Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 19.1908

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IL NURAGHE PALMAVERA PRESSO ALGHERO

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maria; sarà tuttavia sempre prudente prescindere da
ciò che offersero i focolari che si trovarono ad un
livello più alto, sopra gli antichi passaggi, attenen-
dosi a quello degli strati più profondi. Giacché in
questa cella ebbi un frammento di brocchetta di tipo
punico ed un numero abbastanza grande di frammenti
di diote rodie, specie nel focolare rinvenuto nell'an-
dito che comunicava la cella G con il recinto B, e
che, a mio credere rappresenta fuochi accesi per ri-
fugio di gente di campagna, in età posteriore alla
vita del nuraghe, quando per filtrazione della terra e
per il crollo delle parti superiori, erasi elevato il
livello del piano, sia del recinto che della cella C.

Dallo strato profondo uscirono, di frammezzo ad
uno strato di ceneri ed agli avanzi di ossa di animali
mangiati dall'uomo, una gran copia di avanzi cera-
mici, sventuratamente ridotti a piccoli frammenti.
Abbondavano i resti di larghi bacini, dal fondo piatto,
ed il fianco svasato con orlo rivoltato o tondeggiante ;
la ingubbiatura finissima era per lo più nera lucente
nell'interno, rosso, in qualche caso lucida all'esterno.
Questo aspetto presentavano alcuni frammenti di vasi,
pur troppo molto incompleti, che io ritengo piedi, o
meglio gambi di tazze, espansi a tromba nel piede,
e che dovevano sorreggere un recipiente abbastanza
capace; la forma di questi piedi, ed anche la ingub-
biatura rossa lucente di essi richiamano le tazze a
piede di tipo siculo del II periodo, diffuse nella bella
necropoli di Cozzo del Pantano e di Pautalica, dove
la forma si elevò, sviluppandosi sino a raggiungere
proporzioni ed eleganza notevoli ('). All'uso giornaliero
dovevano servire anche i piccoli vasetti, o bottini sfe-
roidali, di cottura molto intensa, con piccole ansette
forate, i quali con una tecnica più agguerrita nel senso
di ottenere una maggiore compattezza ed impermea-
bilità, rappresentano la continuazione delle ciotoline
con ansa forata o bugna, della necropoli di Angli ehi
Kuju e di altri giacimenti eneolitici dell' isola. Al-
cuni di questi vasetti, o bottini avevano l'ansa a dop-
pia bugna, mammellare, altri con foro largo e netto,
altre invece con foro semplice o doppio capillare.
Questo tipo di anse era anche rappresentato in una
bella tazza, trovata in frammenti, ma quasi completa,

(') Orsi, Necropoli sicula con bronzi micenei, {Monumenti
Antichi dei Lincei, voi. IL, A. 1803) tav. I, 26; II, 17.

presso la feritoia vigilante la porta d'ingresso del re-
cintola tazza, dal fianco poco elevato, ma di elegante ca-
rena, con fondo rotondo, ha quattro anse capillari all'orlo;
esternamente la superficie è inegualmente arrossata dalla
cottura a fuoco libero, però la faccia interna ha una in-
gubbiatura nera lucente della maggiore finezza. È un
vaso che per la tecnica mostra una grande perfezione, e
ricorda le belle tazze della grotta di S. Elia, presso
Cagliari, ed ha molti confronti con i più belli ma-
teriali eneolitici della Francia meridionale e della
Spagna, bastando richiamare la tazzina elegante delle
grotte di Bounias ('), quelle della tomba di Alcalà,
nell'Algarve (*), e quelle di Fuente Vermeja, trovate
dal Siret, nella Spagna (:!) ; è del resto una forma
eneolitica assai diffusa, rappresentata anche nelle
tombe premicene delle Cicladi non meno che nei
tumuli dell'occidente (r'). Si ebbero in questa cella
anche frammenti di un tegame a fondo tondeggiante
con pareti alte e restringentesi verso alla bocca dal-
l'orlo espanso e piatto, con l'ansa a gomito di tipo si-
mile ad altre del nuraghe. Si ebbe anche, quasi in-
tiera, la ciotola tondeggiante dal labbro espanso mu-
nita da duo grandissime anse a gomito, sottili e ro-
buste, le quali dimostrano lo scopo pratico di siffatti
recipienti, che dovevano essere posti al fuoco, e quindi
offrire la presa per levarli comodamente.

La ceramica fine di questa cella, comprende anche
il fondo di una bella ciotola dalla ingubbiatura nera
quale un bucchero di miglior tipo, decorato da cer-
chielli regolari, e lungo il piede, largo ed appiattito,
da. una fascia di spina pesce o di foglioline di deli-
cato effetto (tav. VI, 5); la stessa decorazione a cer-
chielli era data da una brocchetta disgraziatamente
dataci solo nella parte superiore, dal collo cilindrico,
alto, con taglio obliquo, dalle pareti finissime, dal-
l'ingubbiatura bruna o che richiama la forma di certi
as/cos, che pure noi dobbiamo ritenere una forma

(') Cazalis, Alleós couvertes de la Provence, p. 21,
iav. IV, 5.

(3) Estago do Veiga, Antiquidades monumentaci do Al-
r/arve, III, p. 2:31, tav. XV, 0.

(3) Siret, Les dges prehistoriques dans le sud-est de
VEspagne, p. 73, tav. XIV, n. G.

(*) Isountas. Kvxhadixà, II. 'Kq> 'Aqx- 1899, p. 74 segg.
tav. 9, flg. 27.

(5) B. P. Fourgus. La etad prehistorica cn Orihuela, VJ02,
p. 187, fig. 9.
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