Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 19.1908

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a grotte artificiali di anghelu rd.iu

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aggiungere quelli non ancora completamente noti del
grande nuraghe Losa di Abbasanta, come le fortunate
scoperte dei ripostigli di bronzi di Abini e di For-
raxi Nioi. hanno già indicato alcune fasi di questa
evoluzione, ma essa ha ancora molti, troppi punti
oscuri, sicché ancora oggi per la preistoria sarda, assai
più che per la sicula, la maggiore e la più salda

speranza di luce è nell'opera assidua del piccone dello
scavatore. Possa questa essere validamente sostenuta
e largamente rimuneratrice, anche perchè, compo-
nendo sopra basi scientifiche e positive il quadro dello
prische vicende della Sardegna, sia resa giustizia al
suo passato e spunti un rifulger novo di speranze
nell'avvenire !

Antonio Taramelli.

N O T A

Nell'intervallo di tempo che separa la presenta-
zione e la stampa di questo lavoro, si estesero le ri-
cerche nella Sardegna. Furono fatte numerose indagini
sul sopprassuolo, per opera dello scrivente, come per
merito dell'infaticabile sig. Nissardi, alle quali si ag-
giunsero gli studii importanti del sig. dott. Mackenzie,
del dott. Ashby della scuola inglese, del Mayr, del
Bezzemberger. Furono eseguiti gli scavi dalla parto
esterna del borgo nuragico di Losa, presso Abbasanta,
quelli del nuraghe Lugherras, di Paulilatino, e sopra
tutto interessanti quelli dell'altipiano di Santa Vit-
toria, presso Serri (cfr. Archivio Storico Sardo, 19(>9,
p. 132 seg. ; Notizie Scavi, 1909, fascicolo di no-
vembre). Rimandando il lettore alle esposizioni par-
ticolari di queste varie ricerche, mi limito qui ad
accennare che i risultati ottenuti confermano in gran
parte i dati raccolti negli scavi di Anghelu Rnju. Lo
scavo del nuraghe Lugherras, di Paulilatino, confermò
il carattere neolitico della ceramica nuragica ed ac-
crebbe il numero dei dati che provano la continuità
della tradizione tecnica ceramica dall'età dei sepolcreti
eneolitici di Anghelu Rnju a quella del grande fiorire
dell'architettura nuragica. Questa continuità si rivelò
anche nello studio delle stoviglie del pozzo-cisterna
dell'acropoli nuragica di Santa Vittoria di Serri; co-
sicché oggi, più che qualche anno addietro, può essere
avvalorata di fatti positivi l'ipotesi di una continuità
nella vita della gente Proto-Sarda, nella sua grande
totalità etnica, dall'epoca delle sedi neolitiche ed eneo-
litiche, a quella in cui vennero costrutte le grandi
acropoli nuragiche.

Un incremento nella popolazione ed una elevazione
della civiltà, dovuta al graduale sfruttamento del fe-
condo paese Sardo : un uso sempre più intelligente
delle ricchezze agricole, minerarie e forse anche ma-
rinare, unitamente a moderati e non oppressivi rap-
porti con altre civiltà Mediterranee più progredite,
bastano, a mio credere, per spiegare la evoluzione
per cui la gente protosarda passò dalla fase eneolitica
a quella nuragica megalitica, la quale corrisponde, per
attenerci ai termini lati della cronologia preistorica,
a tutta l'età del bronzo ed a buona parte della prima
età del ferro. Gli scavi di Paulilatino, e specialmente
quelli dell'acropoli di Serri, hanno ampliato le nostre
conoscenze sulla civiltà isolana durante questo lungo
periodo, dandoci la soluzione, che credo per certi ri-
guardi definitiva, del contrastato problema dell'uso
dei nuraghi, fornendo altresì la prova come tale ci-
viltà sia più complessa, più ricca di pensiero, più
fervida di industrie, più organica e robusta nella
sua compagine sociale e religiosa di quanto era lecito
di supporre prima di queste fortunate scoperte. Con
esse si apre un nuovo periodo per gli studii dell'ar-
cheologia sarda, che promette di essere utile di inse-
gnamenti anche per lo studio di altri orizzonti Me-
diterranei, precedenti alle civiltà del periodo classico.

Certo che la scoperta dei due templi di S. Vit-
toria, sia di quello che ha il pozzo sacro che quello
a recinto ipetrale, con i loro depositi votivi, con ele-
menti che non trovano alcuna esplicazione con quelli
della civiltà fenicia punica, è tale da dimostrare il
carattere individuale della cultura protosarda in età
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