Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 20.1910

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NECROPOLI DI ETÀ ELLENISTICA

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associati a ceramica attica a f. r. Nella fig. 26 è dato
il complesso di una tomba cumana di tal genere,
contenente un boccalino finissimo con fine striatura
sul ventre, cerchielli impressi attorno al collo e alla
base, e più serie sovrapposte di ovuletti impressi sotto
all'ansa, formanti un triangolo col vertice in giù.
Lo skyphos con la civetta, e la piccola pelike con le
ligure di Teseo e del Minotauro non vanno più in
giù della fine del secolo V.

Appartengono pure a questo periodo di tempo un
guttus a ventre baccellaio, con ornati di palmette

nice nera con ornati a stampo di meandri, palmette
di varie forme, circoletti e semicerchi. Gli scavi di
Cuma hanno pure dato alcune rare coppe ad alto
piede, contemporanee a quelle di Teano, che, pur
avendo la stessa decorazione di queste, se ne distin-
guono per una maggior parsimonia di ornati (coli,
cumana nn. 85771 e 85772fig. 27 d,f).

Un'altra categoria di vasi sicuramente campani è
quella cui appartengono le piccole kylikes con la testa
di Kora. Sono derivate dalla kylix ad alto e svelto
piede, che raggiunse il massimo della grazia e della

(collez. Stevens) fig. 27 a e un boccalino con bella de-
corazione di cerchielli, ovuletti, palmette (collez. cu-
mana n. 85759 fig. 27 e). Trovasi nelle tombe cumane
del secolo IV la olpe con palmette impresse sul ventre,
collegate da semicerchi (coli. Stevens fig. 27 e). Citerò
pure un aryballos a ventre schiacciato con numerose
striature ed un giro di meandro quadrato impresso a
stampo (coli, cumana n. 85776 fig. 27 b). Questi ri-
scontri provano, che nella ceramica cumana dei secoli V
e IV gli elementi decorativi a stampo, che sono gran
parte della ceramica teanese, non mancano. È fuori
dubbio che essi, a Cuma stessa, ripetono la loro origine
da esemplari attici, di cui non mancano esempi da ci-
tare. Ricorderò tre bellissime anforette del Louvre a ver-

eleganza nella ceramica attica del secolo V. La ne-
cropoli di Cuma ha dato splendidi esemplari di kylikes
attiche a vernice nera, ed è indubitato che, pel tra-
mite di essa, questo tipo di vaso, alquanto modificato
nella base, ebbe larga diffusione nella ceramica cam-
pana. Sono ben noti i principali centri di fabbrica-
zione a Cuma, Capua e Nola. 11 fondo interno di
queste coppe veniva decorato di una specie di rosone
di palmette e cerchielli attorno ad una mascheretta
di Gorgone del tipo tardo ellenistico. Le kylikes con
testa di Kora appartengono a questa categoria di vasi,
come dicevo. L'elenco degli esemplari conosciuti fu
testé redatto dal Pagenstecher, il quale accettò la
giusta osservazione del Von Duhn riguardo al proce-
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