Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 19.1908

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STAZIONE PREISTORICA DI COPPA NEVICATA

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lezza ('). Altre corna di capriolo vennero in luce al
Pulo (2).

Nello scavo di Cannatello, trovai un pezzo di
corno di cervo lisciato che si ruppe neli'estrarlo dalla
terra nera. La punta però c'è, mancando solo un pezzo
in mezzo, può ricostituirsi abbastanza esattamente
e sarebbe lungo circa 10 cm. Qui non vi è dubbio
elio sia un oggetto a se che non deve servire che
al culto, perchè la punta non fu resa più aguzza
del naturale, e venne lavorato nella parte opposta
per farvi una incavazione. La base ha 17 rana, di
diametro e la cavità bene liscia è di forma emisferica.
Un corno di cervo uguale a questo lungo di Coppa
Nevigata, venne in luce dalle palafitte di Zurigo (3).

Nella grotta di Pertosa, il prof. Canicci trovò un
corno decorato con cerchietti, il quale ha un foro per
essere sospeso ('), ed altri pezzi pure di cervo sono
simili alla tìg. 96, tav. XIII.

Riepilogando, vediamo che le corna votive com-
paiono già nel terreno neolilico a Molfetta presso il
Pulo, e questi travamenti si accordano con quelli
fatti a Lengyel nell'Ungheria ("'), pure dell'età neo-
litica. Le corna come un segno sacro sono incise sulle
pietre dei dolmens nella Brettagna.

§ 6.
Astragali.

Davanti l'osso del calcagno nella pianta del piede
vi è un osso di forma irregolarmente cubica chiamato
astragalo tìg. 93 A 13, tav. XII. Negli scavi di Phaestos
trovai in così grande numero queste ossa nel terreno
neolitico, che dovetti supporre servissero per qualche
scopo speciale. È noto che fino dai tempi più antichi
della Grecia esisteva già 1' à<sn)ayako[iavxeia od il
sortilegio col quale tiravasi la sorte (6).

(') Una punta di corno cervino simile a questa fu descritta
dal Pigorini, Tomba del comune di Breonio (Verona), fig. 5,
tav. V; Bull, paletn. ital., a. XXVIII.

(a) Mayer, Le stazioni preistoriche di Molfetta, pag. 40,
tav. 13, fig. 5.

i3) R. Munro, Les stalions laeustres d'Europe, PI. 2,
fig. 10, p. 15.

(4) Carucci, La grotta preistorica di Pertosa, p. 194,
tav. XXXIV, fig. 15.

(6) Déchelette, Manuel d'archeologie prcistorique, p. 611.

(8) Pausania (lib. VII, capit. XXV) racconta che a Bura
nell'antro dedicato ad Ercole, Oraculi sortes capiuntur ex ta-
bula per talos.

Nella Memoria sugli scavi di Cannatello tornai
a parlare di questo argomento, mostrando come gli
astragali facessero parte della religione italica pri-
mitiva ('). Il trarre gli auspici fu una delle fun-
zioni più importanti del culto nella religione etnisca
e romana. Che gli astragali avessero anche presso i
latini un significato religioso, viene dimostrato dal
grande numero di astragali che si trovarono nel Foro
romano intorno al Lapis niger.

Recentemente in uno scavo alle Conello presso
Arcevia, trovai col prof. Dall'Osso, quattro astragali
in un fondo di capanna, clic neppure era completo,
perchè circa una metà del terreno era franato. Questo
è un accenno il quale lascia comprendere quanto fos-
sero numerosi gli astragali nelle abitazioni dell'età
neolitica. Nella stazione di Coppa Nevigata trovai
oltre una dozzina di astragali tìg. 93 A B, tav. XII,
presi da bovini e quattro di ovini. Nello scavo che
feci al Pulo, presso Molfetta, vennero in luce molti
astragali, e si può ritenere che anche in Italia come
a Creta, nell'età neolitica vi fosse già l'usanza di
trarre la sorte, o di giuocare, gettando gli astragali
ed osservando la posizione che prendevano fermandosi
su una delle sei faccie.

Gli astragali di Coppa Nevigata mi hanno per-
messo di stabilire un fatto che non è privo di im-
portanza per la storia degli animali domestici. I do-
dici astragali sono tutti uguali e piccoli, nove sono
della gamba sinistra e tre della destra. La lunghezza
loro è in media di m. 0,05, come si vede nella
fig. 93 AB, tav. XII.

I grandi buoi hanno astragali due volte più grossi.
Facendo un raffronto cogli scheletri dei bovini che tro-
vansi nella scuola veterinaria di Torino il prof. Zimmer
calcolò che gli astragali di Coppa Nevigata apparte-
nevano ad una razza molto piccola, che aveva solo
l'altezza di m. 1,30. Anche le varie ossa che trovai
in questo scavo sono tutte di bovini di piccola sta-
tura con corna corte e molto robuste; ed era già nota
l'esistenza di due razze di bovini, la minore e la
maggiore. Invece erano di statura ordinaria gli ovini,
giudicando dalla grossezza dei quattro astragali di
pecora e dalle ossa che si estrassero, dallo scavo.'

(') Monum. antichi, voi. XVIII, 11)08, p. 649.
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