Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Hrsg.]
Monumenti antichi — 20.1910

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LE PIETRE FUNERARIE FELSINEE

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zione ; chè invero nelle altre stele, accanto ad arbusti
di edera, compariscono quegli arboscelli dalle foglie
lunghe, ristrette e regolari, che si vedono sì di fre-
quente nelle pitture delle tombe, come per esempio
delle tombe cornetane dei Vasi dipinti, del Citaredo,
Querciola, del Triclinio.

Questi arbusti ricorrono nelle piccole stele ove è
la sola figura del defunto o della defunta che afferra
con una mano l'arboscello stesso, così nei nn. 24, 117,
118, ed anche nel n. 51, ove l'arboscello è ridotto
ad un corto e grosso ramo, e forse nei nn. 74, 124,
186.

Ma il carattere di semplice riempitivo hanno le
altre forme vegetali che si riscontrano nelle nostre
stele: il fiore lotomorfo e la foglia di edera.

Il fiore a calice con due petali laterali ripiegati
all'infuori ed uno centrale, fiore che ha sì viva ana-
logia col fiore di loto ovvio nella decorazione cera-
mica, ma che può anche significare il giglio o la
rosa ('), si trova su tre stele con attribuzione mera-
mente decorativa, cioè nei nn. 77 (fig. 48), 87 (fig. 78),
e 1(39 (fig. 30).

In quest'ultimo esemplare, due fiori a calice, stando
ai lati della figura di Scilla, costituiscono uno schema
di decorazione proprio dell'arte jonica (2).

Ma il vero riempitivo vegetale, largamente usato
nelle stele felsinee, è la foglia di edera, la cui espres-
sione è correlativa a quella delle foglie di edera nella
cornice, nelle zone superiori delle stele. Queste foglie
di edera spuntano nelle zone delle stele, non dalla
linea inferiore rappresentante il listello, ma assai fre-
quentemente dai contorni laterali o dalla linea su-
periore.

Si aggiunga che in tre stele (nei nn. 63 e 86 nella
zona inferiore, nel n. 89 nella zona superiore) la fo-
glia di edera viene a porsi, con evidente controsenso,
accanto alla figura marina di un ippocampo nei nn. 63
e 89, di un tritone nel n. 86.

(•) Nei frammenti di Cuma {Rom. Mitt., 1888, tav. VI) il
Dtlmmler (ivi, pag- 165) riconosceva in un fiore simile, posto
sotto la figura di un cavaliere, la rosa e questo pel confronto
con le notissime monete rodie (British Museum, Coins, Caria,
t. 36-40).

(a) Si cfr., per esempio, l'essere femminile, fornito di quattro
ali con due fiori lotomorfi ai fianchi, su zona superiore di un
sarcofago clazomenio [Bull. Corresp. Hell, 1895, tav. I).

Ora, se esaminiamo le stele in cui appare come
riempitivo vegetale questa foglia, vediamo che esse
stele palesano, quasi tutte, età relativamente tarda.
Ed invero credo non molto frequente l'uso delle foglie
di edera come riempitivo nei monumenti arcaici; a
tal uopo, per la stringente analogia di questo uso de-
corativo, devesi allegare, il che già fece il Brizio, una
anfora di Monaco affine alle idrie ceretane e forse fab-
bricata in Etruria (Micali, Monum. inediti, tav. 43, 3 ;
Diimmler, in Rom. Mitt. 1888, pag. 175, n. 9) (').

Non vi sono altro che due stele le quali, pur non
essendo tra le più antiche delle etrusche-felsinee a
noi pervenute, tuttavia serbano qualche impronta di
arcaismo e che esibiscono queste foglie. Una è la
stele n. 112 (fig. 32), bislunga, con cornice con trat-
teggi a scacchi e con figura del defunto diretta verso
sinistra; ivi, dalla cornice, escono due foglie una, a
sinistra, una a destra, e sono piccole e di contorno
regolare. La seconda è la stele n. 156 (lato B); dalla
cornice escono tre foglie, pure piccole, affidate a lunghi
steli (fig. 70). Aggiungo la stele, (lato B, zona infe-
riore) ove due personaggi impugnano due viticci Irnienti
a fogli dai edera, come su kyathos ionico di Monaco
(Endt, op. cit., fig. 34).

Le foglie in queste due stele stanno, a mio avviso,
a rappresentare schematicamente gli arbusti di edera,
di cui poco sopra ho fatto cenno e che si riscontrano
non raramente nelle stele con la isolata rappresenta-
zione della persona defunta. Sarebbero una allusione
compendiosa del medesimo concetto espresso in queste
stele. La stessa allusione non credo di dover esten-
dere alle altre foglie esibite dalle altre pietre, tutte
di carattere seriore.

Oltre ai suddetti esemplari, ecco le stele in cui
riscontriamo come mero riempitivo la foglia di edera :

Tamburini : n. 3.

Giardino : n. 12 (A e B, riquadro 2°), n. 15, n. 16,
n. 17, n. 18, n. 22, n. 24.

Arnoaldi: n. 42 (A), n. 43, n. 44, n. 50, n. 67,
n. 87, n. 88, n. 96, n. 97.

Certosa: n. 158, n. 161, n. 173, n. 191, n. 194,
n. 195.

(') Per queste foglie di edera come riempitivo su vasi
jonici si veda Hauser, Jahrbuch des Instituts, 1896, pag. 178,
n. 2; Bòiilau, Athenische Mitteìlungen, 1900, pag. 98, n. 1.
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