Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 19.1908

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ALGMERO

NUOVI SCAVI NELLA NECROPOLI PREISTORICA A GROTTE ARTIFICIALI DI AMHELU RIIIU

1 soddisfacenti risultati delle indagini praticate,
nell'anno 1904, nella necropoli di Aligliela Ruju, presso
Alghero, mi indussero ad intraprendere con maggiore
vigore una seconda esplorazione nel seguente anno, coi
mezzi forniti dal Ministero dell'Istruzione e col gen-
tile consenso del sig. cav. G. Peretti, che fino a quel
momento era ancora il proprietario del terreno.

Già accennai nella precedente relazione; edita nelle
Notizie degli scavi del 1904 (p. 301) che la regione
di Anghelu Ruju si trova nella vasta ed ondulata
piana di Alghero, che dai dirupi di Monte Forte va
degradando lentamente verso la bella rada e gli stagni
che la circondano, solcata da numerosi valloni che,
scendendo dalle alture brulle e dirupate chiudenti in
giro la pianura, l'hanno profondamente incisa, quasi
sempre con pareti scarpate e letto ampio e paludoso.
Questo piano, malsano ora per il ristagno delle acque
piovane, a causa di un sottosuolo poco permeabile di
arenarie e di tufi vulcanici, presenta ad ogni tratto
leggieri rialzi o mammelloni, di pochi metri di al-
tezza, per la massima parte coronati da edifici nura-
gici. Uno di questi mammelloni è appunto nella tenuta
di Anghelu Ruju, indicato nella carta dell' Istituto
Geografico Militare (foglio Alghero 1. 50. 000) dalla
quota altimetrica 23 s. 1. m. tra segnale Paris Giaga,
Cuile sa Latlara e Nur. sos Franciscvs, sulla sponda
scarpata e dirupata di tufi trachitrici del Rio Fili-
bertu, attinente di Rio Barca, al quale reca le acque
perenni di M. Forte. T dieci ipogei esplorati nella
Monumenti Antichi — Vol. XIX.

prima campagna non sono scavati nel fianco del colle,
ma sono tutti ipogeici, con l'accesso formato da un
pozzetto, o da un corridoio, o da un piano inclinato,
le loro disposizioni di pianta si trovano riprodotte nella
pianta generale della necropoli a Tav. I.

Le tombe esplorate nella prima campagna, erano
perfettamente nascoste sotto al suolo, prima dei lavori
di cava che le avevano messe alla luce : la loro sup-
pellettile era stata però in parte saccheggiata, in parte
rovinata da esploratori o saccheggiatori di età assai
remota, che però avevano lasciato elementi sufficienti
per lo studio dei caratteri tipologici delle tombe stesse.
I materiali furono largamente descritti nella mono-
grafìa edita nelle Notizie degli scavi; ricorderò sol-
tanto che furono particolarmente larghe di risultati
la tomba segnata col N. T, che dette con esemplari
di ceramica, una bella lama di pugnale in rame; la
tomba III, ricca di svariate forme di vasi in cera-
mica, tra cui ricordo un bel vaso a campana, con de-
corazioni incise del tipo dei dolmens, simile a quello
delle tombe eneolitiche della valle del Po e della
Francia meridionale ; abbondanti anche gli oggetti di
ornamento e gli amuleti, che sporadicamente compar-
vero nelle varie celle degli altri ipogei. Era però ne-
cessario di praticare nuovo indagini per esaurire
l'importante sepolcreto e raccogliere nuovi elementi per
lo studio della civiltà eneolitica della Sardegna, ancora
molto oscura, in confronto a quella della Sicilia e di
altre località della penisola italiana.

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