Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 20.1910

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LA NECROPOLI NEOLITICA DI MOLFETTA

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Oltre a queste tazze di terra nera, abbondano le
grandi coppe di terra grossolana, graffite all'esterno
o liscie.

Trovai il frammento di un'olla globosa, che restrin-
gevasi superiormente formando un'apertura che aveva
la larghezza di m. 0,40 e le pareti spesse m. 0,008.
Le superficie esterna ed interna sono liscie, l'argilla
di color bigio leggermente sabbiosa. Le dimensioni
di questo vaso, che nel diametro maggiore del corpo
toccava certo il mezzo metro, mostra l'abilità dei
liguli neolitici, che sapevano maneggiare recipienti

a b c

Fio. 2rj.

così grandi e sottili prima di cuocerli. La difficoltà
maggiore in queste ricerche sta nel decidere quali
vasi siano importati e quali di fattura locale. A me
sembra che un'olla tanto grande e sottile doveva es-
sere fatta sul luogo, perchè sarebbe stato troppo diffi-
cile e malagevole il trasporto per mare e per terra.
L'on. Ridola mi disse d'aver trovato un forno a Ma-
tera che forse sarebbe uno dei più antichi che ora
conosciamo, mswesso non venne ancora pubblicato.

Questa gente seppe fare i vasi neri lisci, ma nessun
pezzo è bene lustro e lucente come quelli di Creta;
forse dipende dall'argilla o dall'imperizia, ma per
la tecnica vi è certo una differenza colla ceramica

egea. Ho fissato la mia attenzione su questa brunitura
che interessa dal lato cronologico.

§ 2.

Olle e bicchieri.

Sono comuni le ollette cilindriche, rigonfie con
gola poco profonda e labbro rovesciato all'esterno. Un
bellissimo esemplare con manico a sospensione verti-
cale venne fuori da una tomba, del quale diedi .la
fotografìa (fìg. 16 A, B). Questi vasi ci fanno compren-
dere la ciotola di terra nera trovata dal Chierici a
Campeggine con quattro fori per la sospensione, che
egli credette una lampada ('). La forma elegantissima
e la decorazione graffita con S allacciate per le estre-
mità che formano una fascia intorno al ventre resta-
vano un mistero. Gli scavi di Molfetta mostrando la
esistenza di una ceramica molto evoluta prima della
comparsa dei metalli, ci fanno comprendere come il
vaso di Campeggine sia anteriore ad ogni influenza
micenea. Tornerò in seguito su tale argomento, par-
lando delle spirali.

Tralascio la descrizione dei vasi conici e cilindrici,
o leggermente globosi, dei quali presentai alcuni
esempì nel primo capitolo. Sono pure abbondanti le
forme a collo cilindrico, col corpo globoso come sono
fatti i matracci per la chimica ; oppure vasi colla parte
superiore cilindrica e il corpo globoso che forma il
fondo collo stesso diametro del collo ; altre volte sul
corpo globoso le pareti nella parte superiore si inchi-
nano alquanto all'indentro, così che il vaso diviene
leggermente conico. Non descrivo particolarmente
queste forme delle quali presenterò le figure nel se-
guente paragrafo. Altre avevano la forma di un'an-
fora col collo svasato.

Di scodelle coniche ne vedemmo già una quasi
intatta e ne scavai parecchie rotte piccole e grandi.
Questa della (fìg. 27) era tronca alla base e il fondo
aveva m. 0,11 di diametro. Le pareti sono spesse
circa un centimetro, di color rosso mattone all'esterno
ed all'interno, deutro nero con granuli bianchi abba-
stanza grossi. Questo scodellone rotto era più alto ;
esso fu rattoppato consumandolo sul bordo poco re-
golarmente.

(') Bull, paletn. Hai, III, 1877, p. 9, tav. I, fig 3.
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