Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 20.1910

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NECROPOLI DI ETÀ ELLENISTICA

s

essendo stata rinnovata la licenza; il primo va dal
21 gennaio al 20 maggio, il secondo dal 21 maggio
al 20 settembre. Le scoperte fatte sono veramente
notevoli sia per abbondanza di tombe, sia per nu-
mero grande di oggetti, alcuni dei quali di grandis-
simo pregio e valore.

Oramai era tempo che la Direzione del Museo di
Napoli provvedesse a pubblicare il materiale archeo-
logico raccolto, la cui conoscenza gioverà certo agli
studiosi per meglio comprendere la essenza e lo svol-
gimento della civiltà campana nel periodo preromano.
La sollecita pubblicazione dei risultati felici di questo
scavo imponevasi pure, perchè buona parte degli og-
getti scoperti rimase agli scavatori ed è destinata ad
andare dispersa per Musei esteri e raccolte private,
venendo così a mancare il beneficio di tener sott'oc-
chi, in un sol punto raccolti, i monumenti di questa
necropoli (').

Del fondo Nobile fu esplorata solo la parte con-
finante con la via della stazione, il cui sottosuolo era
ricchissimo di tombe. Sono da distinguere più strati
di queste : le più antiche si rinvennero a una profon-
dità media di m. 2 a m. 3 dal piano della cam-
pagna, le più recenti a una profondità di m. 1 a
m. 1,50. Le prime, di cui tratterò nel capitolo se-
guente, hanno forma speciale di cassa fatta con la-
stroni di tufo e copertura a due pioventi; il rito è
sempre quello della inumazione. I sepolcri degli strati
superficiali e più recenti hanno forma diversa e rito
promiscuo, e consistono :
a) in tombe a cassa;

(*) Di questo importante scavo si conoscono le poche no-
tizie date da qualche giornale quotidiano. Esso non fu diretto
da me, non avendo io allora la speciale cura degli scavi, e
non ehbi alcuna parte alla stima del materiale archeologico
raccolto, nè alla ripartizione finale tra Governo e privati. A
questo compito attese dapprima il dott. I. Dall'Osso e dipoi
una commissione ministeriale, composta dei professori Salinas,
Milani e Ghirardini. Secondo le proposte fatte, il Museo Na-
zionale di Napoli, oltre ad avere la quarta parte del prodotto
di questo scavo, come per logge, acquistò diversi altri oggetti
e potè così avere tutto il corredo delle tombe 34, 58, 79 in-
sieme col materiale costruttivo delle tombe 58 e 79, le quali
furono ricomposte nel giardino del cortile occidentale del Mu-
seo stesso.

Il Museo di Palermo acquistò la kylix della tomba 66,
con la testa di Kora in rilievo, e il corredo notevole dell'altra
n. 83, dov'è compresa la coppa con iscrizione greca graffita.

Il Museo di Firenze acquistò una scelta serie di oggetti,
come rappresentanti dei tipi più caratteristici della suppellet-

b) in tombe di tegole alla cappuccina;

c) in olle fittili.

Le tombe a cassa constano di uno spazio ret-
tangolare con le pareti fatte di sclieggioni di tufo a
secco, qualche volta intonacate, a cui fanno da co-
pertura tre o quattro od anche cinque grossi paralle-
lepipedi di tufo, appoggiati ai lati lunghi della cassa,
in senso orizzontale. Spesso la copertura è fatta con
lastre di calcare compatto, formato da grappe di ferro
o di piombo. Vi si rinvenne quasi sempre lo sche-
letro, con una o due strigili di ferro e qualche un-
guentario fittile fusiforme. Divece dello scheletro, assai
di rado si rinvennero in queste tombe le ceneri del
defunto sotto un embrice.

Le tombe di tegole sono poverissime, come le pre-
cedenti, e danno talvolta qualche lucernetta fittile;
il rito è quello della inumazione.

Le olle, quasi a fior di terra, racchiudono uni-
camente ossa combuste, e solo di rado vi si rin-
viene qualcbe lucernetta o balsamario di terracotta o
moneta imperiale. La più bella fra tutte è un'urna
marmorea a forma di calice di un fiore, su stretta
base circolare, con larghe foglie scolpite d'ognintorno
e coperchio a calotta, saldato alle due prominenze
laterali dell'urna mediante chiodi di ferro (diametro
cm. 30, alt. cm. 22 ; tomba 55, fig. 2).

Le sepolture di tegoli e queste ultime ad olla
sono numerosissime e riferibili senz'altro all'epoca
romana inoltrata; molto più scarse sono quelle della
prima specie a cassone con muretti a secco, che rap-
presentano il passaggio dalle tombe più antiche a

tile funebre di queste tombe e l'intero corredo delle tombe 36,
118 (del primo periodo di scavo, non compresa nel mio cata-
logo), 64.

Lo studio che ora presento si fonda sui giornali di scavo
e sugli elenchi descrittivi esistenti in archivio: ma più ancora
sui preziosi appunti, inessi a mia disposizione (e di ciò gli
rendo pubbliche grazie) dall' ispettore di Pompei dott. Matteo
Della Corte, che presenziò all'ultimo periodo dello scavo di
questa importante necropoli, e che fece schizzi e sezioni di
tombe, donde ricavai alcune illustrazioni, che accompagnano
il lavoro presente. Io stesso mi recai più volte a Teano presso
il sig. Luigi Nobile, il quale cortesemente mi lasciò esaminare
la suppellettile, rimasta a lui dopo la ripartizione, e mi per-
mise di prendere appunti e fotografie di molti oggetti. Per
modo che la parte descrittiva procede interamente dall'esame
diretto dei monumenti.

Alla riproduzione artistica dei monumenti collaborarono
il sig. D. Losacco, per le fotografie, e il sig. M. Puccetti per
la maggior parte dei disegni.
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