Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 20.1910

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IL NURAGHE LUGHERRAS

l'i; ESSO PAULILATINO

Sul territorio di Paulilatino era già stata portata
più volto l'attenzione degli studiosi delle antichità
della Sardegna. Già il Lamarmora aveva preso in
esame alcuni dei monumenti preistorici ('), altri di
questi e specialmente nuraghi, erano stati esaminati
dal benemerito Can.° Spano, ed anzi quest'ultimo,
nella sua notevole Memoria sui nuraghi (2), oltre
alla menzione di taluni fra i più notevoli avanzi ar-
cheologici, dette anche una cartina geografica, disegnata
da un certo geometra F. Guabello e che, per quanto
schematica, ha tuttavia un certo interesse per segnare
la ubicazione dei copiosi edifici archeologici.

Giacché l'agro di Paulilatino è fra i più ricchi
di nuraghi e di avanzi relativi all'epoca preistorica,
i quali dànno un carattere altamente solenno ed accre-
scono la vaghezza austera del paesaggio, bello di am-
pie distese boschive, aperto al sud verso il Campi-
dano di Oristano e limitato tutto all'ingiro da una
ampia lontana cerchia di monti, il Monte Ferra ad
occidente, al nord i monti del Marghine, verso est gli
altipiani del centro dell'isola sui quali giganteggia
la dorsale nevosa del Gennargentu.

Il territorio di Paulilatino, vasto di oltre 10200
ettari, è costituito in gran parte da un lembo di quel
vasto altipiano che dalla media valle del fiume Tirso
si va elevando verso i monti del Marghine; esso è
abbastanza nettamente distinto dai territori dei Comuni

(*) Alberto Lamarmora, Itinéraire de Vile de Sardaigne,
in Antiquités, II, pag. 16.

(3) G. Spano, Memoria sopra i Nuraghi della Sardegna,
terza ediz , Cagliari 1867, pagg. 15, 27, 99. Il sig. Federico

Monumenti Antichi — Vol. XX.

vicini per mezzo di linee naturali. Al sud abbiamo il
limito del ciglio dell'altipiano verso la valle del Tirso;
ad occidente il solco abbastanza profondo della valle
del Rio Gespiri, sboccante nel vallone ampio di Bau-
ladu, lo separa dalle pendici della catena posta tra
il Campidano e la sponda del mare Mediterraneo,
occupate dai comuni di Bonarcado e Santu Lussurgiu.
A settentrione e ad oriente l'altipiano si continua
nei territori di Abbasanta e di Ghilarza, ma se il
limite è in parte segnato da linee convenzionali, però
si nota che il corso di Rio Collinas, che dai monti di
S. Lussurgiu, con direzione prima da nord-ovest a sud-
est, lambe a mezzogiorno il territorio del comune di
Abbasanta e quindi piega verso sud, seguendo l'incli-
nazione generale dell'altipiano, a raggiungere il corso
del Tirso, poteva formare un limite, come anche og-
gidì in gran parte, tra i territori di differenti tribù
preistoriche. Oggidì questo limite è stato in alcuni
punti oltrepassato, ma è in gran parte il corso di
Rio Collinas, con vari nomi, che delimita il salto di
Paulilatino da quelli di Abbasanta e di Ghilarza,
come il limite con l'agro di Fordongianus è dato da
un gradino abbastanza deciso dell'altipiano verso il
solco grandioso scavato dalla valle del Tirso.

La natura del suolo, coperto da una grande co-
lata lavica che livellò l'altipiano, offrì all'uomo pri-
mitivo le varietà di roceie occorrenti alle costruzioni

Guabello, perito tragicamente in mare il 24 maggio 1860, re-
dasse la schematica carta nnragica dell'agro di Paulilatino, con
T indicazione di monumenti, allora in migliore stato che ora
non siano.

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