Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 19.1908

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IL NURAGHR PALMAVERA PRESSO ALGHERO

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macinelli, per lo più in roccie porfiricke e di forma
rotonda, datici dallo strato ; si ebbero anche i fram-
menti di quelle macine da grano, di piccole dimen-
sioni, di forma ovale, con leggiera convessità, nella
faccia superiore, e levigate invece nella faccia infe-
riore, che sono abbondanti quasi in ogni nuraghe (');
ed è certo die l'averle trovate nella nostra cella, ac-
canto alle reliquie dei pasti ed alle ceneri del foco-
lare, è una conferma definitiva del carattere di abi-
tazione attestato dagli altri dati raccolti.

Anche il recinto, o cortiletto B, che era ingombro
da una massa ingente di materiale crollato dalla torre
e dalla robusta cintura di muro, mostrò le traccio di
una vita intensa e di lunga durata; lo strato archeolo-
gico, di quasi mezzo metro di altezza, presentava anche
qui una copiosa abbondanza di materiali carboniosi,
frammisti a minuti frammenti di stoviglia ed avanzi
di pasti; notevole una grande massa di cenere di
quasi 30 cm. di altezza, che occupava quasi tutto il
lato a sinistra del cortiletto, la quale piuttosto che
con la combustione di una gran quantità di masse-
rizie accumulate in quello spazio, sembra siasi for-
mata con la successione lunghissima di focolari o di
semplici fuochi, accesi nello spazio breve del recinto.
La qualità della cenere, priva di carboni, è indizio
di fuochi violenti ; la grande quantità di frustoli di
minerale, di bronzo e di rame, di piccole scorie dal-
l'aspetto di goccie, che si raccolse per oltre un chilo-
gramma, può essere una prova che nel recinto, non
solo si prepararono i pasti, ma si fusero armi ed
utensili di metallo. Una prova della lunga vita del-
l'abitazione, oltre che nella ingente massa di ceneri,
di ossa e valve di molluschi, si ebbe nel fatto che al
di sotto di quella massa ingente di cenere, si ebbe,
in una buca aperta nell'arenaria del fondo, in mezzo
al recinto e poco lontano dall'ingresso della torre nu-
ragica, un grosso vaso, spezzato ma completo, e di cui
si dà lo schizzo a fig. 18. È una grossa anfora in ter-
racotta bruna, dalla superficie lucida, dalla diligente
spatolatura, dal fondo piatto e le pareti sferoidali che
si restringono, con bel garbo, al collo, alto, eretto, dal

(l) Il Museo di Cagliari ha grandissima copia di queste
macine, alcune a superfìcie convessa, altre munite di semplice
spina longitudinale, atta a facilitarne il maneggio. Raccolsi
io pure numerose macine nei nuraghi del Sulcis ed in quello
di Lugherras.

Monumenti Antichi — Vol. XIX.

labbro leggermente espanso. Questa forma di vaso, che
per la sua fattura diligente e la bocca ristretta, era
atta a ricevere liquidi, ricorda le anfore delle grotte
miniere di Monte Tabuto in Sicilia, illustrate dal-
l'Orsi ('), ed anche più i grossi ziri a collo libero, che
hanno grande diffusione nel II e nel III periodo siculo,
come nelle tombe di Noto (2) ; si osservi però che il
tipo del collo, alto e diritto, con un garbo elegantis-
simo che ci è dato da questa anfora ed è rappresen-
tato da moltissimi frammenti della cella JJ, come
dell'attigua cella C, è specialmente frequente nelle
tombe del II periodo siculo di Cozzo del Pantano,

Fig. 18-bis. — Grande vaso rinvenuto nel recinto B.

del Plemmirio e di Pantalica Ma la decorazione
del vaso, formata da cordoni o rilievi orizzontali, uno
all'attacco del collo, gli altri due che si staccano dalla
base delle due anse a gomito robuste e girano sul
ventre, imitando le corde o le cinghie che fasciano l'otre
in pelle, appartiene ad un motivo eneolitico, che si
presenta in qualche esemplare nelle tombe di Vi-
terbo, illustrate dal Colini (4), come nelle tombe ibe-
riche, di Parazuelos (5), e fa anche la sua comparsa,
nei bottini eleganti delle tombe del II periodo si-
culo, di Cozzo del Pantano (6).

(') Orsi, Bull, cit., A. XXIV, tav. XXI, 13.
(3) Orsi, Notizie scavi, 1897, 76.

C) Orsi, Bull. pai. ital., A. XVII, p. 139, tav. XI, 21
(Plemmirio); Necropoli sicule con bronzi e vasi micenei, in
Monumenti antichi dell'Accadi, dei Lincei, tav. I, 20 (Cozzo
del Pantano); Pantalica e Cassibile, in Monum. antichi, ecc.,
tav. IX, 6-7.

(«) Colini, Bull. cit. A. XXIX, p. 182, fig. 27.

(5) Siret, op. cit., tav. Vili.

(») Orsi, op. cit., p. 12, tav. I, 10.

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