Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 20.1910

Page: 595
DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/monant1910/0313
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
595

LE PIETRE FUNERARIE FELSINEE

596

che della pittura orvietana. Più tardi invece, nei sar-
cofagi e nelle pitture i trombettieri sono già, più che
adolescenti, adulti.

Nelle stele felsinee le rappresentazioni, esibenti
l'andata agl'Inferi della persona defunta su cocchio,
hanno caratteri diversi quando si tratta di un uomo
e quando si tratta di una donna. Uniforme è l'aspetto
della persona defunta: se questa è un uomo ha il

L'uomo sta unico sul carro e tiene le redini in
una mano, mentre 1' altra è in atto d'incitare o è pog-
giata alla cintura. La donna invece è di solito accom-
pagnata ed è generalmente protetta da un ombrello.

Nulla più appare nella stele n. 2 ove infatti è
quasi del tutto scomparso il carro e scomparsa total-
mente è la figura della defunta; ma l'ombrello si
vede più o meno completo negli esemplari Arnoaldi

Fig. 50. — Stele, n. 63.

solito tipo che regolarmente si osserva nelle stele più
recenti ; imberbe, dalla corta chioma, dal volto di
profilo, dal corpo avvolto nel mantello. Se la persona
defunta è una donna, essa ha, non solo il corpo, ma
anche la testa avvolta nel mantello.

Nel rendimento di tale figura di defunto si nota
talora che le esigenze dello spazio, limitato da linea
curva, costringono lo scalpellatore a seguire questa
linea rendendo curvo e ripiegato il contorno della
figura. Questo possiamo osservare nelle stele n. 182
(lato A) e n. 194 (fig. 51), ed anche nella tarda stele
n. 12 ove si nota, indizio di stile fiacco e rilassato, che
il mantello, che avvolge tutta la figura femminile,
ne riproduce all'ingrosso il profilo del volto (fig. 52).

nn. 63 (fig. 50) e 86, Certosa nn. 164 (tav. II b),
169 (tav. V) (') e 182 (lato B). In quest'ultimo esem-
plare, dell' ombrello rimangono due frammenti di linee
rilevate, uno pertinente alla impugnatura, l'altro alla
parte destra della tesa. Atrofizzata è la espressione di
questo ombrello nella stele n. 12, ove esso è ridotto
al puro manico offerto da una semplice incisione che
invade la cornice scalpellata a spirali.

Nella stele della Certosa n. 194 l'ombrello non
appare affatto, e pure doveva mancare nel n. 85.

(') Per il recipiente che pende dall'ombrello si cfr. ciò
che di analogo si osserva nel sarcofago di Vulci (Martha,
fi};. 245).
loading ...