Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 19.1908

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STAZIONE PREISTORICA DI COPPA NEVIO ATA

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tutti sono d'accordo, o quanto verrò esponendo permet-
terà di abbracciare collo sguardo una superfìcie mag-
giore, e di trasformare in una legge alcuni fatti isolati.

Le lastre di chiusa trovate dall'Orsi nella necro-
poli di Castelluccio ('), colle spirali accoppiate, si-
mili a quelle di Butmir, sono uno degli esempì più
antichi che abbiamo in Italia della imitazione di mo-
tivi ornamentali micenei.

Il Patroni descrisse (2) disegni di ceramica simili
a quelli della grotta della Pertosa. Anche nella Me-
moria del Canicci (3) sono rappresentati pezzi di ce-
ramica decorata nello stesso modo per mezzo di fa-
scie punteggiate che formano volute e spire, oppure
si piegano con meandri ad angolo retto, simili a gre-
che. Il motivo caratteristico delle quattro spirali ac-
coppiate della ceramica neolitica di Butmir (''), lo tro-
viamo dunque nella necropoli di Castelluccio, e nella
grotta delle Pertosa. Come documento decisivo ricordo
la decorazione micenea del celebre vasetto venuto
fuori dai fondi di capanne di Campeggine (5), colle
spirali allacciate sotto il collo del vaso, il quale è
identico alla coramica neolitica di Butmir.

Trovai pure le spirali a Coppa Nevigata nelle
estremità di un braccialetto di bronzo. Noi siamo al-
l'inizio di raffronti che ampliandosi con nuovi scavi,
ci faranno conoscere meglio la civiltà primitiva sulle
due sponde dell'Adriatico. Vi è tale rassomiglianza
fra la decorazione della ceramica meridionale e quella
dei vasi della tav. VIII della stazione di Butmir (fi)
che non può mettersi in dubbio siansi copiati i me-
desimi tipi.

L'influenza che si diffonde dall'Egeo e dalle sponde
dell'Adriatico verso l'Europa occidentale, appare sempre
più evidente. Facendo quest'anno uno scavo alle Co-
nelle presso Arcevia, nei fondi di capanne trovai pure
una ceramica molto bella. Confermai quanto aveva
scritto il Chierici che il materiale archeologico dei
fondi di capanne « palesa un gusto d'arte e un sen-
timento di civiltà molto avanzato » e che simile ce-
ramica era diversa da quella dei terramaricoli.

(') Bull, palet. Hai., XVIII, 1892, p. 70, tav. VI.
(*) Patroni, Monumenti antichi, XI, p. 583 e segg.
(3) Canicci, La grotta preistorica di Pertosa, tavv. XXVIII,
XXIX.

(*) Neolithische Station von Butmir, 1894,1896, II. Theil.

(s) Bull, palet. ital., III, 1877, tav. I, fig. 3.

(*) Neolithische Station von Butmir, 1894,1896,11. Theil.

CAPITOLO VII.
Ceminica dello strato neolitico.

Allo strato neolitico diedi arbitrariamente lo spes-
sore di m. 0,30. Sarà di più o di meno, e anche uno
scavo più diligente del mio non potrà deciderlo, se
non si avrà la fortuna di trovare oggetti di metallo
che segnino un punto di ritrovo, perchè quanto alla
ceramica neolitica, molta è poco diversa da quella della
prima età del bronzo.

I cocci che trovai sul terreno vergine, sono iden-
tici per l'argilla a quelli che vennero in luce nel neo-
litico a Creta, e sono fatti con tre qualità di terra cioè:
1° La nera mescolata con polvere di carbone, che se-
condo il grado di calore della cottura cui veniva
esposta, passava dal nero, al rosso, al giallo. 2° Dna
argilla pura, colla quale si facevano i vasi rossi, che
ha piccoli punti lucenti di mica, e granuli bianchi
minutissimi. Talora con questa argilla di grana più
grossa, facevansi vasi sui quali passavasi una tinta
color caffè-latte. 3° La pasta giallognola simile alla
neolitica cretese ed alla minoica primitiva; ed è
questa la modesima terra fine e bene manipolata colla
lavatura, che dall'età neolitica giunse all'epoca mi-
cenea.

Come materiale fittile, vi è dunque una corri-
spondenza completa fra il neolitico di Creta e questo
di Coppa Nevigata. Coll'argilla biancastra si fecero
coppe sottilissime spesse 2 nini., e ne trovai pezzi
abbastanza larghi senza traccie di decorazione. Altri
pezzi hanno una curva che corrisponde a 18 o 20 cm.
di diametro e sono spessi 5 rara. Nessuno di questi
vasi chiari è lucido. Altre stoviglie fini di grandezze
massime e piccole hanno una tinta grigia o nera lu-
cente. Quanto alla tecnica della decorazione adopera-
vano semplicemente le unghie, la stecca, o degli stampi
come dirò in seguito.

Ho raccolto nella tavola IX, figure 59 A B C D
EFGHILMNO messe nella parte superiore della
tavola alcuni saggi di ceramica neolitica, quali vennero
in luce nell'ultimo strato sopra il terreno vergine, i
quali mostrano quanto fosse grande la varietà dei
disegni che furono impressi sui vasi. Forse un terzo
dei vasi sono di argilla nera lucente senza decora-
zione.
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