Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 19.1908

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IT, RILIEVO GLADIATORIO DI CH1ETI

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l'orlo inferiore del quale esce una linguetta che co-
pre il dosso del piede. La gamba destra, al contra-
rio, è nuda fino al collo del piede, che è cinto da
una fascia, dalla quale pure dipartesi una linguetta
come sul piede sinistro. Il resto dei piedi è nudo.
Un balteo abbastanza largo stringe alla vita una
specie di grembiule {subiigacidum), le cui estremità
sono rialzate ai fianchi. Il capo è coperto da una
galea con tesa alquanto larga, ed un cimiero, su cui
s'innalzano penne vistose: sulla tesa è una ghiera
da cui sorgeva una lunga penna (come riconoscesi
meglio in altri elmi eguali), la quale finiva alla cor-
nice della lastra, a destra, dove è visibile l'attacca-
tura. Sul volto è calata la visiera, della quale rico-
nosconsi bene le due parti distinte; quella superiore
che protegge le tempie e la fronte ed ha fori circo-
lari in corrispondenza con gli occhi ; quella inferiore che

Fig. 1. — Armatura di gladiatore sannita (oplomoco).
(Da una lucerna fittile).

difende il resto del volto. Il braccio sinistro è nudo ;
la mano sinistra posa sopra uno dei lati corti di imo
scudo oblungo in forma di tegola, che ergesi dal
suolo. Il braccio destro abbassato è protetto fin oltre
(il gomito da una fascia (è questa la nota manica) ;
la mano, chiusa e difesa da un guantone, brandisce
un'arma di cui la lama è nascosta ma vedesi l'estre-
mità dell'impugnatura. Il gladiatore evidentemente è
in atteggiamento di riposo. Le sue armi sono dunque
galea cristata, ocrea alla gamba sinistra, manica al
braccio destro, e grande scutum ; la sua armatura cor-
risponde a quella del gladiatore così descritto da Gio-
venale (Sat. VI, p. 256 e seg.) :

balteus et manicete et cristae crurisque sinistri
dimidium tegimen,

che riconoscesi per un gladiatore (') del genere dei •'

(') Lipsius, Saturnalium libri duo, in Graevii Thesaurus,
voi. IX, p. 1231 seg.; Henzen, Explicatio Musivi Burghesiani,
in Dissertazioni della pont. accad. rom. di archeol., XII, p. 107
e segg. ; Friedliinder, Siltengeschichte, il', p. 530 e segg. ; Me-

sanniti. Ma, come ha dimostrato il Meier, dopo Augusto
non si trova più menzione di sanniti, giacché essi ora
denominansi oplomachi ora seculores, a seconda che
combattono contro Ihraeces o contro retiarii ('). Per
dare l'esatta denominazione di questo gladiatore occorre
quindi conoscere il suo avversario.

Di armatura ben diversa è il gladiatore -2-
che segue. Ambedue le gambe sono protette da gam-
bali, che dal collo del piede giungono più su del ginoc-
chio, le cosce da larghe fasce assai bene riconoscibili.
11 subligaculum è stretto ai fianchi da un balteo si-
mile a quello del gladiatore prima descritto; identica
è pure la manica del braccio destro. Colla mano de-
stra impugna un'arma la cui lama è spezzata; di essa
però vedesi il puntello, necessario perchè era scolpita
a tutto tondo. Imbraccia uno scudo piccolo quadrato
alquanto ricurvo, la nota parma : una galea con vi-

Fig. 2. — Armatura di gladiatore trace.
(Da una lucerna fittile).

siera a tese più piccole dell'elmo del gladiatore pre-
cedente e con cimiero (la cui estremità è spezzata)
decorato di piume, difende il capo. Questo gladiatore,
col busto di fronte piegato in avanti, il capo di tre
quarti, è in atteggiamento di chi assale vigorosa-
mente. In lui riconosciamo, in special modo per i
due alti gambali, la fascia e la parma, un gladia-
tore trace (2).

ier, De gladiatura romana quaestiones selectae,^. 14-18. Da-
remberg et Saglio, Diction. des antiq., II il, p. 1584 e seg.

Queste armi, di cui sono vestiti numerosi gladiatori ri-
tratti in dipinti, rilievi, lucerne ecc., vediamo raccolte in una
parte della lucerna da noi riprodotta dal Borioni, Colleclanea
antiq. rom., tav. 95 e ripetute a parte nella fig. 1.

Il luogo trascritto di Giovenale non fa cenno dello scudo.
Vedasi la nota a questi versi nell'edizione del Friedliinder (Ju-
venalis satur. lib. V, Leipzig, 1895, p. 313).

(') Meier, op. cit., pp. 19-25.

(*) Lipsius, op. cit., p. 1229 seg.; Henzen, op. cit., p. 112
seg.; Friedlander, op. cit., II8, p. 531; Meier, op. cit., p. 32
segg.; Daremberg et Saglio op. cit. II u p. 1587.

Anche queste armi sono esattamente rappresentate unite
nella lucerna del Borioni : le riproduco a parte nella fig. 2.
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