Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 19.1908

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ALGHERO. NUOVI SCAVI NELLA NECROPOLI PREISTORICA

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della, tomba era quella della suppellettile, sventura-
tamente pervenuta in frammenti.

La grande cella, oltre alle traccie di cadavere
combusto nella nicchietta o ripostiglio del fondo a,
le quali confermano quanto fu osservato nella tom-
ba XV, aveva una grande quantità di depositi, al-
meno 10, frammisti ad alcune piccozze da scavo ed
ai resti della suppellettile. Si ebbero i resti di due
grandi coltelli di selce bionda, a due tagli (lìg. 59, c, 7),
0 di altri due di selce bruna, sottili, taglienti e colla
base rotonda, a ritocchi delicatissimi (fig. 38, 10). A
queste armi 0 strumenti litici si unisce una bella
freccia triangolare, a peduncolo e margini seghettati
in selce bruna (tìg. 49,7), che per tipo e finezza di
lavoro ricorda le migliori di Remedello (') e special-
mente quelle caratteristiche dei dolmens di Francia
e del Portogallo (*), come nel dolmen della Pilaude
e nelle grotte di Cabezo da Ministra. Si ebbe anche
un'altra cuspide in selce bionda, a foglia di salice e
largo peduncolo senza alette, priva però di punta
(fig. 49,8) e tre belle freccie di ossidiana, triango-
lari, acuminate e taglienti, a lungo codolo (fig. 52,3,8,9)
ed un'altra più allungata e spessa, ma parimente ta-
gliente, tutte appartenenti a tipi comuni nell'isola e
fabbricate apparentemente sul posto, come indicano le
copiose scheggio di ossidiana trovate nel terriccio
infiltrato nelle tombe.

Coi pochi resti di stoviglia grossolana, di grandi
ciotole a tripode e pochi pendaglietti di valve si com-
pleta la suppellettile di questa cella. Quella laterale
b aveva, come questa, il fondo assai malsicuro ; dette
coi resti di almeno due inumati, una testa di mazza,
rotta a metà, in roccia porfirica grigiastra, di forma
circolare, schiacciata, con grosso foro cilindrico, le-
vigatissima alla superficie; più che alle italiane
si avvicina a quelle della penisola iberica, di Las
Anchuras e di El Argar (3) e per quanto munita
di grosso foro, rivelavasi per la levigatezza della
superficie quale oggetto di parata. Si ebbe anche un

(') Colini, II sepolcreto di Remedello, tomba 52; Bull.
cit., A. XXIV, p. 27.

(a) Cazalis de Fondouce, Les derniers temps de la pierre
polle ecc., tav. IV, 4 (dolm. de la Pilaude); Portugalia, I,
p. 445, fig. 26 (gr. do Cabezo de Ministra).

(3) Siret, Premières dges etc , p. 98, tav. XIII fig. 12
(Las Anchuras); tav. XXIV, 57 (El Argar).

lungo coltello di selce bruna variegata, tagliontissimo
e finamente lavorato alle estremità (fig. 38, H) ed
un altro più rozzo a costola piatta, ma ritoccato al
taglio (fig. 38, 10). Oltre a due altri coltellini di
ossidiana, si ebbe una cuspide di selce, irregolarmente
sbozzata, con lieve peduncolo (tìg. 49,8) ed un'altra

Fig. 50. — Accetta della tomba XX bis e coltello della t. XXII.

più fine e spezzata. Scarsi ed insiguificanti i resti
della ceramica.





^ ^^^^^^

Fig. 51. Punzone in osso della tomba XXIV,
pendaglio della tomba XX bis.

La cella c, dall'ingresso grandioso, dette coi resti
di cadavere inumato, una bella lama di coltello in
selce variegata, levigatissima ai margini, molto sot-
tile e lunga mm. 140; dette anche una accetta in
roccia verde, levigatissima su tutta la superficie,
molto schiacciata e stretta, linguiforme, con taglio
quasi rettilineo ed alquanto smussato dall'uso; ricorda
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