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Hrsg.]
Monumenti antichi — 19.1908

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II, NURAGHE PAI.MAVERA PRESSO ALGHERO

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standosi ai tipi di anso frequenti nel secondo periodo
siculo (')•

La ceramica più fine era rappresentata dai resti
di vasi di più piccole dimensioni, dalla terra più de-
purata, dalle pareti esili, con ingubbiatura lucidata a
spatola e quasi sempre lucente, di colore crema, ta-
lora bruno, qualche volta anche nero.

Di una terracotta rosso-gialliccia, spesso con le
pareti interne ad un ingubbio bruno, erano le piccole
scodellette o bicchieri, evidentemente di forma sfe-
roidale, con anse mammillari, più o meno sporgenti,
od a bitorzolo forato, talora con foro sottile, per il
passaggio di una corda da sospendere, talora con
netta apertura o canaletto (tav. V, 4, 9) ; alcune sco-
delline ci presentano le anso a ponticello esili e
tini e tutte mostrano una derivazione od una conti-
nuazione diretta dagli orcioletti ad anse a bitorzolo

Fig. 16. — Profilo delle tazze carenate del Nuraghe I'almavere.

delle necropoli eneolitiche. La più bella ceramica
dello strato è data dai resti di tazze o scodelle, dal
fondo a sezione sferica, sul quale si impostano i fianchi,
con uno stacco netto, spesso anzi con una carena a
spigolo vivo e tagliente, di bello effetto, munite per
lo più da ansa a ponte. Questi vasi, eleganti, come
è indicato dalla sezione qui raccolte (fig. 16), dalle
pareti regolari, sono per lo più in terra bruna; in
alcuni esemplari la ingubbiatura, nera lucente, di
aspetto vitreo, è una vera vernice, certamente ottenuta
con la fusione di elementi messi nella scialbatura
del vaso, per avere, oltre che la solidità e la resistenza,
la impermeabilità. Per l'eleganza della forma questi
prodotti dell'industria fittile ceramica possono met-
tersi accanto alle belle tazze carenate date dagli strati
1I-V di Troja ed a quelle degli strati inferiori del

(') Orsi, Necropoli sicule con vasi e bronzi micenei (Cozzo
del Pantano) Alonum. antichi dei Lincei, voi. II, tav. I, 24.
(aJ Dorpfeld, Troja und llion, figg. 146, 192.

palazzo premiceneo di Palaikastro di Sitia ('). Ma
le analogie più stringenti sono con la ceramica delle
necropoli iberiche, come con le belle tazze date dalla
necropoli di Fuente Vermejo (2), come pure con le
ciotolette a sagome taglienti delle sepolture eneolitiche
francesi, ad esempio nelle allèe couverte di Ilenougat( !),
o nella tomba di Treguennense, nel Finestère {*), nei
quali esemplari la regolarità e l'eleganza della sagoma
è assai grande, per quanto non sia dimostrabile l'uso
della ruoia o di un tornio rudimentale, che il Siret
credette di riconoscere per la ceramica più fine di
El Argar (5).

Ma tanto per questa nostra serie di tazze, come
per quelle delle regioni iberiche e francesi, è evi-
dente la figliazione, la evoluzione da tipi eneolitici,
della tazza a carena, dalle pareti a spigoli taglienti
che ci furono date dalle domus de gianas dell'isola e
specialmente da Alghero.

La grande maggioranza di queste belle tazze non
ha decorazione di sorta; solo in alcuni esemplari si
ebbero delle borchie schiacciate rotonde, o delle pic-
cole cordonature, brevi, quasi anse atrofizzate; in un
esempio dato da questa cella, sulla carena si imposta
un breve risalto, quasi un nastro in rilievo, con bor-
chiette rotonde, pure in risalto, decorazione questa che
sembrerebbe presa da modelli metallici (tav. V, 1,3, 5)

Pure molto fini sono alcuni piccoli bacini a fondo
piatto e pareti espanse, con bordo rotondo; finissime,
ma con pareti compatte e di cottura eccellente, sono
alcune tazze o ciotole, ampie, a fondo curvo e pareti
bassissime, simili alle ciotole da latte, con la faccia
interna ed esterna finamente spatolate, ed esternamente
coperte da una ingubbiatura di color rame, lucente,
resistente all'acqua, una vera e propria ceramica, di
bellissimo effetto e rivelante una tecnica vascolare
sicura ed agguerrita. Questa patina regge al confronto
di quella delle grandi idrie e delle coppe con piede,
rinvenute nelle tombe siculo del secondo periodo, ad

(') Bosanqnet, Excavations at Palaikastro (Sitia); Daw-
kins, Thepottery. at P. k. Ann. of Drit. Scool. Voi. VIII,
293; IX, p. 301, figg. 1-4.

C) Siret, Les premières dges du métal dans le sud-est de
l'Espagne, tav. 14, a, b.

(3) Du Cliatellier, La poterie dans les époques prehiUo-
riques, ecc., tav. XII, 1.

(*) Du Chatellier, ivi, p. 27, tav. I, 6.

(5) Siret, op. cit, p. 130.
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