Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 19.1908

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STAZIONE PREISTORICA DI COPPA NEVICATA

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sono lunghe o tozze (') ed alcune molto aguzze, come
nelle fìg. 38 AB, tav. VII. Credo bastino questi esempì
per accennare quante differenti l'orme abbia preso
l'ansa cornuta, tino a quelle colossali che si trovano
nelle terramare. Altre volte facevasi alla base del-
l'ansa cornuta un'apertura circolare, così che la forma
diveniva più complessa.

Insieme con queste anse trovaronsi i frammenti
delle coppe alle quali appartenevano e non le ri-
produco per brevità. Siccome però sono quasi tutte
ombelicate, ne presento una veduta di sotto per
dare un solo esempio di tale particolare (tìg. 39,
tav. VII).

Parecchi frammenti che trovai in posto nel secondo
metro dalla superficie, sono di tipo neolitico, ma non
dobbiamo dare ad essi importanza, perchè è noto che tale
ceramica di foggia arcaica trovasi anche nell'età del
ferro. La figura 40 A, tav. VII, è Torlo di un grande
vaso di argilla rossa con superficie ruvida, lavorata
lasciandovi un bordo (si vede nella frattura che il
bordo non fu riportato). La decorazione fatta colla
stecca consiste nell'avere fatto ad ogni centimetro
delle incisioni larghe 2 mm., nell'argilla molle. Anche
in questi vasi rossi, alla superficie esterna ed interna,
vedesi dentro la materia nera per essere stata mesco-
lata l'argilla con polvere di carbone.

Sono comuni i frammenti di ciotole globose con
decorazione di costole e cordoni orizzontali ; e qui ne
presento uno (fig. 40B, tav. VII) di terra nera, bene
levigata colla stecca. Il bordo piatto trovasi nell'ombra.
Diametro 22 cm. Anche qui i due bordi non furono
riportati, ma fatti coll'argilla stessa mentre lavora-
vansi le pareti del vaso. Il trovare i vasi a costole
identici nella valle della Vibrata e nella stazione neo-

(') A Butmir tali anse vennero in luco nel terreno neo-
litico {Die neolithische Station von Butmir, II Theil, y. 33,
fig. 34). Anclie l'Orsi [La stazione litica del Colombo di Mori
(Bullelt. paletti., Vili, 1882, pp. 105, 173, 205)] trovo le anse
cornute nell'epoca neolitica, e cosi pure il Brizio che trattò
questo argomento in due scritti [La grotta del Farne di Bo-
logna, tav. Ili; // sepolcreto gallico (A/onum. aut., voi. IX)|.
Paolo Lioy {Memorie Istituto Veneto, tav. XII, voi. 1!), 1876)
trovò le anse cornute nello strato inferiore delle palafitte del
Fimoii; e l'esservi stata vicino ad esse un'accetta piatta, che
l'analisi recente mostrò essere di rame (secondo le informa-
zioni datemi dall'autore), prova clie l'ansa cornuta si intro-
dusse nell'Alta Italia in epoca molto remota.

litica di Rumiano Vayes (') in valle di Susa non può
essere cosa accidentale.

Insieme con le ciotole rozze di terra sabbiosa
del luogo, col fondo piatto, del diametro di m. 0,07,
ve ne sono altre più piccole con manico semplice cor-
nuto, identiche a quelle che pubblicai nel capitolo prece-
dente. Qualche volta l'ansa si allarga ed appare dentro
un'apertura circolare, come nella fig. 41, tav.VII.

Non parlo dei vasi conici, più o meno svasati, che
hanno la forma dei testi pei fiori, dei quali ne trovai
parecchi ; forse alcuni sono fondi di pythoi, dei quali
manca la parte superiore.

Su uno di questi fondi, che aveva il diametro di
m. 0,13, rimase impressa la forma di una foglia, che
poggiando sul terreno, mentre l'argilla era molle, si
stampò con grande esattezza, e seccatosi il vaso, venne
cotto senza che si alterasse questa impronta. Feci
vedere questa imagine al prof. Oreste Mattirolo il
quale mi disse che è l'impronta di una foglia del Buxus
sempervirens L. Questo prova che attorno alle ca-
panne vi erano delle siepi, o almeno delle piante.

I manici nodosi sono pure comuni, come se nel-
l'argilla molle si fossero prodotte elevazioni compri-
mendo colle dita, e la fig. 42, tav. VII, serve per
osempio. È il frammento di una grande tazza di im-
pasto nero lucido, con striature sul ventre e grande
ansa a bastoncello nodoso con due cornetti all'apice.

La tìg. 43, tav. VII, è il frammento di una grande
olla di impasto nero a collo corto, con ansa a nastro
che ha due grandi risvolti nell'attacco inferiore. Gran-
dezza poco più piccola del vero.

Altre coppe avevano manici con espansione trian-
golare simile a quelle ad ascia, con una costola nel
mezzo. Nei tipi delle anse a nastro ed a cordone
vedesi la progressione del sollevamento dell'ansa fra
i molti manici, ne scelgo quattro rappresentati dalle
figure 44 A B C D, tav. VII, dopo la prima A, viene
una semplice linguetta, fig. 44 B; che diventa una
sporgenza piatta, un poco curva in C, e dopo un'ap-
pendice cilindrica tìg. 44 D.

Una forma indigena della quale vedesi un accenno
nella figura 41 trovata negli strati più superficiali e
che abbonda nella ceramica appula dell'Italia meridio-

(■) Taramelli, Bull, paletn. ital., XXIX, 1903, tav. IX.
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