Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 20.1910

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LE PIETRE FUNERARIE FELSINEE

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Le foglie di edera nelle zone minori si integrano
con le foglie di edera della cornice : le une si egua-
gliano alle altre, ed hanno in sè la medesima impronta
formale, esibiscono la medesima espressione deco-
rativa.

Questo schema decorativo, sia intero, sia mutilo e
tuttora distinguibile, della duplice foglia, ricorre nei
seguenti esemplari, tutti di tarda esecuzione :

1) Con la cornice a triangoli tratteggiati: N. 94.

2) Con la cornice continua a spirali ad onda:
N. 47.

3) Con la cornice a spirali ad onda, con due foglie
in basso ed una in cima: Numeri 48, 64, 79, 106,
161, 195 (fig. 24).

4) Con la cornice a spirali ad onda alternate con
foglie: Numeri 49, 173, 194 (fig. 51).

Questo schema di due foglie contrapposte non sup-
pongo che sia stato dagli scalpellatori felsinei de-
sunto da modelli ceramici o sia stato riprodotto da
altri monumenti, ma credo che sia una libera appli-
cazione del motivo ornamentale della foglia di edera,
così ovvio nel repertorio artistico su cui lavoravano
detti scalpellatori ; applicazione intesa a meglio riem-
pire gli spazii da adornare nelle stele. Un primo ten-
tativo di questo schema locale abbiamo visto nel-
l'esemplare De Luca (n. 130) arcaico; la soluzione del
problema decorativo vediamo invece essere del tutto
raggiunta nelle tarde stele suddette.

Derivazione invece dal repertorio ceramico attico
è ovvio riconoscere nell'altro elemento vegetale che
decora le zone minori delle stele, cioè nella palmetta:
ma pure qui, sebbene chiarissima sia la derivazione,
palese è tuttavia la peculiare applicazione, l'adatta-
mento, che è proprio di queste stele, agli spazii da
dover adornare, della palmetta sia semplice sia com-
posta.

Anche qui, il motivo della palmetta serve ad ador-
nare le ristrette fascie superiori ; ad eccezione di due
esemplari in cui anche la zona inferiore è adorna, e
di un esemplare in cui la palmetta è posta solo nella
zona inferiore.

Talora si hanno due palmette messe orizzontal-
mente e dirette in senso inverso come nel n. 17, o
riunite insieme per mezzo di due foglioline come nel
n. 15. Talora invece il motivo si allarga perchè, in
mezzo alle due palmette giacenti, ne sorge una terza

diritta; così nel n. 63 (fig. 50) e nel n. 168 lato B
(fig. 58), ed è incerto se tale fosse il motivo nel
n. 83 (lato superiore del lato A).

Invece nel n. 84 (fig. 54) la palmetta è semplice ed
è diritta ergendosi da due viticci laterali. Quest'ultimo
esemplare, pur essendo piuttosto recente, come del
resto seriori sono tutte queste stele con palmette, ci
serve d'indizio per la formazione di questo motivo
nelle nostre piètre. Infatti qui l'unica palmetta, sor-
gente dai viticci laterali, richiama la palmetta posta
su due ampie volute al di sopra della figura di donna
nell'unica stele figurata di Marzabotto (Montelius, I,
tav. 108, 5). In questo monumento non si ha la di-
visione a zone; e però la palmetta, decorativa sormon-
tante la rappreeentazione figurata, non è che un resi-
duo, un ricordo delle ampie palmette scalpellate che
sormontano, a guisa di acroteri, le arcaiche stele del-
l'agro fiorentino (stele Peruzzi, stele di Londa) (').

In alcuni esemplari bolognesi abbiamo invece visto
che tale motivo viene impiccolito, ristretto, accomo-
dato nella stretta zona superiore; e, per meglio adat-
tare nella stessa stretta e lunga zona la palmetta
che ha forma slanciata e rastremantesi e non bassa
ed allungata, la palmetta viene duplicata, oppure
viene anche triplicata, come nelle due stele già men-
zionate, ove sono espresse con diligenza.

In tre esemplari, come ho detto, la palmetta si
riscontra nella zona inferiore. Veramente, nel lato
B del n. 168 (fig. 58) si ha nella zona sottostante a
quella figurata una serie di due palmette alternantisi
con fiori di loto. Scorgiamo pertanto, in questo esem-
plare scalpellato nella tenera molassa, quella stessa
decorazione che ci è nota da molti insigni esemplari ce-
ramici. E così il gentile e scorrevole disegno di questa
bella fascia decorativa a palmette sorgenti da volute
che escono dai calici del loto, si trasforma, per opera
dello scalpellatore della stele, in una secca e dura
decorazione maggiormente schematizzata.

In altre due stele (n. 48 e n. 84), nella zona in-
feriore è espressa un'unica palmetta di nove foglie
con viticci laterali, di contorno deciso nell'esemplare

(') Si cf. anche la stele Calvert dellaTroade (Athenische
Miti-, 1895, 3) in cui la palmetta sovrasta lo spazio, forse
originariamente dipinto. Aggiungo le stele di Samo edite in
Bohlan, Aus jonischen und italischen Nekropolen, 152 e seg.,
t. I, 1-4.
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