Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 20.1910

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LE PIETRE FUNERARIE FELSINEE

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Chipiez, fig. 150; v. fig. 9) pertinente all'arte jonica;
come all'arte jonica in realtà risale ciò che si osserva
nella nostra stele felsinea. Colà è il defunto su cavallo,
pure diretto verso destra; visibili tuttora sono gli scarsi
avanzi del cane che riempie il vuoto sotto il cavallo,
del servo che segue.

Un'analoga rappresentazione è su due monumenti
funerari ; ma nel monumento ellenico essa è un ricordo
della vita, placido nel suo rimpianto ; nel monumento
etrusco è una cruda allusione della morte. Ne con-
segue, che nel primo monumento, la figura del morto
nulla ha della gravità e della pompa, che sono proprie

Fig. 45. - Stele, n. 188.

Ma la vaga, serena allusione al defunto — che,
come nei monumenti funebri seriori, viene rappresentato
in una delle sue occupazioni preferite, in uno degli at-
teggiamenti abituali della sua vita, cioè nel momento
in cui va alla caccia — è intorbidita e trasformata nella
barbarica e tarda stele felsinea, ove non è più il de-
funto a cavallo in un atto giocondo della vita sua,
ma è il defunto che, come tale, va agli Inferi, di cui
un elemento visibile è riportato, cioè l'orribile mostro
angnipede.

del defunto del secondo monumento, che solennemente
a cavallo entra nel regno dei morti ; gravità e pompa
che costituiscono un tratto caratteristico delle rappre-
sentazioni funerarie etnische.

Quali sono gli anelli della catena che avvincono
le due rappresentazioni, quella del cuore della Frigia
e quella della pianura renana? Lo schema del cava-
liere che va alla caccia col cane e col servo, appli-
cato da un artista jonio ad un monumento destinato
ad un Frigio, doveva essere di uso corrente nel re-
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