Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 20.1910

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LE PIETRE FUNERARIE FELSINEE

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Frequentissima è poi la cornice a tralcio di edera
attorno agli specchi ; tra di essi, a cagione della sua
provenienza, è da citare lo specchio senza figure di
Marzabotto (Montelius, I, tav. 109, 5). Questo tralcio
si può osservare anche in specchi figurati arcaici, come
quello di Eos e di Cefalo (Gerhard, Spiegel, ta-
vola CCCLXIII, 1), un altro con giovine e con donna
(ivi, tavola CDXVI). Talora, come in quest'ultimo
esempio('), le foglie si alternano ai corimbi, ed i tralci
finiscono in alto in corimbi ; motivo questo che ab-
biamo notato su di un listello della stele n. 169.

Negli specchi si incontrano pure le foglie di edera
collocate l'una di sopra all'altra, precisamente come
su stele felsinee già citate : e questo possiamo scorgere
in uno specchio arcaico djlla prima metà del V secolo,
esibente una donna con un palmipede (Monumenti del-
l'Institulo, IX, tav. 56, 4 ; Gerhard e Kòrte, Spiegel,
tav. 142); si aggiunga un altro specchio con una
Menade tra due Sileni di forme tuttora un po' ar-
caiche (Museo Britannico; Gerhard e Korte, op. cit.,
tav. 38) (2). Esempi anche anteriori di foglie accostate
l'ima all'altra sono, nella stretta zona superiore dello
zoccolo, nella tomba cornetana delle Leonesse (Antike
Denkmàler, II, tav. 42) e nella fascia sottostante
alla scena di pianto pel defunto su idria, affine a quelle
detto ceretane(Micali, Monumenti inediti, tav. XXXIX;
Diimmler, in Róm. Mitt., 1888, p. 175, n. 8) (3).

Per quello poi che riguarda la ceramica attica,
le kelebai di stile severo non raramente esibiscono
due tralci di edera in nero ; in nero sono pure le
foglie di edera accostate, ridotte talora quasi ad in-
formi sgorbii, sulle cornici laterali delle rappresenta-
zioni nelle stesse kelebai.

Pei suddetti monumenti non possiamo annoverare
tra le più tarde tutte le stele che esibiscono tralci o
foglie di edera; ed infatti abbiamo visto e vedremo
in seguito, in base anche ad altri indizii, che le stele

(l) Altri esempi: Gerhard, Spiegel, tav. LI, 3; tav. XCIV,
1, 2; tav. CCXIII, tav. CCXL, tav. CCXCI, A; tav. CCCXIV.
Così nei monumenti ceramici citati nella nota 1 a p. 510.

(a) Altri esempi recenziori in Gerhard, Spiegel, tomo
CGCLXXXVII, 1 — Gerhard e KOrte, Spiegel, t. 36, t. 39, 2.

(3) Si aggiungano l'orlatura di una idria jonica del Louvre
(Pottier, op. cit., E 694, tav. 52) e le orlature su anfora «poli-
tica» (Rndt. op. cit., fig. 22). È notevole che lo stesso motivo
ornamentale si riscontra anche molto più tardi ; si v., per es ,
l'orlatura di tazza in argento di arte persiana, del periodo dei
Sassanidi (Odobesco, Le Trésor de Pétrossa. II, 55).

nn. 13, 61, 91, 182, 32, 156, pur non essendo tra le
più antiche, sono da escludersi dalla serie delle più
recenti, alla quale invece appartengono i due nn. 11
e 47 con le caratteristiche foglie gigantesche.

Di conio più tardo nel repertorio decorativo etrusco
ritengo che siano il ramo e la foglia di vite. Infatti, il
ramo di vite con foglie, grappoli e pampini, appare,
per quanto io sappia, piuttosto tardi nella pittura pa-
rietaria etnisca; noi lo vediamo nel primo ambiente
della tomba cornetana dell'Orco (Monumenti dell' In-
sli/uto, TX, tav. 14). che non può risalire più in su
dei primi decenni del secolo IV ('), ed in cui le foglie
sono espresse stilizzate in modo analogo a quello delle
stele felsinee. 11 ramo di vite è pure una decorazione
piuttosto rara attorno alle scene espresse su specchi ;
io sono in grado di poter addurre solo sei specchi, e
tutti appartenenti ad età piuttosto tarda (2). Uno di
questi specchi (Gerhard, Spiegel, tav. CCCXIII) ci
esibisce il ramo circolare di vite non in funzione pu-
ramente decorativa, chè infatti due Sileni ed una Me-
nade, effigiati dentro, ne stanno raccogliendo i grappoli.
Abbiamo invece puramente decorativo questo elemento
fìtomorfo negli altri cinque esemplari (3).

Carattere seriore posseggono pure i rami di alloro
e forse di mirto, che ricorrono come cornice su sei
stele felsinee. Ed invero, se si guarda agli specchi
figurati, si vede che moltissimi sono provvisti di questo
ramo rettilineo con foglie bislunghe simmetricamente
disposte, stilizzazione espressa in schemi diversi e ri-
salenti a vari modelli vegetali: o alloro, o mirto, od
anche olivo. E la decorazione attorno al campo figurato
che si ripete di frequente negli specchi tardi, incisi
con disegno rilassato.

Nella ceramica attica la decorazione a ramo retti-
lineo con foglie bislunghe (dapprima chiaramente è
un ramo di lauro con le sue bacche talora dorate) ci
appare largamente usata nei prodotti piuttosto seriori,
specialmente attorno all'orlatura dei crateri, come nei
notissimi esemplari di Faone nel Museo di Palermo
(Furtwàngler e Reichhold, tav. 59), dell'apoteosi di

(') Si veda Korte, in Jahrbuch des Instituts, 1897, p. 66.

(a) Invece nello specchio arcaico (Gerhard, Spiegel, tav.
C'CXCII) sono espressi due arbusti di vite, ma qui essi non
hanno mera funzione decorativa.

(») Gerhard, op. cit., tavole LVIII, ('XXVIII. CCV1I, 4;
Noi. scavi, 1900, p. 557.
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