Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 19.1908

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A GROTTE ARTIFICIALI DI ANGHELU RUJU

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La cella b, oltre alla maggior parte di questa ce-
ramica, dette anche un pugnaletto di rame (fig. 31,13),
spezzato e consunto dall'ossido, si può solo indovinare
la foggia triangolare, molto piatta, della lama, conser-
vata per la lunghezza di min. 70; dette anche un
coltello di selce variegata, lungo mm. 68, assai spesso
con costola piana e ritocchi minutissimi al margino.

Gli oggetti d'ornamento sono : una quarantina di
pendagli di laminette tratte da conchiglie, forati e per
lo più piccini, ai quali era unito un sassolino informe
di calcare, forato, ed una grossa patella di dimensioni
poco usuali. Da questa stessa cella proviene una bella
pietra da filare, di colore rosso-bruno, di forma molto
allungata, stretta e spessa (hingh. mm. 112), legger-
mente striugentesi al centro (fig. 13, i) che ricorda
quella dei tumulus dolmen doll'Orihuela (').

Copiosa la suppellettile della cella laterale c; oltre
a molte scheggie di ossidiana e di selce, talune ri-
dotte a rudimentali cuspidi di freccio ed a tre fram-
menti di coltellini di selce a minutissimi ritocchi,
essa dette tre punteruoli in rame, di sezione rettango-
lare (fig. 31,7, ;>) uno dei quali frammentato. Gli og-
getti d'ornamento erano una sessantina di pendagli in
lamelle di conchiglie forate e di denti canini di volpe ;
con essi un bell'ornamento o alamaro in osso con
alette, simile a quelli della tomba XIII (fig. Il, i);
una perlina rotonda in roccia verde, e, specialmente
interessante, una bella accetta amuleto verde-scura, di
32 mm. di lungh., di forma trapezoidale, non forata e
con tagliente rettilineo a scalpello, che ricorda l'ac-
cettina di Oastelluccio (2) in Sicilia, e che, date le
sue dimensioni, doveva servire come i numerosi esem-
plari già rintracciati in questa necropoli e nelle altre
di età eneolitica a scopo profilattico (fig. 52, 6).

La ceramica della cella, oltre ai resti di un grande
vaso in terracotta, con robusta ansa a canale, dette
una fusaiuola biconica, di tipo piuttosto raro in età
neolitica, tanto in Sardegna che in Sicilia, dove però
si rinvenne a Monte Tabuto, a Oastelluccio ed al-
trove (3).

Interessante fra gli oggetti in terracotta è un va-
setto cilindrico di 60 mm. di diametro, a fondo forato

(*) Fourgus, op. cit, tav, VII.

(B) Orsi, Bull, cit., A. XVIII, sep. X, p. 10, tav. Ili, 19.
(3) Pigorini, Bull, cit., A. XI, p. 33; Colini, ivi, A. XXVI,
pp. 60-92; cfr. Cartailliac, Les lUj'.s. préhistoriques, pp. 108,109.

Monumenti Antichi — Voi. XIX.

da numerosi fori irregolari e grandi, del tipo già dato
dalla tomba I {Not. scavi, 1904, p. 301, fig. 11), e
ritenuto generalmente come vaso da filtro di erbe
profumate, aggiunto come suppellettile del morto (').
La stessa cella aveva un altro di questi oggetti in
frammenti.

La celletta D dette conchiglie di molluschi com-
mestibili, molte scheggie di ossidiana e di selce ed
alcuni coltellini, insieme ad una quarantina di lami-
nette di valve di molluschi, alcuno piccole e forate,
ma per lo più senza foro e non del tutto levigate, con
denti di canidi ed un incisivo equino.

La cella E, oltre ad una quarantina delle solite
lamelle, per lo più piccoline, diede pendagli di valve
intiere, e minute scheggie e coltellini; ma specialmente
interessante a dimostrare la devozione verso la persona
sepolta nella cella era una bella cuspide di freccia
in selce bruna, triangolare, affilatissima, con piccolo
peduncolo ed alette ricurve e taglienti (fig. 49, 2), ed
un'altra freccia di calcedonia trasparente (fig. 49, 1)
appiattita come una foglia, con peduncolo ed alette
mordenti e margini ricurvi, con finissimi ritocchi, un
vero gioiello della più squisita lavorazione, da con-
frontarsi con le più belle date dalle tombe iberiche
del Cabezo da Ministro, 0 da ritenersi, al pari delle
piccole accetto, quale amuleto e quale oggetto di altis-
simo valore e di carattere votivo, dedicato come omaggio
al defunto (2).

La celletta F che aveva il fondo alquanto più alto
delle altre, conservava, coi resti dello scheletro, una
settantina dei consueti pendagli di lamelle di eardium
e denti canini forati, con avanzi del pasto funerario
di molluschi ed alcuni denti di maiale.

In complesso adunque la tomba XVII era ricca
di elementi interessanti, ed è a deplorare che non ci
sia pervenuta intatta.

Sep. XVIli. Sepolcro violato da un foro della volta,
ha disposizioni di pianta molto regolari (fig. 29). Dal
pozzetto profondo, di pianta trapezoidale, si accede

(') Il Milani, Studi e materiali, ecc., Ili, p. 268, anche
nel cribrum vede una concezione cosmogonica, che egli con-
fronta col vaglio mistico, vannus, che si imponeva sul capo
degli iniziati nelle cerimonie mistiche; il cribrum sarebbe una
ipostasi mistica del cielo nella sua funzione nutritiva, la nu-
trizione celeste.

(3) Vieira de Natividade, Portugalia, I. 445, p. 225,
fig. 26.

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