Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 20.1910

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LE PIETRE FUNERARIE FELSINEE

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Peculiare è la stele n. 61 (Arnoaldi) ove è visi-
bile non già il defunto, ma un dèmone imberbe alato,
che sta per salire sul cocchio tenendo tuttora sul ter-
reno il piede sinistro (').

Questo tema del viaggio agl'Inferi su carro noi
lo vediamo ripetuto sulla stessa stele n. 182, una
volta ad indicare una persona defunta maschile,
l'altra volta una persona femminile, ed in tal modo
questo schema figurativo si riferisce a due coniugi.
La stessa cosa doveva essere nella stele cui appar-
tiene il frammento n. 55, unico rimasto (2).

Negli esemplari felsinei è opportuno fare una ulte-
riore distinzione, tra gli schemi con cavalli alati e
quelli coi cavalli non alati. Nella prima categoria si
hanno i seguenti nn. 2, 10, 12, 13, 44, 47, 61, 82, 83,
86, 87, 125, 159, 160, 168, 170, 173, 194.

Nella seconda categoria, cioè con cavalli non alati,
abbiamo i nn. 11, 63, 77, 164, 169, 195. È incerto se
ali fossero o non fossero date ai cavalli nelle stele
seguenti: nn. 25, 42, 43, 45, 46, 54, 66, 70, 85, 107,
144, 157, 158, 182, 192, 197.

Sono numericamente prevalenti le figure di cavalli
provvisti di ali, di questo tratto caratteristico dell'arte
jonica; esse ali sempre compariscono laddove si hanno
triglie e quadrighe.

Uno tra i primi monumenti etruschi o tra quelli
denotanti il fortissimo influsso etrusco, è la pietra Zan-
noni (fig. 46), che non può discendere più in giù dello
scorcio del secolo VI. Ivi, come già ebbi campo di os-
servare in altro lavoro (3), v'è già la espressione del-
l'andata agli Inferi del defunto su carro con tutti o
quasi tutti gli elementi tipici delle stele felsinee. Ma
altre stele relativamente arcaiche possiamo citare con
analogo contenuto, e vediamo che lo schema del viaggio
agl'Inferi, dapprima espresso raramente, trova sempre
maggior favore in seguito, sicché la massima sua ap-
plicazione viene a coincidere con le prime rappresen-
tazioni di tale schema, che ci siano note da prodotti
dell'arte dell' Etruria centrale.

(' ) È curioso che nella tomba di questa stele si sia rinvenuto
un cratere a figure rosse con Eos su biga di cavalli alati
(Pellegrini, fig. 93). Forse anche su questa rappresentazione
isolata della stele può avere influito ciò che è espresso sul
cratere.

(a) Nella stele n. 169 (lato B) è rappresentata una biga;
ma il concetto non è funerario.

(*) Rendiconti dei Lincei, 1*10. 264 e segg.

Nella serie delle nostro pietre l'esemplare più ar-
caico ci è offerto dalla stele n. 82 (fig. 47) che già, per
altre ragioni, abbiamo collocato tra le prime stele a
noi note. Nella zona mediana del lato anteriore si vede
l'avanzo di una biga spinta a gran corsa verso de-
stra; i cavalli, come già ho notato, sono alati; scom-
parsa è la figura del defunto insieme col carro; ma
ciò che rimane, per l'arcaismo delle forme, è com-
pletamente cònsono a tutte le altre figure di belve
arcaiche scalpellate su questa stele preziosa.

Infatti le protomi equine sono a contorni retti-
linei e piccole ed appuntite sono le teste. Questi ca-
valli con le loro ali e coi loro contorni palesano stretta
parentela coi monumenti di arte jonica, per esempio
coi cavalli della biga di Apollo su anfora della Bi-
blioteca nazionale di Parigi (De Luynes, Description
de quelques vases peints, t. 6, 7; Furtwàngler,
Gemmen, III, fig. 59), con quelli della quadriga
di Hermes nella gigantomachia di anfora jonica (Mi-
cali, Monumenti inediti, t. 37, 1) ('), con quelli di
di altri monumenti (2).

A ciò che è rappresentato nella già citata anfora
De Luynes si avvicina la nostra stele n. 82 per un
altro particolare, cioè per la figura del cane dall'ap-
puntito muso, corrente sotto i cavalli nella stessa di-
rezione. È questo un tratto caratteristico nelle rap-
presentazioni di arte jonica di carri in corsa, tratto
che tuttavia deve risalire all'arte pre-ellenica (3). È
noto poi come il cane in tali rappresentazioni venisse
ad assumere la essenza di cane cacciatore, non solo
di belve, ma anche di uomini, la essenza di cane
da guerra, di forte ausiliare del guerriero (*).

In tale modo la biga coi cavalli alati e col cane
della stele Arnoaldi n. 82, sarebbe, a quel che io
credo, ricalcata su modello figurativo jonico, come del
resto per massima parte, gli schemi figurativi delle
nostre pietre sono ricalcati su modelli di arte supe-
riore. Pur rimanendo medesimo lo schema, il concetto

(') Si veda Diimmler, Ròmische Mitt., 1888, p. 175, n. 5.

(a) Si vedano gli anelli di oro di cui fu già menzione;
esempio quello del Louvre con Apollo e Tityos, (Furtwàngler,
Gemmen, III, fig. 57).

(3) Si vedano i monumenti raccolti dallo Zahn (Jahrbuch
des lnstit., 1908, p. 174, n. 10). Tra di essi sono anche pro-
dotti di carattere pre-jonico cioè cretese. Si cfr. Nachod, (Der
Rennwaqen bei den Italikern, p. 32).

(*) Savignoni, Ròm. Mitt., 1906, p. 69.
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