Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 19.1908

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PRESSO MANFREDONIA

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di ceramica con tipi decorativi arcaici che ho trovato
negli strati medi, la fig. 53 A, tav. IX, rappresenta
una tazza di terra nera con un tipo di decorazione
comunissimo nella ceramica neolitica. E una fascia
con linea piegata ad angoli piena di punti, e dentro
alle incisioni la sostanza bianca che ripetesi poco di-
versa nella tazza fig. 54, tav. IX.

La coppa di terra nera 53 A, col bordo spor-
gente, fu decorata con due fascie a denti di lupo. I
punti e le linee incise profondamente, sono piene di
sostanza bianca. La fotografia è '/5 più piccola del
vero; diametro di in. 0,15 nel bordo superiore; il fondo
è piatto. Il frammento 53 B appartiene ad un'altra
coppa simile con linee e punti alquanto più grossi.

Un altro disegno prettamente neolitico è quello
degli scacchi punteggiati (fig. 55, tav. IX), che come
il precedente trovasi comune nella ceramica neolitica
d'oltre le Alpi, in tutto il bacino del Mediterraneo,
fino a Creta e nell' Egitto.

La fig. 56, tav. X, è una tazza d'impasto nero,
levigata e lucidata, che ha il diametro di cm. 12
sul bordo, decorata esternamente e sul fondo con li-
nee incise tra le quali una zona di triangoletti in-
cavati che abbraccia una serie di quadrati con pun-
teggiature alterne. Sul fondo si incrociano due fascie
parallele con tre serie di punti. Nel Museo egiziano
di Torino vi sono pezzi di ceramica dell'età neoli-
tica nei quali osservasi una decorazione simile ('). Lo
stovigliaio non si limitò più ad un semplice graffito
pieno di sostanza bianca, ma fece come un lavoro di
intarsio ed incavò largamente i triangoli in modo che
la sostanza bianca dei quali erano pieni, spiccasse
con maggior risalto sulla ceramica nera.

Un pezzo importante è il frammento di una grande
tazza con decorazione di una greca punteggiata
fig. 57 A, tav. VIII, messa verticalmente per comodità
di spazio come la tazza vicina fig. 58. I meandri si
staccano dalla parte superiore e dall'inferiore, formando
una fascia identica pel disegno ad altre fascie che
trovaronsi su tazze nella valle della Vibrata, dal
dott. Concezio Rosa, e che vennero illustrate dal Co-
lini (2).

(:) A. Mosso, Origini della civiltà mediterranea, p. 15.

(") A. Colini, Rapporti fra VItalia e gli altri paesi du-
rante l'età neotitica (Atti Società romana di Antropologia,
X, 1904, p. 27, estratto).

Monumenti Antichi — Vol. XIX.

La fig. 58, tav. Vili, è un'altra tazza con decora-
zione a meandri, senza punteggiatura, dove appaiono
le linee curve di cui parleremo nei frammenti 59,
A.B, tav. X. Il frammento vicino fig. 61 è impor-
tante per la rassomiglianza della sua decorazione colla
ceramica di Butmir. Questi cocci pure avendo una
decorazione analoga di fasce punteggiate e di meandri,
se ne distinguono per l'elemento delle linee curve,
il quale, come risultò dalle ricerche sul neolitico di
Creta, è un segno di età meno remota.

Per far comprendere la diffusione che aveva tale
ceramica riferisco colla fig. 60 A B C D, tav. IX, alcuni
frammenti raccolti dal dott. Concezio Rosa nella valle
della Vibrata, e che ora si trovano nel Museo preisto-
rico di Roma. I rombi dentro gli angoli di linee che
si incrociano sono un motivo elegante che appare sul
ventre di alcune tazze nella valle della Vibrata e
nel presente scavo fig. 57 B, tav. Vili. Non solo le
figure meandriformi, e quelle con denti di lupo e linee
curve sono identiche colle punteggiature ; ma quivi
apparo anche la decorazione dei bicchieri a campana,
decorazione che fino dall'età neolitica si diffuse in
tutta l'Europa.

§ 4.

Ceramica primitiva dell'Adriatico.

Mentre raccoglievo i frammenti di questa cera-
mica con fascie curve punteggiate a lineo spiraliformi,
ho dovuto spesso pensare alla ceramica punteggiata
nera con disegni pieni di sostanza bianca identici,
che si trovarono nei paesi dall'altra parte dell'Adria-
tico a Butmir nella Bosnia. Erodoto dice che i Focosi
scoprirono il mare Adriatico ed il Tirreno (') ; gli
scavi recenti ci fanno conoscere un'influenza molto più
remota che proviene dall'Egeo e non sarà inutile dare
un rapido sguardo all'affinità che osservasi nella ce-
ramica della sponda opposta a quella del promontorio
garganico.

Alcuni pezzi di ceramica trovati a Butmir, pos-
sono pel disegno e la qualità dell'argilla, confondersi
con questi di Coppa Nevigata, e probabilmente an-
che qui imitarono modelli esotici. Riguardo all'in-
fluenza dell'Egeo sull'arte neolitica di Butmir, oramai

(l) I, 163.

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