Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 20.1910

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LA NECROPOLI NEOLITICA DI MOLFETTA

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Nel 1904, il prof. Stasi cominciò a scavare in questa
grotta che trovasi a m. 10 sopra il livello del
mare (').

In una rupe a picco alta m. 40, si apre questa
grotta e sotto di essa vi è un declivio meno ripido
che finisce nel mare. Vi si può giungere solo con un
lungo giro in barca, disgraziatamente il tempo fu, du-
rante tutta una settimana, così cattivo che dovetti
rinunciare non solo agli scavi, ma anche ad una sem-

I grandi quadrati messi di punta sopra una linea
sottile, che gira orizzontalmente intorno al vaso, e
che dentro furono ripieni di linee che si incontrano
ad angolo retto, come nella figura 68 A, si trovarono
a Vassiliki ed in altre località di Creta (')•

Un vaso con forma simile a quella che trovammo
nella necropoli di Molfetta, della medesima argilla, e
collo stesso disegno di fascie fatte da linee nere con
dentro una linea pieghettata, vedesi nella fìg. 69. Il

Fio. 68.

plice visita. Il nome di Zinzulusa è una parola dia-
lettale colla quale il popolo caratterizzò questa grotta
piena di stallatati che le fanno una decorazione fan-
tastica. La ceramica clic ora descriverò venne messa
in luce dal prof. Stasi, scavando nella terra nera che
stava presso l'entrata. Fu grande la mia sorpresa nel
trovare in questa collezione alcuni frammenti di vasi,
che pel disegno e la qualità dell'argilla sono identici
al neolitico ed al minoico primitivo di Creta.

(*) Avevo desiderio di riprendere tali ricerche col pro-
fessor Stasi, e fui suo ospite per una settimana a Spongano
nel principio di aprile, nel 1908. Esprimo la mia gratitudine
al prof. Stasi per il favore concessomi di pubblicare alcuni
saggi della ceramica che egli trovò nella grotta Zinzulusa. La
regione dove finisce l'Apennino è ricca di caverne neolitiche
(Botti, La (frolla del diavolo, stazione preistorica del Capo
Leuca, 1871; Stasi e Regalia, Grotta Romanelli, in Archivio
per Vantrop. e la chi., XXXIV, 17; Pigorini, BM.paleln. it.,
XXX, 1004, 145): in questa Memoria il Pigorini dimostrò che
la grotta Romanelli appartiene all'età neolitica e faccio voli
perche si riprendano presto gli scavi iniziati dal prof. Stasi e
da altri ricercatori.

Monumenti Antichi — Vol. XX.

campo quadrato a scacchiera, dipinto sul collo è pure
un disegno neolitico comune nella ceramica dell'Egeo.
I triangoli che furono dipinti in un vaso simile con
inchiostro nero (fig. 68 B) trovansi comuni a Matera
ed a Molfetta. I triangoletti che vedonsi sul lato
destro dei triangoli dove formano tanti piccoli denti,
costituiscono un motivo comune nella ceramica neoli-
tica colorata di Molfetta.

L'essere uguale, la qualità e il colore della creta
giallognola (che venne poi in voga nella ceramica mi-
cenea) e il veder diffusa in Italia e in tutto il Me-
diterraneo questa creta line giallognola, prima che
sorgesse il dominio di Micene è pure un fatto che ha

(') Non è per questo necessario ammettere che la cera-
mica di Phaestos, di Molfetta, di Matera e di Castro, siano
contemporanee. Come successe pei disegni neolitici di Creta,
che vediamo ripetersi in epoche posteriori fino all'età del ferro,
così dobbiamo supporre sia succeduta la stessa cosa pei di-
segni colorati. Sarebbero una imitazione del neolitico cretese,
senza dover ammettere che siano contemporanee.

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