Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Hrsg.]
Monumenti antichi — 20.1910

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LE PIETRE FUNERARIE FELSINEE

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tav. 54). Analogia poi presenta sulla coppa di Castel-
letto Ticino (') la strana figura, l'accozzamento biz-
zarro che il Ghirardini (2) designa come sfinge e che
pare diretto verso sinistra, volgendo il petto ed il
volto di fronte.

La figura delle due stele n. 62 e n. 107 non
è più una cristallizzazione di un vieto motivo, ma
nell'energico movimento manifesta una certa vigorìa
di espressione artistica, indice di arte evoluta. Ve-

greca già sciolta dall'arcaismo (*). È un processo vi-
vificatore analogo a quello che si riscontra nella
sfinge rampante su di un lato del cippo dell'Artimino
al Museo di Firenze {Not. scavi, 1892, pp. 462 e
segg. ; Montelius, II, tav. 168, 6).

§ 5. Delfini, ippocampi, serpenti.

Figure di delfini ricorrono sulle seguenti stele :
nn. 10, 12, 159. Un pesce di forma assai allungata e

Fig. 28.

Stele, n. 11.

dremo infatti come queste due stele, in cui ricorre
tale figura di sfinge, debbano essere poste, per l'ana-
lisi del loro contenuto, già nel secolo IV.

È questa una trasformazione, anzi una vivifica-
zione del tipo di sfinge, che ritengo essenzialmente
etnisca, mancando essa, per quanto io sappia, all'arte

(') Not. scavi, 1885 1.1, 2; meglio in Roem. Miti., 1910,
318 e seg. fig. 1 e 2 ed Ausonia IV, fig. 30.

(2) Monumenti dei Lincei, X, pp. 128 e segg. La coppa di
Castelletto Ticino deve avere origine piuttosto tarda ; essa non
può ad ogni modo essere anteriore al terzo periodo di Este. 1 li-
mando per questa coppa allo studio del Pettazzoni Roem. Milt.,
1910 p. 317 e segg., dove le sfingi della coppa sono riconnesse
con quelle del disco di Vetulonia.

sottile, si ritrova sotto la figura di tritone nel n. 169
(lato A, zona superiore).

Si è già visto che il delfino, come necessario ele-
mento marino, ci appare tra le onde della stele n. 10
lato B (fig. 82); cavalcato da un Nereide è in un ri-
quadro del grosso esemplare n. 12. Il delfino sul n. 159

(') In una steatite della classe delle pietre di Melos (VII
secolo) v'è una sfinge alata con testa vòlta di fronte; ma la
sua espressione non è da eguagliarsi a quella delle stele (Furt-
wiingler, Gemmen, tav. V, 22). Si v. anclie le due sfingi affron-
tate col volto di fronte, nel disco di Vetulonia {Not. scavi,
1900, p. 479, fig. 11; Montelius, II, tav. 179, 2).

Il tipo di questa sfinge è anche nell'arte romanica; esso
ci appare esemplificato nella porta minore della chiesa di
s. Nicolò a Bari (Venturi, op. cit, III, fig. 140).
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