Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 20.1910

Page: 553
DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/monant1910/0292
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
553

LE PIETRE FUNERARIE FELSINEE

554

di chi la eseguì anche la monotona ripetizione del
gruppo araldico delle due sfingi.

Prova non meno curiosa dell'assenza di buone qua-
lità tecniche presso la massima parte di queste stele
felsinee, e specialmente presso le più recenti, è l'a-
vanzo abbozzato di una Scilla sotto il gruppo di due
combattenti sul lato B del n. 42. In questo numero,
che, pel contenuto e la espressione delle altre scene
che l'adornano, deve essere annoverato tra gli esem-
plari più recenti, si ha quasi un informe contorno

esibiscono infatti, ciascuno in un riquadro, una figura
di donna nuda accosciata, di fronte, con ambo le mani
simmetricamente ripiegate (')• Ritengo che, in questa
figura femminile in cosi strano atteggiamento, non si
debba riconoscere altro che un essere soprannaturale,
lo stesso essere che in sèguito ci appare meglio fissato,
nel senso della mostruosità, nell'arte posteriore.

Alla figura di Scilla può pure aver dato inspira-
zione quella di Gorgone vista di fronte, con le parti
del corpo suo simmetricamente disposte. Un prezioso

Fig. 31. Stele, n. 93.

della parte inferiore di una figura di Scilla con le
gambe serpentine assai atrofizzate. Porse lo scalpella-
tore ha misurato male lo spazio della zona inferiore
che doveva riempire con decorazione, iniziando troppo
in grande l'abbozzo di una figura di Scilla tralasciato
poi come informe avanzo.

Il tipo di Scilla, quale ci appare sulle stele fel-
sinee ed in generale nelle varie produzioni dell'arte
etnisca, credo che possa risalire ad uno schema figu-
rativo esibitoci da monumenti arcaici propri di questa
arte, dai rilievi arcaici strettamente connessi dal Mi-
lani con le opere a lamina sbalzata arcaiche, di pro-
venienza peloponnesiaca. Due di questi rilievi (')

monumento a tal proposito è un'ansa di anfora bronzea
del Louvre (2) ; quivi la Gorgone dal caratteristico viso
spaventoso, dalla bocca pendente, ha il corpo non
alato ricoperto di squamine e, in luogo di gambe, due
serpenti che egualmente si allargano all'infuori (3).

(') Un rilievo è edito nelle Not. scavi, 1892, p. 473; l'altro
in Montelius, II, tav. 302, 4 e Modestov, Introduction d l'histoire

romaine, p. 349. Su questi rilievi in nenfro, si veda anche Ghi-
rardini, Not. scavi, 1881, p. 365 e seg. ; Milani, Museo topo-
grafico, p. 104; Bollettino d'arte, 1908, p. 366; Pernier, in
Not. scavi, 1907, p. 344.

(*) Figura consimile ci è offerta da un bronzetto del Museo
Kircheriano, credo, inedito.

('") Gazetle archéologique, 1887, tav. 33; l'altra ansa ge-
mella dovrebbe essere al Museo di Nìmes.

(3) Nella ceramica attica, come derivazione da un prototipo
metallico, devesi citare l'anfora del Museo del Louvre (Pottier,
in Bull. d. Corr. Hellénique, 1893, p. 439, fig. 4; Album des
vases peints, III, fig. 99) : sarebbe opera di un Ionio lavorante
in Atene. Ivi l'attacco dell'ansa è formato da una testa gor-
gonica rilevata, cui immediatamente si attaccano i due ser-
loading ...