Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 20.1910

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le pietre funerarie felsinee

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sole di Larth Aninie ('), di Volterra (2), di Poma-
rance di Larth Aitharnie (3) ; il rettangolo, divenuto
più stretto e più lungo, ha il lato superiore tondeg-
giante e ricurvo sì da smussare gli angoli retti. È la
trasformazione del primo tipo in un altro, che del resto
si può riscontrare in stele dell'oriente (4). Questa forma
è pure comune all'unica stele figurata a noi pervenuta
di Marzabotto (Montelius, I, t. 108, 5 (5)) e permane
in alcune delle stele felsinee, che perciò per la loro
sagoma ci si appalesano come anelli di una catena
non interrotta; la quale mancanza di interruzione è poi
dimostrata anche dal disegno delle figure rappresen-
tate, dalla sintassi decorativa nel campo della stele.

Abbiamo adunque come tipica la stele De Luca
n. 135 (fìg. 8) con la singola grande figura scalpellata
del defunto e con la zeppa regolarmente foggiata ed
eccezionale negli esemplari felsinei. Si hanno pure altre
stele che si possono ricondurre a questo tipo arcaico,
quella pure De Luca n. 134 (fìg. 14) e forse il fram-
mento De Luca n. 140, quella della Certosa con fi-
gura di un danzante n. 163 (fìg. 86).

Di carattere più tardo si palesa l'esemplare n. 181
(fìg. 44) con un guerriero e con un cavaliere, ove il
contorno ai lati non è più rigidamente verticale, ma
leggermente rientrante in basso, curveggiante in alto.
E questo carattere di seriorità, rispetto alle stele sud-
dette, si palesa non solo nello stile delle figure, non
solo nell'ornato a spirale tutt'attorno, ma anche pel
fatto che essa stele è scalpellata da ambo i lati. Lo
scalpellamento infatti da ambo i lati è un carattere
estraneo quasi del tutto alle stele arcaiche dell'Etruria
centrale (6), interamente a quelle villanoviane ; diventa
invece regolare in quelle novilaresi le quali, sebbene
palesino infantilità di espressione artistica e deriva-
zione da patrimonio decorativo assai vetusto, ed ab-
biano giacitura in mezzo a materiale apparentemente

(') Edita con esattezza presso Milani, Museo topografico,
p. 125; Italici ed Etruschi, tav. XVIII, fìg. 77.

(a) Micali, Monumenti per servire, tav. LI, 2-, Martha,
fig. 255.

(3) Milani, Italici ed Etruschi, lav. XVI, fig. 72; tav. XVIII,
fig. 78.

(4) Stele di Amrith (Perrot e Chipiez. Ili, fig. 283) ; stele
da Sendsirli di Asarhaddon ecc.

(s) Le piccole dimensioni e la grossezza assai forte di questo
esemplare lo avvicinano ai cippi-stele figurati in ogni lato del
Museo di Firenze.

(e) Cito le stele di Londa e quella fiesolana di Vipia
Vezeé.

arcaico, tuttavia, per la presenza delle iscrizioni, deb-
bono essere considerate come tarde espressioni di un
popolo barbarico, il piceno, coeve alle più antiche tra
le stele funerarie felsinee (').

Possiamo nondimeno annoverare tra le stele fel-
sinee più arcaiche una con rappresentazioni su ambo
i lati (n. 187): è una stele che, pel suo contorno ret-

Fig. 8. - Stele n. 135.

tilineo, si schiera accanto ai suddetti esemplari, mentre
deve il suo contorno superiore irregolare alla deficienza
della pietra (figg. 62 e 85). Non la pietra è stata qui
accomodata alla decorazione scolpita, ma la decorazione
segue il contorno irregolare della pietra. Questa stele
deve essere ritenuta la più arcaica fra quelle a noi
giunte con decorazione da ambo le parti.

Ma, oltre a questi pochi esemplari che riprodu-
cono il tipo di stele toscane, abbiamo tra le pietre

(') Mariani, Rendiconti dei Lincei, 1908, p. 690.
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